458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • Carlo Bodeo ottenne il primo brevetto per il suo revolver nel 1889; ed in questo progetto Bodeo volle unire idee innovative prendendo spunto da alcuni revolver già in uso. Di base il revolver Bodeo utilizza lo stesso sistema del revolver italiano Glinsenti; questo brevetto che fu il primo riguardava per lo più il sistema di sicura ABADIE ideata dallo stesso Bodeo modificandolo applicandoci una molla a V, questa molla è il risultato del miglioramento dello scatto del revolver CHAMELOT DALVIGNE(ricordo fu il primo revolver adottato dal esercito italiano); la molla era situata nel impugnatura per tenerla ferma quando il braccio spinge contro la superficie del cane, in poche parole il rilascio del grilletto andava on contrasto sia col cane che con la molla a V, interrompendo il collegamento tra il percussore e il sistema di scatto così da non far partire il colpo a sportellino aperto.

    In questo revolver il sistema di espulsione avviene attraverso una bacchetta situata sotto la canna, allineata con la camera del tamburo, e bastava farla scorrere verso l’interno per provocare l’espulsione del bossolo vuoto.

    IL REVOLVER E’ CAMERATO PER LA STESSA MUNIZIONE DEL MODELLO GLINSENTI; CIOE’ IL 10,35X20MM CHE E’ UNA MUNIZIONE A PERCUSSIONE CENTRALE CON INNESCO BOXER, DI TIPO RIMMED(OVVIAMENTE A POLVERE NERA).

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  • MAUSER HSC:

    La mauser HSC ( HAhn-selbstspannel C)è una pistola a doppia azione , progettata da ALEX SEIDEL ed è una delle pistole più belle del decennio 1930/40. Concorrente diretta della PPK e PP e dalla 38H per impiego delle forze di polizia; questa pistola si differenzia dalle altre per un particolare: ogni volta che viene sparato l’ultimo colpo, il carrello indietreggia e rimane aperto fino a che non si inserisce un nuovo caricatore, indifferentemente da che sia pieno o vuoto; se messo pieno il colpo verrà camerato automaticamente.

    L’impugnatura ben dimensionata con una vite a lato, poi verrà messo in centro in centro per questione di fragilità del bordo. La HSC utilizzata per tutto il corso della guerra e anche dopo; il sipario calerà verso la metà degli anni 60, per poi essere prodotta solo in serie limitata per collezionisti e appassionati. Ha un sistema di sicurezza, che blocca il congegno di scatto cosi l’arma anche premendo il grilletto, il cane appoggia sul castello senza nessuna reazione. L’ARMA HA UN CARICATORE MONOFILARE DA 8 COLPI(32ACP) E 7 COLPI (380ACP) ESISTE PIO UNA VARIANTE CHE E’ LA HSC SUPER CAMERATA PER IL 9X17 O 380ACP.

    MAUSER C96:

    Quest’arma fu adottata agli inizi di febbraio dell’anno 1899, con la denominazione ufficiale della casa produttrice di C96 o M96 la versione militare che arrivò nel 1912; i primi modelli dopo il collaudo che durò 120 giorni in lotti da 1000 pistole erano in calibro 9mm export e poi in 7,63 Mauser. Il vero problema della distribuzione di quest’arma, erano i ricambi che poi furono limitati in 3 parti che erano: l’asta guida molla posteriore del cane; la leva di sicurezza; e la molla dell’elevatore delle cartucce. Questa pistola fu brevettata l’11 dicembre del 1895, ha un funzionamento a corto rinculo con ritardo di apertura di tipo mauser con un passo di rigatura da 4 a 6 linee(il castello era ricavato dal pieno dell’acciaio) destrorse e caricatore a 10 colpi caricato a stripper clips(quelle italiane si differenziavano dalla fresatura di alleggerimento sui lati dell’castello); una curiosità di questa pistola, a parte il caricatore davanti al grilletto che è la principale, c’è anche la fondina che grazie all’impugnatura; con guancette in legno avvitate e una fresatura per far diventare la fondina in legno e cuoio; diventando un calcio trasformando l’arma in un mini fucile. La mauser C96 uscì di produzione nel 1935; fu progettata dai fratelli FEEDERLE e nel corso degli anni di adozione e produzione fu un arma molto clonata, e ne fecero pure una versione in FULL-AUTO con caricatore amovibile denominata M712.

