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  • Questa pistola semiautomatica del XIX, sviluppata da LOUIS SCHMEISSER per poi essere venduto il brevetto a Theodor Bergmann; i modelli successivi furono poi costruiti su licenza da Charles V. Schilling.

    Quest’arma fu costruita per camerare calibri diversi per un totale di 3: la prima la N.2 era in calibro 5mm bergmann; la N.3 in 6.5 bergmann; e in fine la numero N.4 in 8mm Bergmann; il caricamento avviene tirando verso il basso e in avanti il vano dove alloggiano le cartucce, caricate tramite stripper clip contenenti 5 colpi. L’arma ha un funzionamento a massa battente ad azione singola, ha una lunghezza di 175mm totali di cui la canna aveva una lunghezza di 80mm; il proiettile all’uscita della volata ha una velocità di 380 m/s.

    LOUIS-SCHMEISSER ERA UN INVENTORE TEDESCO NATO NEL 1848 E DECEDUTO NEL 1917; FU ASSOCIATO ALLA CREAZIONE DEL FAMOSO FUCILE MITRAGLIATORE MP-18, ED E’ CONSIDERATO UNO DEI PROGETTISTI E TECNICI DI ARMI DA FUOCO PIU’ FAMOSI D’EUROPA.

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  • Il 375H&H(9,5x72mm) è una cartuccia di tipo BELTED( cioè cinturata che presenta un rinforzo sopra la scanalatura per determinare l’appoggio in camera netto e rimarcato dando anche la misura dello spazio di testa, o HEANDSPACE); questa munizione fu concepita per essere caricata a cordite(che è un tipo di polvere infume a doppia base che ha l’aspetto di tanti filamenti di solito di colore rosso). Questo calibro può essere definito un gemello balistico del 9,3x64mm, allo sparo il rinculo è moderato pur esercitando un energia alla bocca di oltre 5000 joule, e un energia cinetica di oltre 600 chilogrammi metro; un famoso fucile che andò a camerare questa poderosa cartuccia è il Winchester modello 70( che è un arma lunga a sistema di tipo Mauser cioè ad otturatore girevole scorrevole, introdotto nel 1936). Invece il 50BMG(12,7x99mm) è una cartuccia sempre a collo di bottiglia, basata su un forte ingrandimento del 30-06(7,62x63mm); utilizzata per il tiro a lunga distanza in fucili come il Barrett M82, e supersonica fino a 1500 metri, prima di entrare in servizio fu ridimensionata per essere ospitata in caricatori di tipo STANAG 4383; anche se in verità fu concepita da Browning per la mitragliatrice pesante M2.

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  • Questo sistema stabile, differisce da la sistema mauser perchè invece che scorrere e girare, questo scorre e basta ma la funzione rimane la medesima cioè un otturatore cilindrico e parte essenziale d’arma per portare la culatta in chiusura. Quando fu progettato a detta anche degli stessi soldati che lo trovavano più veloce; proprio perchè invece di girare e scorrere come nel Mauser il movimento era solo avanti e indietro, la sua introduzione risale ai tempi antichi( più precisamente nei fucili ad ago come il CHASSEPORT); e più avanti usato nei fucili STEYR MANNLICHER M1895, che poi credo siano tutti passati al sistema Mauser visto che anche il sistema di alimentazione o a pacchetto oppure a stripper clips, di Mauser sempre parliamo( e poi secondo me il tempo di caricamento non è che sia poi cosi lento; a meno che non si metta un bradipo a sparare….).

    Questi otturatori sono anche detti a percussore lanciato (percussore interno) e non necessitano del cane( un congegno di sparo come può essere definito il medesimo è un organo di comando( in questo caso la leva che chiude e apre la camera seguita poi da una molla e dal sistema di scatto). Prima ho accennato il caricamento quando ho parlato del sistema mauser perchè? c’è da sapere che in un congegno di alimentazione(quale il caricatore) possiamo averne di tre tipi: quello che troviamo nei revolver cioè a camere multiple; quello fisso definito anche di tipo Mauser; quello staccabile( cioè Enfield) e poi per ultimo quello usato nelle armi ad anima liscia cioè prismatico tubolari.

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  • Oggi cominciamo parlando del 22-50, una cartuccia pensata all’inizio per il Bench rest e conosciuta come 22 VARMINTER; derivata per lo più dal 250-3000 Savage ma anche indirettamente dal 30-06 molto simile al 220 Swift come forma e anche perchè sono tutte due cartucce di tipo rimless quindi la scanalatura per l’estrattore è presente, ed il corpo ha lo stesso diametro del collarino. Questo calibro fu realizzato negli anni sessanta da J.Gebby molto più veloce del 204 Ruger( introdotta nel 2004 in pratica una versione allungata del 222 Remington); inoltre il 22-50 aveva anche delle varianti per la precisione due che sono sempre calibri 22 ma derivanti da altre due cartucce interessanti che sono: il 38-40 Ballard progettata intorno il fucile Ballard brevettato nel 1861; e l’altra è il 257Roberts anche lei di tipo rimless che usa lo stesso bossolo del 250Savage, e deriva dal 7x57Mauser. Ora parliamo del 30R Blaser che è una cartuccia di tipo Rimmed dove il collarino ha un diametro maggiore del corpo, e non presenta scanalatura per l’estrattore; la sua denominazione metrica è 7,62x68mmR a collo di bottiglia, quindi evidenzia un raccordo troncoconico ed un evidente cambio di diametro tra corpo e colletto della cartuccia. Il 30R BLASER è un derivato parziale del 308, realizzato più che altro per armi basculanti.

