Questa mitragliatrice Austro-Ungarica, progettata da VON-DORMUS a massa battente a raffreddamento ad acqua a ritardo di apertura; la Skoda nasce per competere con la mitragliatrice tedesca Schwarzlose; entrò in servizio nel 1909 e questo modello non aveva problemi di alimentazione come nei modelli precedenti e molto più semplificata, e alimentata con nastri da 250 colpi e un rateo di fuoco da 450 colpi al minuto; con un peso che si aggira intorno ai 20kg. Era in calibro 8x50MMR, di questo modello ne furono realizzate molto poche e uscì dal servizio militare nel 1918.
Il primo calibro di cui la denominazione del C.I.P è 8x56mmR, nasce per essere camerata nella mitragliatrice STEYER- SOUR; questa cartuccia deriva dal 8x50mmR(entrambe le cartucce sono di tipo rimmed cioè che il diametro del fondello della cartuccia è superiore a quella del corpo della stessa e ovviamente, e non essendo presente scanalatura l’estrattore fa presa direttamente sulla sporgenza);l’8×56 fu anche camerato in un fucile molto usato nella prima guerra mondiale, che è il modello M1895 questo fucile adotta un sistema di tipo Steyer in pratica il movimento dell’otturatore è solo scorrevole, quindi il movimento del tiratore sarà solo avanti e indietro a differenza di quello Mauser che oltre che scorrere gira. Tornando alla cartuccia 8x56mmR che oggi è prodotta dalla Hornady con innesco di tipo berdan, oppure boxer che è il più usato oggi. La seconda cartuccia non è altro che la versione militare del 223Remigton e stiamo parlando del 5,56x45mm che è una cartuccia a standard NATO, ed è di tipo Rimmless(cioè il collarino è dello stesso diametro del corpo e qui la scanalatura è presente); la versione civile fu ideata 10 anni prima dalla Remington; anche perchè il 5,56x45mm fu progettata dalla FN.
Il calibro 8x50R mm Label, è un calibro che nasce a pari passo con un fucile; il 1886MLE. Questo calibro deriva DAL 11MM GRAS(11X59R)infatti ne conservano il collarino; esistono 2 versioni di questo calibro una è la versione per il fucile 1886MLE cioè 8×50 Label, e l’altro per revolver cioè(8x27mm). Questi 2 calibri diversi tra di loro e assolutamente non intercambiabili; e a differenza del calibro da fucile quello da revolver non e mai stato usato in ambito militare.
Esistono 5 varianti di questa cartuccia ma quella originale progettata da NICOLAS LABEL, camerata nel fucile 1886 a palla troncoconica di tipo wancutter(BALLE M)che M sta per MAILLECHORT. La versione migliorata del originale cioè la (BALLE D) che D sta per DESALEUX, messa appunto nel 1898 con proiettile in ottone che migliorava le prestazioni a lunga distanza; poi con le altre tre versioni ci furono ulteriori modifiche per aumentarne le prestazioni; come la versione del 1932 con camiciatura in acciaio chiamata (BALLE N)fino ad arrivare al proiettile perforante con la (BALLE P). Questo calibro non fu mai usato per la caccia ed è obsoleto da oltre 64 anni………….
Queste due semiautomatiche anche se molto diverse tra loro hanno qualcosa che le accomuna è il sistema di funzionamento, dove nella CZ75 abbiamo un sistema Browning modificato(questo sistema fu ideato da Charles Petter nel 1937, e ha la caratteristica che la bielletta sotto la canna è assente; e quindi la stessa in questo caso verrà disimpegnata tramite un gioco di piani inclinati tra canna e carrello, invece se andiamo a vedere il funzionamento delle prime 1911 è presente il primo sistema ideato da Browning in cui l’otturatore era un solo pezzo con la canna e il carrello, e riporta delle fresature semicircolari che permettono la chiusura; anche grazie ai risalti corrispondenti sulla camera di cartuccia( in questo sistema la bielletta che svincola il sistema di scatto dal percussore, al momento del riarmo è presente).
Altre caratteristiche interessanti per la CZ75 è che fu usata come base per la creazione della BREN TEN, viene camerata in diversi calibri tra cui il 9×19(che fu disegnato e progettato da George Luger usando come base il calibro 7,65×21); un altro calibro è il 40SW(10X21MM).
Invece la 1911 fu l’arma per eccellenza americana( infatti anche una delle più copiate); andò a sostituire i vecchi revolver tipo NAVY1895, le prime 1911 come per esempio il modello 70 che non aveva sicura al percussore e funzionava in singola azione o quasi. La 1911 è camerata nel calibro 45ACP(11,43x23mm); venne sostituta agli inizi degli anni 80 da beretta(92FS o M9) come arma di servizio degli agenti americani, ma il funzionamento devenne forse il più usato anche ai giorni d’oggi.
L’estrattore è quella parte d’arma che ha la funzione di espellere il bossolo spento dopo la sparo( nell’ immagine è rappresentato dove l’unghia estrattrice andrà a lavorare per far si che la cartuccia esca dalla camera).
esempio di estrazione del bossolo.