    TULA KOROVIN:

    Quest’arma fu la prima semiautomatica prodotta in Russia, per rimpiazzare il vecchio revolver di ordinanza modello 1895; il progettista tale Sergey Aleksandrovich Korovin che per l’appunto lavorò anche per Browning infatti i primi prototipi erano camerati per la cartuccia 25ACP progettata dallo stesso Browning; Korovin poi verso il 1920 lavorò anche per la fabbrica d’armi Tula Arms Factory di cui ne diventò il progettista della prima semiautomatica, nel primo modello che aveva delle fresature ai lati del fusto forse per ridurre il peso, ma fatto in maniera logica con anche la filettatura della vite per il fissaggio delle apposite guancette, questi primi modelli erano molto impegnativi da produrre; l’arma definitiva uscì nel calibro 7,65mm nel 1922 fu adottata col nome ufficiale TK; era molto simile alla pistola semiautomatica Mauser M1910 aveva un funzionamento a massa battente a corto rinculo, con caricatore monofilare a 8 colpi la sicura era posta sopra il grilletto dalla parte sinistra del fusto. Questa pistola usci di produzione nel 1933 perché stroncata dalla TT33 che fu subito adottata.

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  • IDEATA IN INGHILTERRA CON L’OBBIETTIVO DI MIGLIORARE LA PRECISIONE DELL’ANIMA LISCIA, APPLICANDO UNA STROZZATURA CHE REPLICA LA RIGATURA DANDO UN SENSO DI ROTAZIONE; LE PRIME PROVE INIZIARONO NEL 1934 DA UN BALISTICO PER POI DEFFONDERSI ANCHE GRAZIE ALLA CACCIA.

    La canna paradox o raggiata fu realizzata dalla H&H nel 1886 e permette una rosata più ampia e stoccate abbastanza precise a breve distanze.

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  • Chiariamo un pò la questione che mi pare ci sia non poca confusione.

    sicuramente sono da guerra tutte le armi pesanti, e quelle automatiche con tiro a raffica ma NON SONO DA GUERRA MAI!! pistole semiautomatiche e revolver…

    La definizione a livello giuridico di arma da guerra è la seguente: SONO ARMI DA GUERRA LE ARMI CON UNA SPICCATA CAPACITA’ OFFENSIVA CHE SONO O POSSONO ESSERE DESTINATE AL MODERNO ARMAMENTO DI TRUPPE O ESERCITI. Però è sempre da definire da guerra un arma con funzionamento a raffica cioè automatico.

    Una caratteristica delle armi considerate da guerra è che tutte le parti d’arma sono considerate parti essenziali, semilavorati compresi; invece nelle armi comuni le parti essenziali sono in pratica quelle fondamentali per il funzionamento come: otturatore, canna ecc..

    Per quanto riguarda le munizioni sono quei bossoli usati nelle relative armi da guerra, e in questo caso sono da considerarsi da guerra pure i bossoli spenti; ma a parte questo vorrei aprire una parentesi sul 9x19mm che è veramente ridicolo visto che pure il banco l’ha catalogato come munizione per arma comune; è vero in alcune armi corte è ancora vietato ma la guerra la fanno i neuroni di sta gente che continua ad affermare questa eresia!! però su questo cè un mah; cioè se quest’arma comune mettiamo anche in 9x19mm viene modificata per assumere le stesse caratteristiche di un arma da guerra( in breve li viene messo un selettore di tiro dal quale ha pure la modalità a raffica); allora possiamo considerarla di tipo guerra che non centra nulla col 9×19 che è solo un calibro come tanti altri; ma siamo in Italia quindi BOH!!!