    Due curiosità: La prima che il 30R BLASER AVENDO LO STESSO DIAMETRO DEL 308 LE CARTUCCE POSSONO ESSERE OSPITATE ANCHE IN CARICATORI DELLO STESSO 308 WINCHESTER

    LA SECONDA CHE IL 30R HA UNA CAPIENZA IL 20% IN PIU’ DEL 30-06(7,62X63MM).

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  • Questa azienda venne fondata nel 1835 da Harris Holland, nel 1835 ed è un marchio molto pregiato nel mondo armiero per via del loro valore artistico, e lavorazioni su bascule e acciarini fatte a mano e ricavate dal pieno con tolleranze strettissime di pochi millesimi. I fucili basculanti in genere possono avere due caratteristiche essenziali; nella prima i congegni di sparo vengono ricavati dal vivo della bascula denominata di tipo ANSON, oppure a cartelle esterne di tipo HOLLAND&HOLLAND a cartelle esterne, per fare un esempio simile al sistema H&H possiamo citare quello di Westey Richard con l’unica differenza che il congegno è fisso e non staccabile; ma entrando nel discorso possiamo dire che nei sistemi H&H viene perfezionato e montato su una cartella molto simile a quella usata negli acciarini solo con la molla in avanti con percussori all’interno della bascula e grani temprati; queste cartelle laterali ovviamente sono incorporate al dispositivo di sicura che agisce in doppia grazie alle stanghette, una sul fulcro del azione di sparo cioè il grilletto e in simultanea con la leva di sicura che con un maggiore spostamento della sua estremità si troverà a diretto contatto col sistema di scatto.

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  • La colt 1911 fu la prima pistola in 45ACP utilizzata dal esercito americano . Prima di adottarla nel 1911, ci fu un test per mandare in pensione le vecchie rivoltelle in 38 in dotazione al esercito; le sperimentazioni furono condotte con vari modelli (C96 mauser,M1894 steyr e dalla colt 1900). Si decise che il 9mm non era sufficientemente potente e non aveva sufficiente potere d arresto quindi non era da prendere in considerazione , si optò quindi per un proiettile che doveva essere almeno 45 centesimi di pollice . Dopo una lunga conclusione di arrivò a conclusione che il progetto di J.M.browning fu il migliore , il suo progetto prodotto da colt sparò 6000 colpi senza nessun inconveniente, ci furono diverse modifiche e diverse fabbriche ottennero la licenza di fabbricazione di colt 1911 tra il 1917 .Nel 1930 insieme a colt ne produssero 700000 esemplari, quelle per il mercato civile avevano il numero preceduto dalla lettera C invece quelle per il mercato militare  avevano impresso sul carrello la scritta “unite state propety”. la commissione umanitaria attesto che la colt 1911 doveva essere la pistola del esercito infatti durante la guerra ebbe un ruolo decisamente importante e ne furono fatte diverse  versioni tra cui esempio il modello 1927 la versione argentina. Verso la fine degli anni 60′ presero un considerazione la proposta di adottare una pistola con un calibro minore del 45 , fu fatta la versione della 1911 in 9×19 con il nome COLT 1969 general office per sostituire la sua sorella in 45 ACP e tutti i revolver in 38 special. Quindi nel 1981 si diede inizio a ulteriori prove le armi presentate dovevano avere le seguenti descrizioni: KG 1,2 peso massimo, 102mm lunghezza minima della canna , lunghezza totale massima 221mm,capacita’ minima del caricatore 10 colpi. Parteciparono molte case di armi ma i risultati migliori furono di beretta ma per problemi politici decisero di rimandare alla decisione; ma poi finalmente nel 1983 ci fu un altra competizione tra le due case migliori cioè  SIG-SAUER e BERETTA e dopo un altra pausa per decidere finalmente il vincitore il 14 gennaio del 1985 l America adottò la Beretta 92 SB-f  che poi venne soprannominata M9.thZ5EKDEUZth6CBECDBQ.jpg
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  • Questa causa oggi come oggi è molto rara, ma può capitare tenendo sempre a mente che la più grande sicurezza è l’attenzione poi abbiamo diverse sicurezze in una semiautomatica come la sicura al percussore; oppure al carrello o anche l’avvertenza da arma carica, però ci possono essere dei casi dove si rischia lo sparo accidentale alcuni esempi:

    -scatto alleggerito troppo(mai sotto gli 0.003 micron….la troppa sensibilità al grilletto favorisce molto cause di sparo accidentale.)

