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  • Quest’arma calibro 12 ideata da Rhodesian Hilton Walker negli anni 80; e progettata come arma antisommossa per controllare le masse. Il fucile presenta un azione simile ad un revolver infatti si nota il caricatore a tamburo a cui fu aggiunta una molla che ne permetteva la rotazione; ma questa aggiunta col tempo fu rivista nel modello successivo perché la rotazione era molto lenta, inoltre nella versione migliorata era dotata anche di un espulsione del bossolo automatica. L’arma fu prodotta in diverse versioni tra cui una compatta con caricatore da 7 colpi(quella standard ne tiene 12); può montare volendo sia punto rosso che ottiche.

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  • th33C1Q6NM(il termine mortaio deriva dal latino MORTARIUM=VASO o recipiente dove triturare sostanze da ridurre in polvere.)  le prime armi da fuoco che si sviluppano in Europa con la scoperta della polvere da sparo non erano portatili i metodi di costruzione erano artigianali e prevedevano una base di legno su cui fissare una canna. uno dei primi documenti di armi che ne prova l esistenza e l impiego risale al 1453 sul vocabolario militare di Alberto  Guglielmotti che risale al 1889; gli antichi mortai ad avancarica potevano avere due orecchioni a mezza altezza, come altre bocche di fuoco, o un unico doppio orecchione collocato alla base della culatta in questo venivano in alcuni paesi chiamati trabucchi. col seguirsi del evoluzione i mortai seguirono la stessa evoluzione delle altre artiglierie diventarono sempre più prestanti e con canna rigata , nel 1915 Wilfred Stoker ideo il primo mortaio moderno che era incredibilmente semplice ma allo stesso modo efficace in grado di sparare 22 colpi al minuto con gittata di circa un km. aveva una base larga per assorbire il rinculo ed aste metalliche di posizionamento. i sistemi di posizionamento comprendono calibri da 60/81/120 e offrono un eccellente equilibrio tra peso e maneggevolezza della piattaforma e una rapida messa in posizione ed un alta operatività e facile manutenzione chiamato mortaio da fanteria. il lanciabombe da 76mm inventato da Wilfred Stoker viene considerato il mortaio più antico in questo genere.

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  • Quest’arma semiautomatica disegnata da TULIO MERENGONI, è la prima pistola nata in casa Beretta; brevettata a fine giugno del 1915 e in servizio fino al 1945 andò a sostituire i vecchi revolver Chamelot Dalvigne 1874 e la italiana Bodeo.

    La Beretta 1915 rilasciata quasi subito all’esercito italiano durante la prima guerra mondiale; è una pistola affidabile e facilmente riproducibile anche in larga scala, fu prodotta in due calibri diversi che sono il 7,65×17 e in 9mm Glinsenti che in pratica è un 9×19 meno aggressivo, ha un funzionamento a massa battente ; dotata di due sicurezze manuali di cui una sul retro del telaio per bloccare il percussore; e l’altra sul lato sinistro per bloccare il grilletto, le dimensioni non sono proprio contenute e il peso c’è. L’arma ha un caricatore a 7 colpi in lamiera d’acciaio, un impugnatura leggermente inclinata rispetto l’asse della canna anche se a colpo d’occhio risulta venire giù dritta; le guancette sono in noce zigrinato, la lunghezza totale dell’arma è di circa 17cm.

    BERETTA PRODUSSE CIRCA 15.300 ESEMPLARI DI 1915 PER POI ANDARE A MIGLIORARLA CON IL MODELLO 15/19.

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  • La Beretta M34 è una pistola semiautomatica a chiusura labile che fu il capolavoro di Tulio Merengoni. Riuscì ad unire semplicità ed efficienza costruttiva, fu concepita per le forze di pubblica sicurezza( e adottata dalla marina aeronautica nel 1936 con il suo numero di parti 39, ne furono realizzate 525000 esemplari. Il modello 34 fu l’evoluzione del modello 31, conservando il calibro 7,65(il modello 34 anche in versione calibro 380 A.C.P o 9×17)il calibro 7,65 fu messo in produzione per il mercato civile. Il caricatore ha una capienza di 7 colpi con impugnatura a sperone ripresa dalla 1919( beretta aveva già una semiautomatica camerata per il 9 corto era il modello 32). Le guancette del modello 34 sono in filbak a differenza del modello 31 che erano in legno.COCVCODE

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    gfy

    Il pm12 è una pistola mitragliatrice progettata da Domenico Salza per sostituire il MAB(MOSCHETTO-AUTOMATICO-BERETTA). Nacque nel 1959, e fu distribuito alle forze dell’ordine nel 1961; e fu subito un grande successo l’arma era un gioiello di tecnologia armiera; per certi versi dicono migliore del MP5(SECONDO ME NO PERO’ SON PUNTI DI VISTA). Furono apportate modifiche nel 1970 all’arma(finitura con resine, ridimensionamento di organi di mira, e selettore a 3 posizioni) poi ci fu un ulteriore modifica negli anni 90′ cioè la 3 sicura.vad

    L’arma ha un funzionamento a chiusura a massa, dispone di un selettore di tiro a tre posizioni(SICURA-SEMIAUTOMATICO-AUTOMATICO) ha un caricatore a 32 colpi e camera la munizione 9×19; ha una cadenza di tiro di 550 colpi al minuto e una velocita alla volata di 380 m/s.

    L’arma fu usata dalle brigate rosse per il sequestro e l’uccisione di ALDO-MORO e da essa deriva Ingram 2000.

