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  • Parliamo del FAL e dei suoi fratelli….cominciando da quello italiano cioè il BM-59 che è concettualmente e non solo un diretto derivato del Garant e qui vi spiego perchè:

    Il garand m1 è un fucile che appartiene al gruppo delle armi semiautomatiche, il sistema del garand costituisce un massiccio manicotto prismatico in acciaio ,che nella parte frontale è dotato di 2 alette, quando l otturatore arriva al massimo punto di avanzamento può compiere una piccola rotazione in senso orario la quale fa si che le due alette di cui e dotato si inseriscono cosi nel castello. La pressione della carica di lancio accesa dal innesco tramite azione del percussore costringono il proiettile ad entrare nella canna e iniziare il suo moto giroscopico attraverso la rigatura della canna. Il garand e l evoluzione del fucile Springfield 1903, che adottava 5 carucce contro le 8 del garand . Il sistema di alimentazione del garand non sporge dalla parte inferiore del arma risultando cosi esposto alla sporcizia ,le cartucce sono disposte su due file sfalsate la piastrina è perfettamente simmetrica ciò significa che può essere inserita ambo i lati. Con l adozione da parte della alleanza atlantica nel 1954 della cartuccia 7,62mm ; in molti paesi cominciarono studi volti ad adottare un nuovo fucile di moderna concezione . Il nuovo calibro 7,62mm, veniva impresso dietro alla diottra del fucile insieme al nome del arsenale che ha fatto la trasformazione . Per tiratori scelti adottarono M1D nel 1944, che si differenziava per il suo blocco prismatico presente sulla parte superiore della canna. Il garand che ricevette la denominazione di modello 51 che fu in un primo momento prodotto dagli usa poi più avanti anche in Italia. La costruzione italiana fu affidata alla beretta con la quale produsse il suo BM59 era il risultato di molti studi fatti da beretta ma soprattutto da Domenico Salza per giungere a inconvenienti strutturali che aveva l originale ; i punti di forza del BM59 erano l alimentazione costituita da 20 colpi invece di 8 come il garand, del BM59 ne seguono 3 versioni:
    BM59ital: calcio in legno con impugnatura integrata e canna da 490mm
    BM50italalpin: calcio in metallo pieghevole con impugnatura a pistola
    BM59italparacadutisti:come il precedente ma con canna da 467 mm tromboncino-compensatore asportabile per ridurre l’ingombro. Ma l’originale cioè il FAL è Belga per chi non lo sapesse, i primi prototipi furono ideati per camerare la munizione tedesca 7,92×33;( munizione sviluppata dai tedeschi durante la guerra mondiale ed è in pratica una via di mezzo tra due calibri il 7,92x57mm e il 9x19mm), in quel tempo la munizione 7,62x51mm conosciuta oggi come 308WINCHESTER nel mercato civile, era ancora nello stadio di prototipo con la denominazione di T-65 la cartuccia è di tipo Rimmless ed è una diretta derivata del 300 SAVAGE; il fucile come il calibro fu adottato nel 1953. Il FAL è un fucile a sistema metastabile a presa a gas, la sua licenza fu venduta a molteplici paesi come l’Austria che mise appunto una sua versione di FAL, pressoché simile a quello belga ma con delle differenze esempio: il percussore migliorato che ne migliorava pure l’affidabilità poi il rompifiamma che era un pò un mischione di molti già in uso ma nello stesso tempo unico perchè molto diverso; inoltre anche se meno importante la versione AUSTRIACA aveva il paramano in metallo.