    -forte caduta(questo non succede quasi mai soprattutto ora che quasi tutte le armi corte hanno sia la sicura al percussore che al caricatore).

    molla di ricupero che fa poca resistenza(troppo morbida)

    -la sbadataggine soprattutto in armi come le Save action che pur avendo sicure automatiche sono sempre pronte allo sparo.

    -problemi al sistema di scatto in caso di arma difettosa.

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  • Iniziando dal PM12 che è una pistola mitragliatrice progettata dall’ ingegnere Domenico Salza, per conto della fabbrica d’armi Pietro Beretta a partire inizi anni 60; quest’arma nacque prendendo spunto dalla precedente già in uso in quel tempo cioè il MAB, l’innovazione era appunto l’essere riusciti a ridurre le dimensioni facendo in modo che il corpo otturatore rimanesse invariato; l’arma è dotata di un funzionamento a massa battente con percussore fisso, un altra particolarità interessante è la sicura (in verità due sicure); la prima si attiva tramite pulsante posto sopra l’impugnatura, la seconda non permette lo sparo se l’arma non è impugnata correttamente. Il PM12 fu prodotto su licenza belga e i primi ad utilizzarla furono proprio le forze dell’ordine; nel 1968 nacque una variante migliorata il PM12S sempre camerato in 9x19mm; oggi se pur ritenuta obsoleta questa pistola mitragliatrice viene ancora molto usata;(nel 2018 usci un altra variate ulteriormente migliorata che doveva andare a sostituire sia il PM12S che il PM12 cioè il PMX).La seconda arma è una pistola mitragliatrice Israeliana, progettata negli anni 40 da UZIEL GALIL; anche questa con un innovazione(ecco perchè sono a confronto);infatti l’innovazione stava nel funzionamento che era in pratica a massa battente, ma l’otturatore avvolge parzialmente la canna riducendone le dimensioni e portando il baricentro in avanti; questo sistema era già in uso, infatti la prima arma che adottò tale sistema fu la OG43 progettata da Giovanni Oliani verso la fine della seconda guerra mondiale.

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  • Il sistema di chiusura per definizione è quel vincolo meccanico fra otturatore e vivo di culatta della canna; nelle armi i sistemi di chiusura sono ideati per consentirne il corretto funzionamento.

    In questo articolo farò degli esempi di chiusura metastabile conosciuta anche come a ritardo di apertura, un sistema interessante e abbastanza conosciuto è quello a presa a gas che sfrutta appunto quest’ultimi grazie alla loro pressione che si genera al momento dello sparo mantenendo l’otturatore chiuso, solitamente le armi che adottano questo tipo di sistema li viene praticato un forellino sull’anima della canna ed in base alla pressione che si vuole sfruttare il foro viene fatto più vicino o più lontano dalla camera di cartuccia( ovviamente maggiore sarà la distante il foro dalla camera di cartuccia e minore sarà la pressione), un altro esempio è il sistema a rulli composta da due parti, una libera di muoversi dalla posizione dei rulli l’altra rallenta l’apertura tra otturatore e canna.

    Nelle armi corte invece abbiamo sistemi come quello di Browning modificato che a differenza del primo abbiamo la bielletta sotto la canna che ha il compito di disimpegnarla; un pò come nella Browning Hp35 una delle poche semiautomatiche che non ha bisogno di disconnettore perchè grazie a un gioco di piani inclinati riesce a disimpegnare il percussore dal sistema di scatto così da svincolare il carrello facendolo tornare in chiusura( quindi servirà ripremere il grilletto per espellere un altro colpo).

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  • Il fucile è un arma lunga, ed a differenza delle armi corte viene imbracciato appoggiando il calcio alla spalla; la parola fucile in origine chiamato focile proprio perchè arrivano da sistemi a pietra focaia…..

    Nella storia i primi fucili vennero descritti verso la fine del 1400, ma un fucile simile a quello che conosciamo; ora dobbiamo aspettare il 1717 che poi fu anche l’adozione di tale arma da parte dei francesi, ma a parte questo la vera rivoluzione di tale arma avveni proprio col suo funzionamento in questo caso di tipo stabile dotato di un otturatore cilindrico che scorre e gira( in poche parole parliamo del sistema Mauser)……..

    Per riprendere il discorso di sistema stabile a livello giuridico queste armi lunghe vengono definite a ripetizione ordinaria, che sono appunto quelle armi che per doppiare il colpo il tiratore deve agire sul azione aprendo la camera di culatta con il movimento(scorri e gira) per camerare il colpo.

    Inoltre nelle armi lunghe il rinculo che è il movimento retrogrado dell’arma al momento dello sparo, certe vengono definite a lungo rinculo dove il movimento di canna e otturatore rinculano saldamente per tutta la lunghezza della cartuccia( quest’ultimi definiti anche a mollone); ed il secondo è a corto rinculo ma viene usato solitamente in armi corte come esempio la pistola semiautomatica Beretta 92FS.

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