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  • Questo grafico che Wikipedia usa per far vedere il funzionamento della PSS che è una pistola da omicidio Russa, potrebbe confondere il lettore anche se Wikipedia voleva solo spiegare il funzionamento di tipo labile o a massa battente dell’arma e ora vi spiego:

    Questo schema che ha l’utilità di spiegare il sistema labile o a massa, che è il sistema più facile nelle armi da fuoco; in pratica l’otturatore è fisso e l’arma grazie a una molla di ricupero e alla forza del rinculo può sia tenere in chiusura l’otturatore durante lo sparo, ed inoltre riarmare permettendo cosi l’espulsione del bossolo a vuoto e il cameramento di una nuova cartuccia. Il disegno invece può ingannare; e qui viene il significato di questo articolo; quest’ultimo può essere rappresentato per spiegare il lungo rinculo di canna, le armi a lungo rinculo vengono anche definite a mollone perchè la molla permette il ritorno in batteria mentre vengono svolte tutte le operazioni di un ciclo semiautomatico; la definizione di lungo rinculo è quando canna e otturatore percorrono insieme un tratto che è di poco superiore alla lunghezza del bossolo al momento dello sparo,(questo sistema è famoso anche per un fucile progettato da Browning che è l’AUTO5).

    Un altro piccolo appunto: azionato a rinculo non vuole dire proprio nulla o quasi; il rinculo è il movimento retrogrado compiuto dall’arma al momento dello sparo, che non c’entra nulla con l’azione…. ma nulla proprio!

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  • I pallini vengono usati nelle munizioni spezzate; questo utilizzo di palle sferiche ha un grosso difetto cioè la dispersione infatti nelle armi ad anima liscia si usano degli strozzatori che hanno la funzione di rendere compatto lo sciame di pallini; questo però comporta la diminuzione della velocità alla volata e teoricamente aumenta pure il tempo di canna, a differenza di una canna cilindrica che la velocità è superiore; ma può essere ancora più bassa la velocità se il pallino è sparato singolarmente. Di pallini ne esistono fondamentalmente di due tipi: quelli da caduta di cui l’altezza della caduta deve essere tanto maggiore quanto è più grande il diametro dello stesso; poi ci sono i pallini temprati; e di questi possiamo mettere al primo posto quelli in tungsteno;( ricordo che per l’indurimento dei pallini in fase di lavorazione non avviene per tempra, ma aggiungendo dell’antimonio), questi ultimi pallini cioè quelli in tungsteno sono molto costosi ma di ottima fattura; ma oltre a questi ne esistono anche di molto buoni con una spesa più contenuta esempio quelli in piombo che hanno una grande densità grazie al piombo e non si deformano facilmente. Inoltre un altra lavorazione degna di nota è la nichelatura che è senza dubbio la soluzione migliore per tenere un rivestimento solido che migliori la indeformabilità e durezza;( questa pratica viene fatta soprattutto con pallini di piccola dimensione). Infine nei pallini sferici abbiamo dei requisiti da tener conto che sono: la forma sferica, che ne riduce notevolmente l’attrito nella canna; la scorrevolezza; la lucidità e una lavorazione di crivellatura ottimale.