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  • Questo fucile prodotto a seguito del invasione cecoslovacca da parte dei tedeschi, dal 1930 al 1938 e siglato secondo il calendario mussulmano cioè 1309 che equivale al nostro 1930. Questo fucile ad otturatore Mauser( girevole scorrevole);la meccanica è eccellente, camerato per il calibro 8x57mm(introdotta nel 1905 come 7,92×57), di questo calibro ne esistono due versioni una è di tipo Rimmless e l’altra rimmed; la sua variante fu prodotta anche in calibro 7x57mm( questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903). Il fucile ha un caricatore a 5 cartucce, un peso di scatto secondo me basso per l’arma che è visto che si aggira sui 2kg, l’espulsore credo sia a leva imperniato sulla testa dell’otturatore; ovviamente la versione rimmed è per fucili basculanti invece quella Rimmless è ottima anche per il sistema mauser che ricordo essere un sistema stabile come può essere un revolver esempio, sta a significare che ha bisogno del intervento del tiratore per concludere l’azione. La cartuccia Rimmless è ottima nei Bolt-action perchè avendo la scanalatura per l’estrattore è più fluida l’estrazione ad ogni colpo sparato.

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  • Il mitra Sten fu commissionato dalla SMALL ARMS FACTORY per insufficienza di mitra Thompson M1928; lo Sten fu disegnato sa Reginald Shephard e Harnold Turpin, fu adottato nel 1941 con la versione MARK1 con canna protetta da manicotto rompifiamma; e impugnatura ribaltabile sotto la canna. Poi migliorata nella versione MARKll che era la versione totalmente in acciaio e i pezzi erano totalmente intercambiabili(nella versione MARKll c’era anche la versione con silenziatore, con otturatore più leggero e molla di ricupero accorciata l’unica pecca era che la raffica metteva fuori uso il silenziatore). Nella versione MARKIII è la versione più economica perché ricavata da un tubo di acciaio; l’ultima versione è la MARKllll che era la versione più compatta con impugnatura a pistola e adatta ai corpi speciali fatta in due varianti A-B; poi ci sarebbe ancora una versione che è la quinta ma in pratica è la versione MARKll ben rifinita(la versione MARKl venne considerata la peggiore). Quest’arma fu prodotta per stampaggio e saldatura, in tempi brevi aveva un caricatore da 32 colpi con otturatore a chiusura labile; la canna a incastro nel ricevitore fissata dal manicotto di chiusura a vite e bloccato dalla molla di ricupero; aveva una rigatura da 2 a 6 linee destrorse, un mirino a lancetta e diottra posteriore fissa. Il calcio era pieghevole e la modalità di sparo era solo automatica; il difetto più grande era che si scaldava troppo rapidamente e la gittata era troppo breve , infatti considerato inutile oltre i 100m(l’arma era in calibro 9×19). Il Mab è un arma a funzionamento a massa battente, con una curiosità cioè che i due grilletti di cui è dotato fanno anche da settore di tiro quello anteriore per il tiro semiautomatico e quello posteriore per il tiro automatico, posto sopra a questi due grilletti(per il riconoscimento dei due grilletti c’era una zigrinatura in uno e nell’altro no, facendo si di poterli distinguere al tatto e non alla vista) c’era una levetta che permetteva di bloccare una delle due modalità( questa funzione era ottima perché potevi passare da una modalità all’altra senza guardare quello che stavi facendo e così facendo non distogliere gli occhi dal nemico soprattutto in guerra). La canna e’ forellata per evitare il surriscaldamento; sulla volata è presente un compensatore di tiro che diminuisce un po’ il rinculo; sotto la canna è presente l’attacco della baionetta.

    La mitragliatrice MAB che è l’acronimo di MOSCHETTO AUTOMATICO BERETTA, fu progettato da Tulio Merengoni tra il 1935 e il 1937; poi messo in produzione nel 1938 di cui i primi esemplari erano molto difficili da costruire perché molto sofisticati.

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  • La Walther PP fu prodotta per la prima volta nel 1929, è una pistola in doppia azione a chiusura a massa(la sigla PP sta per POLIZAI-PISTOL). Fu adottata dalle forze di polizia all’incirca negli anni 30; camerata per il 7,65 ed è infine un evoluzione dei vecchi modelli 4,6,8. Nelle prime versioni ci fecero un intelaiatura in metallo di rinforzo che però venne quasi subito abbandonata; la pistola è piacevole in mano ha le guancette di colore marrone(anche in legno ma abbastanza rara) questa linea era semplice ed armoniosa fatta per essere tenuta nella fondina, ha una leva manuale sulla sinistra del carrello (che fa da sicura e da leva abbatticane) e un caricatore da 8 colpi.

