la prima pistola mitragliatrice offerta dal austriaca steyer (allora conosciuta come steyer -Daimler- puch) è stata la MPI-69 un arma a fuoco selettivo. si tratta di un arma molto simile per impostazione al UZI israeliano, la posizione del caricatore ( trentadue colpi calibro 9mm parabellum, asta bifilare a presentazione singola) l arma è dotata di un semplicissimo calcolo collassabile in metallo e un selettore del tiro a 3 posizioni, la posizione di fuoco automatico ingaggia un grilletto a due stadi, che permette già di persè il tiro a colpo singolo quando viene premuto solo fino metà corsa e consente il fuoco a raffica solo quando premuto fino in fondo. l armamento della MPI-69 avviene tramite una leva di caricamento piatta al quale è solidale l anello per l aggancio anteriore della cinghia di tracolla ; per camerare il colpo occorre dunque tenere la steyer a tracolla parallelamente al corpo. la MPI-81 ESSENZIALMENTE la medesima arma dotata di una manetta d armamento standard e priva del grilletto a due stadi , contando soltanto sul selettore del tiro per l impostazione del colpo singolo o a raffica , la cadenza ciclica più alta e di 700 colpi al minuto.
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Evelyn Owen giovane australiano appassionato d armi sin dal età di 8 anni progettò e perfezionò l arma che porta il suo nome nel periodo durante il 1931 al 1938, senza riuscire tutta via ad interessare gli eserciti del regno unito. l azienda metalmeccanica di Newcastle che allo scoppiare, del conflitto offri sta volta cin successo l Owen machine carabine del esercito australiano dimostrando in vari test come fosse impervia agli inceppamenti. il calibro 9×19 funzionante tramite sfruttamento del diretto rinculo con ciclo di fuoco ad otturatore aperto . la Owen era un arma semplicissima da realizzare essendo essenzialmente realizzata in un ricever tubolare in metallo, ricordava molto lo steyer britannico, arma che EVELYN OWEN non ha mai avuto modo di maneggiare non essendo ancora inventato al epoca della nascita della sua arma. la solidità del OWEN di cui ne furono prodotti circa 50.000 esemplari. Owen fu sostituita nel 1962 con un altra arma di concezione locale, la f1 ad essa e molto simile ma ampiamente ispirata allo sterling britannico che una volta fu rimpiazzata alla fine degli anni 80 dal fucile d assalto Steyer Aug.
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Quando si parla di scatto la pressione del dito sul grilletto è rilevante perché tanto maggiore sarà la pressione che facciamo tanto più alto sarà il peso di scatto, soprattutto dopo lo sgancio; ma quando la forza è eccessiva(si intende la forza del cane); e il dente d’arresto non riesce più a sostenerla si possono avere sganci accidentali e quindi spari accidentali; in questo caso molte armi anche quelle usate in gare di tiro dinamico adottano il controcane che permette l’aggancio del cane in caso di sgancio accidentale(una sorta di sicura in pratica).
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Iniziamo col primo che è un calibro basato sul 9,3x62mm; in pratica per ottenerlo non hanno fatto altro che restringere il colletto del 9,3x62mm ottenendo la cartuccia in questione cioè il 6,62mm Frères; il tecnico che lavorò sulla cartuccia è lo stesso che realizzò il 5,6x50mm che ne parlo in seguito sempre su questo articolo. La prima versione di 6x62mm fu messa su mercato nel 1984, poi ci fu anche una seconda versione sempre ispirata alla prima, ma in questo caso bordata (6x52R) che uscì nel 1988.
La seconda cartuccia fu realizzata sempre dallo stesso progettista cioè Gonter Frères(il progetto iniziò alla fine degli anni 60), parliamo del 5,6x50mm e questa cartuccia nacque prima la versione bordata per armi basculanti poi quella rimmless; essa deriva parzialmente da un calibro totalmente o quasi sconosciuto cioè il 5,7x45R anche lei bordata; il CIP cioè la commissione permanente per le armi da fuoco portatili la fa risultare come 5,6x50mag, comunque stringendo è un 222Remington(nel senso che sono molto simili); però meno potente.
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Prima della nascita ufficiale della SMITH&WESSON, i due fondatori stavano lavorando ad un progetto di una cartuccia; che si rivelò essere la prima cartuccia metallica moderna cioè il 22 short. Questa munizione con l’avvento del 22LR(sua diretta derivata) andò quasi svanendo. Un altra variante del 22 short può essere il 22 long; questa cartuccia può essere considerata come la seconda cartuccia più vecchia del mondo a percussione anulare, sviluppata nel 1871 ha un calibro effettivo di (15,1×5,7)

22LR il suo calibro effettivo è (5,6x15mmr)R=ORLATA -
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Questo fucile semiautomatico russo fu progettato alla fine degli anni 50 da EVGENIIJ DRAGUNOV; fino la metà degli anni 60 per poi essere messo in produzione dalla casa produttrice IZHMASH A IZHEVSK(la produzione di quest’arma iniziò in Cina); infatti esiste più di una variante cinese di cui una è molto simile alla prima versione del fucile in questione, che era SVD63. Le prestazioni di questo fucile sono eccellenti( come scheletro molto simile al Kalashnikov); la versione rumena è basata sul RPK che è una mitragliatrice leggera dello stesso produttore dell’ ak47 e le parti sono intercambiabili per la maggiore col Dragunov e adottano pure lo stesso calibro che è il 7,62x54R(questa cartuccia fu adottata anche dalla Finlandia e da vari paesi dell’Europa Centrale dopo la metà del 1940 e vanta un onorato servizio di ben oltre 100 anni).