    sistemi e componenti

    La bascula è un blocco in acciaio, che viene fissato al calcio e successivamente vengono incernierate le canne grazie a dei ramponi, la cosi detta ramponatura è la conformazione dei cosi detti tenoni in relazione alle bascule in cui si accoppiano; questi elementi ne permettono la rotazione ne permettono anche la chiusura, dando una situazione solida e sicura allo sparo. Per fare tutto ciò abbiamo una chiave che permette l’apertura, quindi lo svincolo delle canne che ruotano grazie ad un perno trasversale facendo leva sulla cerniera; oltre a questo nei fucili moderni possiamo trovare i sistemi di percussione e scatto e questa prende il nome di batteria; quello che tiene insieme il tutto è la croce che non essendo visibile dall’esterno perché è incassata nel paramano. Quando si spara le forze che entrano in gioco coi fucili basculanti sono essenzialmente due cioè assiale quando la proiezione è davanti il piano di bascula, e rotativa quando in pratica le canne tendono ad andare verso l’alto. Parlando di congegno di sparo nei fucili baculanti possiamo definire quelli di tipo Anson che stanno nel vivo della bascula, poi abbiamo quelli di tipo Holland&Holland che sono meccanismi riportati all’esterno della bascula; per poi andare al congegno di alimentazione che nei fucili basculanti è definito come tipo Enfield cioè prismatico tubolare; parlando di percussione invece abbiamo la più comune usata anche in molte armi corte cioè quella a battuta. In conclusione abbiamo la sicura che nei fucili ad anima liscia almeno un tempo teneva in blocco solo la leva di scatto o grilletto non permettendo cosi una sicurezza totale in caso di caduta, ma questo nelle armi vecchie però possiamo dire due tipi di sicura che spiegherò prossimamente che sono quello di tipo Greener e quella di tipo Anson. Nei fucili basculanti l’energia di sparo prodotta da una carica di lancio viene liberata dal arma, dalla parte opposta dell’asse della canna le forze che si esercitano all’atto di sparo sono due: assiale(avanti al petto di bascula); oppure rotativa(tramite una coppia di rotazione). In un fucile basculante l’assieme delle canne rispetto alla bascula necessariamente devono ruotare(con un certo angolo di rotazione); apposta per svincolarsi e procedere al movimento con una leggera pressione sulle canne verso il basso( di solito l’incrocio tra la canna e la bascula può essere definita come un insieme tra il limite inferiore della bascula e il prolungamento tra la stessa). Per concludere il discorso della chiusura nei fucili basculanti vorrei fare un esempio, che poi è una chiusura molto famosa cioè quella Purdley dove la faccia interiore è ricavata dalla superfice dove ruota rispetto alla bascula. La percussione nei basculanti può avvenire in due modi: a cartelle esterne cioè posizionati ai lati dalla bascula(la bascula è un massello in acciaio o in lega che contiene tutti i meccanismi vitali per un corretto funzionamento di un arma basculante); nelle batterie a cani esterni possiamo definirle di tipo HOLLAND&HOLLAND, invece quando le cartelle sono interne di tipo ANSON cioè il congegno di sparo è nel vivo della bascula. Infine l’estrazione che nei basculanti può compiere due azioni cioè per via imperniata e quindi ruota verso il basso accedendo alla camera; oppure circolare che è la più comune nei fucili da caccia( in questo caso l’estrattore è guidato dal prolungamento della bindella e da una vite che delimita la corsa.

    LA MATRICOLA

    La matricola consente di identificare l’arma in questione, ed è anche l’unico modo per identificare tramite un banco di prova se è stata effettivamente controllata; l’immatricolazione nelle armi deriva indirettamente dalla punzonatura lo scopo primario di imprimere un codice alfanumerico è la possibilità di riconoscere l’arma anche nel caso di modelli identici; una volta la matricola veniva impressa con punzonatura a pressione con l’aiuto di appositi macchinari i numeri venivano impressi nell’acciaio, oggi viene impressa tramite laser in grado di alterare strutturalmente il materiale in questione; inoltre l’apposizione della matricola avviene in 3 metodi che sono: punzonatura, rullatura, e marcatura in stilo meccanico.

    IL CALCIO

    In un fucile il calcio è quella parte d’arma con una superfice più ampia, che funge come punto d’appoggio e in un certo senso assorbe il rinculo per poi cederlo alla spalla del tiratore;(ricordo che nel rinculo se l’asse della canna passa per il punto d’appoggio e quest’ultimo è sopraelevato, parte del rinculo provoca la rotazione dell’arma attorno il punto d’appoggio; e questo fa si che le canne durante lo sparo tendono ad andare verso l’alto). Il calcio ha lo scopo fondamentale di decretare la distanza tra la spalla e la culatta e inoltre decretare il baricentro dell’arma, l’avvicinamento della linea di mira è detto anche angolo di calcio e quando quest’angolo diminuisce subentra l’effetto del rinculo e maggiore sarà la distanza fra l’asse della canna e il punto d’appoggio e maggiore sarà il rilevamento da contrastare, a parità di energia espressa dall’arma. Nei fucili si tende ad avere un punto d’appoggio più alto dell’asse della canna perchè allineare la pupilla con tacca e mirino risulta scomodo e difficoltoso; inoltre una volta i primi fucili nati per lo più in Francia nel 1777 erano assenti di rinculo perchè dritti.