    Invece la polizia in borghese era solita a usare la PPK modello creato nel 1931(variante della WALTHER PP) che si distingue dalla PP, per dimensione e peso. Il modello originale fu prodotto dalla casa tedesca ZELLA-MEHLIS, il funzionamento è sempre a massa battente e a canna fissa che ha un contributo notevole su precisione a distanze medio brevi.

    La cosa interessante di queste piccole semiautomatiche storiche è il sistema di sicura, che nel modello P5 è quasi identico a quello della SIG 220 e derivate che per molti aspetti differisce molto da altri sistemi; soprattutto la sicura automatica al percussore che è in pratica la stessa. Questo congegno di sicurezza basato ovviamente sul movimento dello stesso percussore, quando agisce non fa altro che tenerlo in posizione tale da non poter terminare la sua corsa; non solo questo è un lato interessante queste pistole tedesche, un altro è lo smontaggio che nella P5 è molto intuitivo:

    1 assicurarsi che l’arma è scarica

    2togliere il caricatore

    3 agire sulla leva di disarmo( posizionata sul fusto sotto il carrello)

    4 arretrare leggermente il carrello( magari aiutandosi con un piano tipo un tavolo)

    5 una volta arretrato sarà possibile agire sulla leva di smontaggio( collocata sul fusto vicino alla volata)

    6 in fine tirando avanti il carrello si separerà dal fusto( poi per sfilare la canna andrà tolto il blocco, che poi in fase di rimontaggio bisogna assicurarsi sia in chiusura).

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  • Questa cartuccia che nacque con la sigla militare 7,62X51MM O 7,62NATO;fu progettata nel 1952 per migliorare il cameramento e l’estrazione in fucili ad otturatore Mauser, in fase di progettazione presero spunto da una cartuccia sperimentale, nominata T65 che era molto simile al 300 Savage; a differenza che il 308Winchester aveva una forma allungata di tipo rimmed con una balistica molto simile al 30-06(7,62x63mm). Invece il 7,35x51mm fu progettato dal colonnello Mainardi ed è un diretto derivato del 6,5x52mm Carcano; in fase di progettazione questo calibro nacque dal allargamento del colletto del 6,5x52mm fino ad arrivare ad un diametro di 7,35; la palla è formata da un nucleo di piombo che è sormontata a sua volta da una punta di alluminio, camiciata in acciaio. La cartuccia è di tipo Rimmless e fu uno dei primi proiettili di tipo Spitzer per ridurre appunto la resistenza aerodinamica; la munizione fu introdotta col fucile modello 38 poi di conseguenza nella seconda guerra mondiale fu la più utilizzata dal esercito italiano.

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  • COLT PATTERSON: L’arma è ad azione singola, il grilletto è particolare perché ruota fuori dal castello del revolver quando il percussore viene armato manualmente il paragrilletto è assente; il tamburo può ospitare fino a 5 cartucce in due diversi calibri: il primo il calibro 28 che era camerato il modello 1, poi successivamente il calibro 36. Il difetto di questo revolver se lo guardiamo oggi è la ricarica, perché il tamburo non essendo basculante prevedeva lo smontaggio parziale dell’arma stessa.

    COLT REVOLVING RIFLE: Questi fucili furono ideati per aumentare la cadenza di fuoco combinando il revolver(arma corta) col un fucile; questo in particolare fu progettato dalla Colt Manufacturing Company nel 1855 era basato su un piccolo revolver tascabile il modello Sidehammer; il tamburo era a 6 colpi e il calibro spaziava dal 36 al 56 poteva essere comprato in diverse lunghezze; e dal mio punto di vista come estetica è bellissimo però aveva delle pecche una era il caricamento che richiedeva tanto tempo e poi per funzionare bene il fucile doveva essere pulito con estrema cura. Fu adottato dall’ esercito degli stati uniti dal 1855 al 1857, oggi quest’arma è molto rara.

