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  • Questa pistola semiautomatica che uscì nel 1983 è una delle prime SAVE ACTION; arrivò nel mercato con la 17gen1 fu un successone fino da subito l’arma è in polimero con sicure automatiche, tre per l’esattezza (al percussore, caricatore e se non la impugni correttamente); come tutte le armi di successo ebbe le sue copie; la copia più famosa fu la sigma della S&W….

    Dopo questa breve introduzione io di quest’arma non sono purtroppo un grande fan perché è molto blasonata funziona bene ma no; o almeno l’unica Glock che comprerei è la 20 ma solo per il calibro che è il 10mm; la cosa bella di quest’arma è il funzionamento che in pratica è un sistema Browning modificato ma personalizzato da Glock come il calibro es. il 45GAP(Glock automatic pistols) poi c’è anche da dire che introduzione del polimero nelle armi corte è di Glock.

    COMUNQUE ANCHE SE A ME NON PIACE E’ UN OTTIMA ARMA SIA DA DIFESA CHE PER IL TIRO SPORTIVO.

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  • vcx

    Gaston Glock è un ingegnere austriaco fondatore dalla industria armiera e marchio Glock, nel aprile del 1981 brevetterà la prima semiautomatica di produzione Glock; la 17 (17 sta per il numero del articolo) che poi nel 1982, fu l’arma in dotazione al esercito austriaco; per arrivare in America nel 1985. Il produttore austriaco mantenne intatto il sistema ideato da BROWNING ma apportandoli delle modifiche; per renderlo più funzionale, praticamente il sistema e un gioco di piani inclinati come nella hp 35. Quest’arma è dotata di 3 sicure automatiche che si disattivano con la pressione sul grilletto; e si riattivano al suo rilascio; nel 1991 ci fu una modifica a molla e asta per facilitare lo smontaggio del arma. La seconda generazione nel 1988 diede all’arma un aspetto più grintoso, e nella terza generazione migliorarono l’impugnatura con degli incavi per le dita coi modelli 34/35; col modello 37 il primo a camerare il 45 GAP(GLOCK AUTOMATIC PISTOL) nata accorciando il 45 ACP(AUTOMATIC COLT PISTOL) e ideata nel 2003 con la collaborazione di WINCHESTER, “QUESTO CALIBRO NON E’ STATO ANCORA ADOTTATO DA NESSUN ESERCITO SWAT O ANTITERRORISMO”.rert

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  • Lo Z62 STAR fu sviluppato dalla STAR Bonifacio nel 1962, e adottato dall’esercito spagnolo e prodotto in larga scala in calibro 9×19; nel 1971 uscì la versione aggiornata chiamata 270B. Questa mitragliatrice leggera ha un funzionamento a chiusura a massa a tiro selettivo, con sicura automatica che blocca l’otturatore sia in apertura che in chiusura; anche il grilletto funziona da selettore di tiro in pratica quando la parte posteriore o inferiore viene premuta. Lo Star ha una lunghezza totale di 700mm, la canna e forata e funziona come scudo termico; il tiro è in 2 modalità ALTO: automatico; BASSO: semiautomatico con una cadenza di colpi di 550 colpi al minuto. La forma ricorda lontanamente lo Steyer britannico, ma a differenza sua lo Star usa solo una molla di ricupero; lo steyer due. Lo Star ha un meccanismo di innesco preso dal suo modello precedente; introdotto negli anni 60 questa arma andò in sostituzione dello Z-45 e ha differenza lo Star è molto più leggero, ha un caricatore con alloggiamento verticale da 20/30 colpi e una lunghezza a calcio ripiegato di 200m la tacca di mira è in due posizioni da 100 a 200m.

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  • Questa mitragliatrice è un miglioramento e in un certo senso uno sviluppo della mitragliatrice TMP(di cui c’è l’articolo); l’arma entrò in servizio nel 2004 fu prodotta dalla Brogger&Thomet che poi è anche la ditta che la progettò(1992 la data di progettazione); l’arma è compatta come la precedente e facilmente occultabile date le dimensioni ridotte, le differenze sostanziali col TMP sono il calcio abbattibile e una nuova sicura alla leva di scatto(grilletto); in più fu aggiunta una slitta Piccatinny tipo MIL-STD1913 sul carrello e davanti al ponticello del grilletto; grazie alla slitta l’arma può supportare torce tattiche, ottiche. L’MP9 adotta un funzionamento di tipo metastabile simile Steyer a corto rinculo, può ospitare caricatori di altre mitragliette della stessa fabbrica produttrice esempio APC9; a caricatore pieno l’arma pesa 1kg e 400 grammi, il rateo di fuoco è di circa 900 colpi al minuto e camerata per la munizione 9x19mm.

    L’arma può ospitare silenziatori.

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  • Questa pistola mitragliatrice progettata nel 1989 e prodotta dalla Steyer Mannlicher; entrò in produzione negli anni 90, l’arma si presenta molto compatta con molte parti in polimero; il meccanismo e le parti mobili interne dell’arma sono chiuse per evitare di far entrare acqua o detriti; la forma arrotondata e molto liscia al tatto, la canna è filettata dando la possibilità di montare silenziatore; il progetto fu venduto per potere allo sviluppo di una nuova arma simile che era MP9.