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  • La Luger P08 è una pistola semiautomatica, progettata da GEORGE LUGER basandosi sulla BORCHARDT C-93. La parola “PARABELLUM” deriva dal latino e sta a significare “SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA” fu adottata per la prima volta dalla svizzera, per sostituire il vecchio modello di revolver 1878 in calibro 10,4 del progetto di WARNANT-SCHMIDT; la svizzera la adottò nel 1900 in calibro 7,65 parabellum con il nome ORDINANZPISTOLE 00, ne esistono 35 versioni la maggior parte usate dai tedeschi. I tedeschi adottarono questa pistola nel 1908 come pistola di ordinanza, con la denominazione di “PISTOLE 08” e calibrata in 9 parabellum. La mauser non fermò mai la produzione e assemblaggio di questa pistola, e continuò a produrla fino la caduta della Germania, e il crollo sotto i bombardamenti della fabbrica stessa; questa bellissima pistola che poi e anche la pistola del famoso ladro LUPEN è un capolavoro ingegneristico difficile da produrre e molto costosa.

    P38

    La Luger P08 è una pistola semiautomatica, progettata da GEORGE LUGER basandosi sulla BORCHARDT C-93. La parola “PARABELLUM” deriva dal latino e sta a significare “SE VUOI LA PACE, PREPARA LA GUERRA” fu adottata per la prima volta dalla svizzera, per sostituire il vecchio modello di revolver 1878 in calibro 10,4 del progetto di WARNANT-SCHMIDT; la svizzera la adottò nel 1900 in calibro 7,65 parabellum con il nome ORDINANZPISTOLE 00, ne esistono 35 versioni la maggior parte usate dai tedeschi. I tedeschi adottarono questa pistola nel 1908 come pistola di ordinanza, con la denominazione di “PISTOLE 08” e calibrata in 9 parabellum. La mauser non fermò mai la produzione e assemblaggio di questa pistola, e continuò a produrla fino la caduta della Germania, e il crollo sotto i bombardamenti della fabbrica stessa; questa bellissima pistola che poi e anche la pistola del famoso ladro LUPEN è un capolavoro ingegneristico difficile da produrre e molto costosa.

    piccola spiegazione del sistema della p38

    Questo sistema di tipo stabile geometrico ideato nei primi anni del 1800 e già presente sulla Mauser C96; a differenza del sistema stabile include un terzo elemento che è appunto il blocchetto collocato tra canna e carrello con l’utilità di renderli solidali in chiusura; questo blocchetto in pratica ha la funzione di liberare il carrello quando è in posizione abbassata. Questo sistema fu largamente usato prima nella Walther P38 poi ripreso da Beretta nel modello 51 e 52 e anche in altri modelli tra cui uno molto conosciuto che è il 92.

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  • Il 400 WEATHERBY sviluppata su richiesta dei cacciatori per aumentare le prestazioni del 375H&H; fu disponibile dal giorno dell’uscita nel 2003 fino al 2008 per quanto riguarda gli Stati Uniti; ( a differenza del 416 Remington non ha problemi pressori). La cartuccia è di tipo Belted credo ottimizzata per fucili ad otturatore di tipo stabile, come quello girevole scorrevole di tipo mauser( infatti il bossolo ha la spalla leggermente affusolata appunto per la maggior facilità di alimentazione), c’è anche da dire che questo calibro è molto affidabile e preciso, come pressioni al momento dello sparo sono nella media per un calibro così (4.400BAR) e la velocità oltre i 700m/s.

    Il 460 WEATHERBY fu introdotta nel mercato mondiale nel 1958 come risposta commerciale al 458winchester; fu anche per qualche anno la munizione più potente è sempre di tipo Belted; e anche lei come quella prima fu concepita per offrire ai cacciatori una munizione in grado di abbattere senza tanti complimenti un grosso animale africano. La cartuccia fu ottenuta dall’allargamento del colletto fino al diametro prestabilito, con una palla FMJ-RN; la diffusione fu molto lenta e limitata semplicemente perchè è molto difficile prendere dimestichezza con questa cartuccia, e se la ottieni ci vuole molta pratica e questa cosa è data anche dalla forza eccessiva in cui viene scaricato il rinculo sulla spalla che è molto forte; la ricarica non è particolarmente difficile, di solito viene caricato a 500grani di polvere.