    COLT HOUSE REVOLVER: Questo revolver ad azione singola, fu prodotto in quantità limitata(circa 7500 pezzi), ci fu un edizione che è molto rara prodotta con canna sia ottagonale che tonda; il revolver è ad azione singola con tamburo a 4-5 colpi; di questo modello non furono prodotte varianti. Inoltre nello stesso periodo fu concepito un altro revolver, il Colt modello 1871 in calibro 44Henry che come il 41 Short è una cartuccia di tipo rimmed; inoltre il 44 Henry (11x23mmR), fu usato nella guerra di successione nel fucile Henry modello 1860.

    COLT DIAMOND BLACK: Questo revolver prodotto negli Stati Uniti, dopo la metà degli anni 60; l’arma è molto somigliante al famoso Colt Python in versione rimpicciolita, uscì in versione deluxe il modello Diamondback e camerato in due calibri 22LR( che visto il suo rinculo estremamente moderato, fu utilizzato per l’addestramento di reclute inesperte); l’altro calibro è il 38Special ed infine fu camerato per un altra cartuccia( ma era usata solo dalle forze di polizia, ed è per questo che prima ho detto due invece di tre), la cartuccia è il 357 magnum. Questo revolver prodotto negli Stati Uniti, dopo la metà degli anni 60; l’arma è molto somigliante al famoso Colt Python in versione rimpicciolita, uscì in versione deluxe il modello Diamondback e camerato in due calibri 22LR( che visto il suo rinculo estremamente moderato, fu utilizzato per l’addestramento di reclute inesperte); l’altro calibro è il 38Special ed infine fu camerato per un altra cartuccia( ma era usata solo dalle forze di polizia, ed è per questo che prima ho detto due invece di tre), la cartuccia è il 357 magnum.

    SMITH&WESSON MOD.10: Questo modello fece, la sua prima comparsa verso la fine del 800, con il modello 32 che fu il predecessore del modello in analisi, e fu il primo modello col rilascio del tamburo a sinistra come il COLT 1889. Il modello 10 fu introdotto in vari modelli; e conosciuto anche come VICTORY per via della V all’inizio della matricola;(il successore cioè il modello 38 military&police, che poi erano modelli 10 camerati in 38 special ma con palla da 200grani); fu introdotta nel 1945 con canna da 52,102,127,152mm con tamburo a 5 o 6 camere(in 55anni la casa produttrice fece varie versioni di questo modello esempio il modello 10 FBI o il modello Hong Kong nel 1983); nelle versioni moderne il telaio è un corpo unico a differenza dei modelli, vecchi che avevano una spina sopra il tamburo che teneva insieme la canna al corpo dell’arma; nei primi modelli l’impugnatura era in legno di noce ,ora nelle nuove versioni è in gomma. L’arma è molto affidabile anche se nei primi modelli optarono per l’allungamento della camera per via del cameramento, del calibro 38 special che causò dei problemi; ma subito risolti nei modelli successivi. Esiste un altro modello identico al modello10 che la sua unica differenza è il telaio in acciaio inox che è il modello 64, la versione commerciale del modello 10 è il modello 13 che ha una canna pesante ed è camerato per il calibro 357(esiste pure una versione da quattro pollici di quest’arma usata dai vietcong).In conclusione l’arma è storica ne furono vendute tantissime e rimane tutt’ora un arma di tutto rispetto….

    COLT MODELLO 1860: Questo storico revolver realizzato dalla Colt Manufacturing Company, fu costruito in due modelli di cui uno molto raro che aveva il calcio intercambiabile; l’arma si presenta con una lunghezza che va dai 337 ai 350mm dipende dalla lunghezza della canna, che anche li la misura varia dai 191 ai 203mm; il peso non è eccessivo circa 1kg e 22 grammi (c’è anche da considerare che il revolver non è piccolo ha una sua prestanza); il tamburo può ospitare fino 6 cartucce e il suo caricamento avveniva anteriormente dove veniva versata una quantità di polvere, per poi la palla in piombo veniva inserita all’apertura della camera spingendola con forza con la leva di carico posta sotto la canna; il revolver ha pure una sicurezza che è il cane a mezza monta, alcuni modelli avevano anche un disegno sul tamburo ed il ponticello dell’grilletto era placcato d’oro come tutta la carcassa esclusi guancette che sono in legno e il tamburo, il telaio viste le dimensioni sembra di tipo N e le mire sono fisse.