In conclusione il Dragunov è un ottimo fucile da cecchino; la denominazione SVD sta per SNAYPERSKAY VINTOVKA DRAGUNOVA; il fucile adotta una chiusura metastabile a presa a gas con otturatore rotante, il caricatore ospita fino a 10 cartucce e fu ideato per sostituire il vecchio Mosin Nagant 91/30.
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Questa semiautomatica di piccole dimensioni non è altro che l’aggiornamento della Astra 5000, prodotta negli anni 60 dalla ASTRA UNCETA Y CIA. L’arma nacque per difesa personale proprio come la precedente è costruita interamente in acciaio con mire fisse il suo sistema di percussione è indiretto a mezzo cane esterno , la chiusura viste le dimensioni è a massa battente; viene camerata in due calibri uno con caricatore da 8 colpi che è il 7,65 Browning e l’altro con caricatore da 7 colpi che è il 9x17mm o 9 corto, l’azione ovviamente può essere sia singola che doppia presenta un peso non rilevante di 720grammi e le dimensioni sono da borsetta o da taschino; iniziarono a produrla negli anni 80 appunto come rivisitazione e aggiornamento e viene prodotta tutt’ora.

DALLA FOTO SI PUO’ NOTARE CHE E’ MOLTO SIMILE ALLA WALTHER PPK -
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Questa mitragliatrice ungherese prodotta da PAUL D. KIRALY; ispirata alla pistola mitragliatrice di casa Beretta (MAB38), camerata per la cartuccia 9×25 Mauser rimase in dotazione fino agli anni’50 e utilizzata per tutta la seconda guerra mondiale( ne esiste una variante di quest’arma maggiormente prodotta dell’arma originaria con la differenza di avere la canna un po’ più corta e il calcio abbattibile” come rappresentato nella foto”.
Il fucile è compatto, molto adatto al combattimento ravvicinato soprattutto con baionetta innestata di tipo 35M “STANDARD”; il peso non è eccessivo ad arma carica che si aggira sui 4,5 kg, lo smontaggio si effettua premendo un pulsante di smontaggio e ruotando l’arma di 90°; il caricatore ha una capienza di 40 colpi con selettore di tiro in 3 posizioni con una cadenza ciclica di 750 giri al minuto; ha una velocità alla bocca di 463M/S ed un tiro utile di circa 600 metri.
IL DANUVIA 39M FU RIMPIAZZATO DAL PPSh-41 NEGLI ANNI ’50.
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Questo fucile austriaco prodotto da Steyer Mannlicher dall’87 al 89; utilizzato anche attualmente dalle forze dell’ordine e adottato da un grande numero di paesi nel mondo. SSG69 aveva caratteristiche all’avanguardia per la sua data di uscita, e fu illeso senza modifiche per oltre 40 anni; il fucile ha un sistema bolt-action (otturatore di tipo Mauser, girevole scorrevole), l’azione del fucile è corta infatti una sua caratteristica a sfavore era che poteva camerare solo il suo calibro per cui era progettato cioè il 7,62×51(308 win) e non calibri magnum. L’arma adotta un caricatore con sistema rotativo a 5 cartucce, che viene rilasciato premendo due tasti di sblocco; la canna è lunga 650mm e il fucile complessivamente ha una lunghezza di 1140 con un peso di circa 4kg, la canna può montare silenziatore. Esiste pure una versione base di questo fucile che è il SSG69 PI; la produzione terminò nel 2015.
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Quest’arma denominata come mitragliatrice del futuro, che ha origine Belga e progettato per avere una lunghezza non superiore alla spalla; con un disegno ergonomico e comodo da imbracciare(anche se di primo impatto NO ma proprio NO). L’arma è ambidestra progettata nel 1986 e messa in produzione dalla FABRIQUE- NATIONAL DE HERSTAL e nasce per soddisfare le esigenze militari, che poi alla fine è una pistola con l’abito da fucile d’assalto. Il P90 ha un funzionamento di tipo labile a fuoco selettivo a corto rinculo; in calibro 5,7x28mm con caricatore in plastica trasparente(dal mio punto di vista utile per tenere d’occhio i colpi rimasti) il meccanismo del grilletto, ha un selettore rotante a 3 posizioni: sicura, semiautomatico e automatico (1-e-A); sempre parlando del grilletto la funzione di modifica del selettore del grilletto è simile a un altro fucile d’assalto che è lo Steyer-Aug. Questo PDW(Personal defense weapon) ha un castello che fa da calciolo con una lunghezza di 400mm, con canna da 263mm e rigatura a sei linee destrorse; terminarono di produrla nel 1990 ne esiste una versione civile che è il ps90(la pima nazione ad adottare il P90 fu l’Arabia saudita).