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  • Lo ZK466 è una mitragliatrice a massa battente, impiegata durante il regime comunista; o almeno una delle poche armi come lei che passarono lo stato di prototipo per essere importate; l’arma utilizzava la munizione 9x19mm, per cui erano camerate anche alcune pistole semiautomatiche dell’epoca esempio i modelli 24-25 e comunque queste armi furono mai adottate del esercito Ceco; e il fucile fu sostituito col modello 58. L’arma in questione cioè lo ZK466 di cui la sigla ZK sta per ZBROJOVKA KOUCKY è composta da 95 parti la canna è amovibile; la data di progettazione risale a metà degli anni 40 a cura dei fratelli JOSEF.

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  • Questa storia comincia negli anni 60 quando un medico legale, un investigatore e un poliziotto si misero al lavoro sperimentando vari test per ottenere il risultato di migliorare le prestazioni del munizionamento contro obbiettivi molto duri; dopo molto prove visto che alcune di queste cartucce mettevano a dura prova la rigatura della canna, a volte deformandola trovarono soluzione rivestendo la parte apicale della cartuccia con un materiale malleabile che a loro detta ne migliorava le prestazioni; ma in verità proteggeva solo la rigatura dal deformamento sporcando mica male la canna(infatti oggi non sono proprio le più usate!); ma comunque parliamo del teflon che è un polimero appartenente ai perfluorocarburi,(che poi a dirla tutta teflon è solo una denominazione commerciale) questo materiale fu scoperto verso la fine degli anni 30′ del secolo scorso, con la sigla di PTFE cioè politetrafluoroetilene. Concludendo il teflon viene utilizzato solo in palle non camiciate, un esempio può essere il 9×19.

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  • Questo calibro nasce come miglioramento del 38 LONG COLT; le prime cartucce caricate a polvere nera ma fu trasformata quasi subito a polvere infume, fu progettata da S&W nel 1902 e poi camerata nel revolver MILITARY&POLICE ; ebbe una diffusione quasi istantanea questo calibro anche grazie alla seconda guerra mondiale col modello 10 sempre di casa S&W.

    Il 38special è una cartuccia di tipo rimmless; la sua denominazione metrica è 9×29,5mmR la cartuccia è precisa ma con un espansione della palla non troppo efficiente( la versione migliore è la P); per avere un espansione decente il 38 special adotta palla di tipo HYDRA SHOK che manifesta una velocità minore ad una caricata di 115g con palla JHP, ma un espansione molto superiore; per migliorare il problema dovuto all’espansione gli fu inserito un aculeo nella parte apicale del bossolo che poteva assumere due diverse forme: CILINDRICO le potenzialità della palla erano ridotte ma l’espansione migliore invece in quella CONICA sia la potenza che la velocità erano discrete.

    Questa cartuccia con palla da 115g ha un energia cinetica di 55 chilogrammi metro e una velocità di 380M/S; è ottima per la difesa personale, ha un rinculo gestibile e ancora oggi molto diffusa.

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  • ggg

    Lo ZK383 è un mitragliatore cecoslovacco, poco conosciuto nel frangente occidentale ma molto soddisfacente come arma; infatti rimasta in produzione fino al 1948. Nato all’incirca nella metà degli anni 30′, e basato sui progetti del MP28 e MP34. Camerato per il calibro 9×19 e adotta un funzionamento a massa battente; quest’arma aveva un opzione vista raramente in altri mitra dell’ epoca cioè il cambio rapido della canna che secondo me era un idea innovativa. Il caricatore era posto a lato come le STEN BRITANNICO, il bocchettone era pieghevole e il caricatore poteva ospitare 30 colpi; jnkfu adottato nel 1938 dalle forze di polizia come ZK383.

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  • La polvere infume, andò a sostituire la polvere nera( gli esperti del tempo considerarono la nuvola di fumo generata allo sparo di un arma a polvere nera un grosso limite per l’arma stessa). La scoperta della polvere infume va a braccetto con la scoperta della nitroglicerina e della nitrocellulosa resa compatta da alcool ed etere per poi gelatinizzarla creando la prima polvere infume denominata polvere B; in un secondo tempo grazie ad ALFRED NOBEL che trovò il modo di stabilizzare la nitroglicerina dando alla luce la dinamite.

    Le polveri infumi; possono essere suddivise in 3 gruppi:

    MONOBASE: che viene ottenuta per la maggior parte di nitrocellulosa (per l’esattezza al 95%) contiene una piccola parte di nitroglicerina ma svolge un azione solo da mordente

    DOPPIA BASE: queste polveri hanno 2 componenti come si può dedurre dal nome; che sono nitroglicerina e nitrocellulosa; in questo caso il vantaggio è palese cioè maggiori dosi a parità di volume e poi una maggiore stabilità per via della stabilizzazione della nitroglicerina.

    TRIPLA BASE: questo ultimo gruppo oltre la nitrocellulosa e la nitroglicerina ha un terzo componente che è la nitro guanidina; ma è usata solo in campo militare.

    Nella chimica la polvere infume può essere suddivisa in altri gruppi che sono esempio il propellente come può essere la nitroglicerina; comunque con l’arrivo del anima rigata a fine 800′ e avendo così una traiettoria, data dalla rigatura ed un tiro utile molto più ampio; la polvere nera non aveva abbastanza forza per imprimere la sufficiente velocità alla palla. E PER CITARE UN ANTICO CON L’ARRIVO DELL’ ANIMA RIGATA ” FINALMENTE IL DIAVOLO NON E’ PIU’ IN GRADO DI CAVALCARLA PER DEVIARNE LA TRAIETTORIA”.

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