    Il TMP adotta la munizione 9x19mm con funzionamento metastabile a canna rototraslante, la raffica è molto gestibile e l’arma ha un peso ridicolo intorno al kg e 300 grammi; la palla esce dalla canna ad una velocità di 375m/s ed una velocità ciclica di 900 colpi al minuto(efficace fino a 100m).

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  • la prima pistola mitragliatrice offerta dal austriaca steyer (allora conosciuta come steyer -Daimler- puch) è stata la MPI-69 un arma a fuoco selettivo. si tratta di un arma molto simile per impostazione al UZI israeliano,  la posizione del caricatore ( trentadue colpi calibro 9mm parabellum, asta bifilare a presentazione singola) l arma è dotata di un semplicissimo calcolo collassabile in metallo e un selettore del tiro a 3 posizioni, la posizione di fuoco automatico ingaggia un grilletto a due stadi, che permette già di persè il tiro a colpo singolo quando viene premuto solo fino metà corsa e consente  il fuoco a raffica solo quando premuto fino in fondo. l armamento della MPI-69 avviene tramite una leva di caricamento piatta al quale è solidale l anello per l aggancio anteriore della cinghia di tracolla ; per camerare il colpo occorre dunque tenere la steyer a tracolla parallelamente al corpo.  la MPI-81 ESSENZIALMENTE la medesima arma dotata di una manetta d armamento standard e priva del grilletto a due stadi , contando soltanto sul selettore del tiro per l impostazione del colpo singolo o a raffica , la cadenza ciclica più alta e di 700 colpi al minuto.

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  • Evelyn Owen giovane australiano appassionato d armi sin dal età di 8 anni progettò e perfezionò l arma che porta il suo nome nel periodo durante il 1931 al 1938, senza riuscire tutta via ad interessare gli eserciti del regno unito. l azienda metalmeccanica di Newcastle che allo scoppiare, del conflitto offri sta volta cin successo l Owen machine carabine del esercito australiano dimostrando in vari test come fosse impervia agli inceppamenti. il calibro 9×19 funzionante tramite sfruttamento del diretto rinculo con ciclo di fuoco ad otturatore aperto . la Owen era un arma semplicissima da realizzare essendo essenzialmente realizzata in un ricever tubolare in metallo, ricordava molto lo steyer britannico, arma che EVELYN OWEN non ha mai avuto modo di maneggiare non essendo ancora inventato al epoca della nascita della sua arma. la solidità del OWEN di cui ne furono prodotti circa 50.000 esemplari. Owen fu sostituita nel 1962 con un altra arma di concezione locale, la f1 ad essa e molto simile ma ampiamente ispirata allo sterling britannico che una volta fu rimpiazzata  alla fine degli anni 80 dal fucile d assalto Steyer  Aug.

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  • Quando si parla di scatto la pressione del dito sul grilletto è rilevante perché tanto maggiore sarà la pressione che facciamo tanto più alto sarà il peso di scatto, soprattutto dopo lo sgancio; ma quando la forza è eccessiva(si intende la forza del cane); e il dente d’arresto non riesce più a sostenerla si possono avere sganci accidentali e quindi spari accidentali; in questo caso molte armi anche quelle usate in gare di tiro dinamico adottano il controcane che permette l’aggancio del cane in caso di sgancio accidentale(una sorta di sicura in pratica).

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  • Iniziamo col primo che è un calibro basato sul 9,3x62mm; in pratica per ottenerlo non hanno fatto altro che restringere il colletto del 9,3x62mm ottenendo la cartuccia in questione cioè il 6,62mm Frères; il tecnico che lavorò sulla cartuccia è lo stesso che realizzò il 5,6x50mm che ne parlo in seguito sempre su questo articolo. La prima versione di 6x62mm fu messa su mercato nel 1984, poi ci fu anche una seconda versione sempre ispirata alla prima, ma in questo caso bordata (6x52R) che uscì nel 1988.

    La seconda cartuccia fu realizzata sempre dallo stesso progettista cioè Gonter Frères(il progetto iniziò alla fine degli anni 60), parliamo del 5,6x50mm e questa cartuccia nacque prima la versione bordata per armi basculanti poi quella rimmless; essa deriva parzialmente da un calibro totalmente o quasi sconosciuto cioè il 5,7x45R anche lei bordata; il CIP cioè la commissione permanente per le armi da fuoco portatili la fa risultare come 5,6x50mag, comunque stringendo è un 222Remington(nel senso che sono molto simili); però meno potente.

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  • cio

    Prima della nascita ufficiale della SMITH&WESSON, i due fondatori stavano lavorando ad un progetto di una cartuccia; che si rivelò essere la prima cartuccia metallica moderna cioè il 22 short. Questa munizione con l’avvento del 22LR(sua diretta derivata) andò quasi svanendo. Un altra variante del 22 short può essere il 22 long; questa cartuccia può essere considerata come la seconda cartuccia più vecchia del mondo a percussione anulare, sviluppata nel 1871 ha un calibro effettivo di (15,1×5,7)

    nxb
    22LR il suo calibro effettivo è (5,6x15mmr)R=ORLATA

     

     

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