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  • Questo calibro introdotto nel 1936 fu sviluppato per un fucile a leva, prodotto da Browning in produzione limitata( parliamo del modello 71); la cartuccia appunto sviluppata proprio per fucili a leva, il modello in questione aveva infatti un impugnatura a pistola appunto per diminuire il rinculo (che era molto rilevante)ed avere più controllo dell’arma stessa; la munizione comunque è impressionante a corto raggio infatti è molto usata in nord africa per la caccia; grazie alla sua lenta espansione le uccisioni degli animali saranno molto pulite e l’efficacia a breve distanza è ottima; e anche la potenza che sono circa 4.000joule( che sono una badilata!!?).

    Il 348 WINCHESTER è una cartuccia di tipo semi-rimmed , caricata a 250grani raggiunge velocità di 750m/s ; il calibro deriva dal 50-110WCF che è un vecchio calibro infatti si nota ancora la dose di povere nera nella denominazione; però oltre al rinculo abbiamo un altro difetto che è il diametro del fondello, essendo un diametro grande svantaggia il caricatore( parliamo di calibri mastodontici come il 450N.E, ecco il fondello è molto simile ).

    PS: QUANDO PRIMA HO SCRITTO CHE E’ LA DOSE DI POLVERE NERA VUOL DIRE CHE IN UN METODO ANGLOSSASONE IN GENERE ABBIAMO: LA DISTANZA DEI PIENI DI RIGATURA, SEGUITI DAL NOME DEL PRODUTTORE (NELLA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE); NEL CASO DI VECCHI CALIBRI ES. 30-06 LA PRIMA CIFRA E’ IL QUANTITATIVO DI POLVERE NERA, E L’ATRA OVVIAMENTE E’ LA DATA DI PRODUZIONE.

    POI E’ ANCHE VERO CHE NEL CALIBRO CHE HO CITATO NEL ESEMPIO PUO’ AVERE ANCHE L’ALTRO METODO CHE DA I SEGUENTI DATI: 7,62 CHE E’ LA DISTANZA TRA I PIENI DI RIGATURA E 63 CHE E’ L’ALTEZZA DEL BOSSOLO A VUOTO.

    30-30WINCHESTER

    Questa cartuccia a percussione centrale(7.8x51mmR); denominata anche 30WFC fu la prima cartuccia metallica per uso sportivo a polvere infume, fu messa in produzione e commercializzata per essere camerata nel fucile modello 1894 Winchester(UN APPUNTO SUL FUCILE: il modello 1894 fu progettato da J.M Browning, esteticamente è quasi uguale ai modelli precedenti esempio il modello 1873 che aveva una chiusura a blocco imperniato e la differenza col modello in questione sono le modifiche apportate sia al sistema di chiusura applicando un unico sistema tramite un perno per abbassare la leva e liberare l’otturatore; per poi tornare in chiusura quando la leva viene alzata, questo sistema cosi detto a chiavistello fa si che il percussore è guidato dalla leva facendo in modo di non avere brutte sorprese in caso la camera non si chiuda perfettamente. oltre alla modifica al sistema di chiusura, li venne modificata pure la camera per ospitare cartucce da 2 pollici).

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  • Chiamasi mitragliatrice quell’arma da fuoco capace di sparare in sequenza un numero rilevante di munizioni ad una velocità ciclica molto elevata

    In queste armi automatiche essendo soggette a molto stress e temperature molto elevate soprattutto dopo svariati colpi sparati a raffica; sono dotati di un sistema di raffreddamento che può essere o ad acqua come nella mitragliatrice Fiat Revelli oppure a gas usato tutt’ora nelle mitragliatrici moderne;(in fase di lavorazione visto il movimento continuo dato dal rinculo si cerca di ridurre l’attrito delle singole parti); un sistema abbastanza semplice applicato in queste armi è il seguente: l’otturatore e il carrello rinculano insieme per un breve tratto per poi sganciarsi e prima di tornare il chiusura l’estrattore andrà a espellere il bossolo spento.

    Nelle mitragliatrici di solito viene usato un estrattore a gancio in pratica un a molla a lamina applicata sul cilindro dello stesso, lungo una generatrice. Oggi è possibile risolvere il problema del raffreddamento solamente con la sostituzione della canna dopo svariati colpi.

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