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  • La svizzera benché piccola è degna di nota in quanto le adozioni di armi portatili molto interessanti a livello sia tecnico che storico; la sua prima arma fu un revolver calibro 7,5mm, che fu adottato faticoltivamente dall’ordinanza svizzera presumo sia un modello del 1890 con origini belghe. Rimanendo sempre sui revolver che mi ha colpito, con il sistema abbadie( che in pratica non è altro che uno sportellino che tirandolo indietro ti permetteva di accedere alle camere di cartuccia del revolver e se questo era aperto impediva l abbattimento del cane,insomma una sorta di sicura);questo revolver era in calibro 10,5 e a differenza del precedente che aveva origini belghe, questo era di fabbricazione svizzera. Un altra adozione interessante fu quella della Parabellum modello 1900 munita di sicura sul dorso; però adesso torniamo a tempi più recenti e andiamo al sodo…..

    Una semiautomatica degna si nota è la SIG.210 che ora vi spiego in breve(Questa pistola semiautomatica ad azione singola, anche soprannominata la ” ROLLS-ROYCE” delle semiautomatiche e rimasta in produzione fino al 1975 dal esercito svizzero. La SIG denominata 47/8 nella versione commerciale della 210, la versione 47/8 ebbe un seguito con la versione definitiva, che fu adottata definitivamente nel 1948 con la denominazione ufficiale di MOD49( il modello 47/8 venne accompagnata dalla sigla SP cioè SELBSLADE-PISTOLE, ANNO 1947 E CARICATORE DA 8 COLPI). La pistola venne progettata dall’ ingegnere Petter, il sistema di chiusura Petter che poi non è altro una variante del sistema BROWNING brevettato in Francia/svizzera sul modello 35; che nacque per sostituire il vecchio revolver d’ordinanza 1892. La 47/8 nacque per rimpiazzare la Luger che secondo l’esercito svizzero era troppo esile come potere d’arresto e inadeguata per l’utilizzo bellico); nel 1975 adottarono la 220 ma i primi modelli non erano altro che un banale aggiornamento della 210; in se la SIG210 era un ottima pistola ma negli anni 60′ nacque l’esigenza di una pistola moderna e quindi nacque la 220 che ora vi spiegherò in breve;(Questa pistola fu realizzata per impiegare munizioni di diverso tipo; oltre il 9mm e il 7,65 browning fu camerata per il 22LR e 45ACP. L’arma non aveva sicure manuali, ma solo una sicura automatica al percussore che si disattivava premendo a fondo il grilletto; aveva un castello in acciaio e carbonio che costituiva un sistema di ritenzione del caricatore con una leva nella parte inferiore dell’impugnatura); nel 1968 la 220 adotto un sistema browning modificato e di conseguenza l’adozione da parte della Svizzera come già detto.

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  • Questo revolver all’inizio a singola azione;(poi arrivo la versione a doppia azione progettata dallo stesso Colt), prodotto in calibro 40-40 WINCHESTER che fu una delle prime cartucce a percussione centrale prodotta da WINCHESTER e poi camerata in revolver storici come il modello 3 della Smith&Wesson; il revolver in sé è robusto e affidabile con la sostanziale differenza col modello precedente è la carcassa che è più grande, ma tutte due prendono ispirazione dal modello che conquistò l’west cioè il modello 1873; il tamburo del revolver 1878 è molto simile a quello al modello ejector( il primo modello ejector fu appunto il 32 HAND EJECTOR dove il tamburo basculava fuori dalla carcassa, dalla parte sinistra permettendo l’inserimento delle cartucce). Fu molto popolare e subì alcune modifiche nel tempo per sfruttare la grande quantità di pezzi di ricambio che Colt aveva, inoltre aveva anche un difetto se cosi lo possiamo chiamare, cioè la canna essendo troppo corta no era dotato di asta di espulsione. In fine dopo l’uscita di produzione nel 1882, fu ripreso durante la grande guerra e rintrodotto nei calibri 22LR e 44magnum.

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  • Questa cartuccia ottima per la caccia ai cervi, basata sul 300 H&H con un fondello identico al 7mm Remington ma con un corpo della cartuccia più piccola; il 7,61 nacque in passato per il rifiuto di adottare una cartuccia a quel tempo sperimentale che era il 7,59 MEUNIER camerata per il fucile MEUNIER che nacque in sostituzione del vecchio modello MLE1886, la munizione è più potente di un 8mm LABEL, e anche più veloce visto che arriva a una velocità di oltre 1000m/s; però come già detto il fucile MEUNIER non fu mai adottato da nessun esercito, invece adottarono il modello 1917 meno costoso del fucile MEUNIER anche perchè utilizzava gli stessi componenti del modello 1886. Tornando alla munizione 7,61 SHARPE&HART fu camerata in fucili come i SCHULTZ&LARSEN come prestazioni si aggira intorno alle cartucce Weatherby, con una velocità massima si 945m/S, un angolo di spalla di 43 gradi; la cartuccia è di tipo Belted( queste cartucce grazie a una fascia rinforzata sopra la scanalatura per l’estrattore favoriscono un appoggio netto e rimarcato in camera che presenta anche un punto di misura per l’Heandspace che non è altro che la distanza tra fondello del bossolo e testa dell’otturatore; queste munizione sono quasi sempre di tipo magnum). In fine la cartuccia fu prodotta dalla NORMA e affiancata quasi subito a fucili ad otturatore Mauser, fu molto popolare per un periodo fino all’arrivo del 7mm REMINGTON MAGNUM agli inizi degli anni 60′.

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  • La cartuccia 8x59mm fu approvata nel 1935 lo stesso anno della mitragliatrice M35 (IN PRATICA UNA RIVISITAZIONE DEL MODELLO 30); fu ricamerata nel calibro 8x59mm però fu necessaria una modifica, cioè togliere la pompa di lubrificazione dei proiettili inoltre furono camerate in questo calibro anche il modello M37 ed M38 anche loro a chiusura metastabile come le precedenti, in pratica il ricupero a gas della mitragliatrice Breda ne conseguiva l’abbassamento di un blocco di chiusura e di conseguenza l’apertura quando le pressioni all’interno di essa avevano raggiunto condizioni di sicurezza; le mitragliatrici Breda sparavano piccole raffiche perchè essendo raffreddate ad aria se fossero state lunghe la canna sarebbe diventata rovente, inoltre per una maggiore dispersione di calore la mitragliatrice adottava una canna pesante.

    ARRIVIAMO ALLA CARTUCCIA: 8x59mm è una cartuccia di tipo rebauted cioè il collarino è inferiore al corpo della cartuccia stessa il quale si riconnette col bordo della cartuccia stessa, che ne determinerà un appoggio in camera netto e rimarcato inoltre fa pure come punto di misura per HEADSPACE( in pratica è la distanza tra la testa del otturatore e il fondello del bossolo); queste cartucce hanno una potenza anche superiore ai 4000JOULE; le prime cartucce in questo calibro erano mono-base cioè il caricamento era costituito dal 95% di nitrocellulosa( queste cartucce hanno bisogno di una percussione molto forte per essere sparata, cosa che non molti fucili sono in grado di fare) come potenza la cartuccia possiamo tranquillamente paragonarla al calibro 7,92x57mm anche lui camerato nei modelli Breda.

    L’ARMA FU USATA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E ADOTTATA DAI PORTOGHESI E NEL MODELLO DOPO AL M38 FU MUNITA DI IMPUGNATURA A PISTOLA; IL PIU’ GRANDE DIFETTO DI QUESTE ARMI ERA CHE SI INCEPPAVANO MOLTO FREQUENTEMENTE.

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