Gli estrattori possono essere di due tipi cioè quelli usati nei congegni a di culatta a cilindro scorrevole(ESTRATTORI A GANCIO) invece quelli a blocco o a rotazione(ESTRATTORI A LEVA).
GLI ESTRATTORI A GANCIO SONO COSTITUITI DA UNA MOLLA A LAMINA, APPLICATA AL CILINDRO DELL’OTTURATORE LUNGO UNA GENERATRICE.
GLI ESTRATTORI A LEVA HANNO UNA FORMA ANGOLARE IMPERNIATA A GOMITO CON UN BRACCIO INCASSATO NEL TAGLIO PIANO OVE SBOCCA L’OREFIZIO DELL’ANIMA E ALL’ ALTRO BRACCIO A PORTATA DELL’ OTTURATORE L’URTO DELL’ BLOCCO CONTRO QUEST’ULTIMO QUANDO SI APRE LA CULATTA, OBBLIGA L’ALTRO BRACCIO IL QUALE SI TROVA TRA L’ORLO DELLA CARTUCCIA E LA CULATTA E RUOTANDO AVANTI INDIETRO PROVOCA L’ESTRAZIONE DELL’ BOSSOLO.
Browning quando iniziò a lavorare a questo progetto collaborava con Winchester, alla fine del progetto nel 1898 concluse la collaborazione e cominciò a chiedere a diverse fabbriche se volevano mettere in produzione il suo nuovo prodotto; ma quella che accettò subito fu la FN di HESTAL che però, portò Browning a spostarsi oltre oceano; ci furono una serie di prototipi di cui il MOD43 e il MOD44 quest’ultimo che non aveva la leva del cane sulla destra della bascula ma nella parte inferiore della carcassa del arma. Questo fucile all’ inizio era camerata con cartucce di polvere alla nitro che causava dei problemi sfavorevoli al tiratore per via della troppa potenza; così browning decise di apportare una modifica per fare in modo di allentare il rinculo; la modifica consisteva nel montagli un soppressore che non era altro che un sistema ad anelli con frizione che serviva a ritardare l’arretramento della canna, e cosi facendo placare il rinculo. Il fucile aveva un limitatore di colpi a 2 cartuccie, era molto riconoscibile per via dell’asse della canna molto rialzato rispetto al calcio, il suo funzionamento era a lungo rinculo(quando la canna e l’otturatore rinculano solidamente per un tratto corrispondente alla intera lunghezza della cartuccia). L’auto 5 fu il primo fucile a canna liscia prodotto in massa e rimase in produzione per 100 anni; dagli inizi del 1900 fino alla fine degli anni 90, i cacciatori lo soprannominarono mollone per via della grossa molla di riarmo.
Questa cartuccia fu concepita da Browning alla fine dell’1800; per essere camerata nella pistola semiautomatica Belga FN1900; prodotta dalla FN e molto simile a cartucce come il 7,65x17SR Frommer Long, nasce come munizione con innesco Berdan per poi essere sostituito negli anni 80 con quello Boxer. Il 7,65 Browning è di tipo semi-rimmed, come prestazioni è superiore al 22LR e anche meno aggressiva perché il rinculo è molto lieve; quindi ideale per gente con poca manualità con le armi da fuoco; infatti fu un successo commerciale anche in Europa soprattutto per la difesa personale che è reputata ancora oggi ottima.
Questa munizione fu camerata anche nella COLT1903 che fu adottata in questo calibro; e anche in molte pistole mitragliatrici tra cui la Skorpion.
Questo revolver che è un Colt Paterson modello 1836 fu la prima arma a ripetizione che impegnava un tamburo, il progetto uscì nel 1836 con il primo modello che era conosciuto come modello 1 pocket baby Paterson; il secondo il modello 2 o anche cosciuto come modello Holster camerato per la cartuccia 36 oggi viene prodotta una riproduzione fedele della Uberti.
L’arma è ad azione singola, il grilletto è particolare perché ruota fuori dal castello dell’revolver quando il percussore viene armato manualmente il paragrilletto è assente; il tamburo può ospitare fino a 5 cartucce in due diversi calibri: il primo il calibro 28 che era camerato il modello 1, poi successivamente il calibro 36. Il difetto di questo revolver se lo guardiamo oggi è la ricarica, perché il tamburo non essendo basculante prevedeva lo smontaggio parziale dell’arma stessa.
IL PATERSON RIMASE IN PRODUZIONE FINO AL 1842 E L’ANNO DOPO L’AZIENDA CHE LO PRODUCEVA DICHIRO’ FALLIMENTO.
Questo calibro camerato in numerosi revolver Colt tra cui il modello 1877, fu prodotto fino al 1939 e usato come calibro dei revolver in dotazione alla polizia( la cartuccia caricata a polvere infume offre le stesse prestazioni di un 38 special). Come altri calibri anche questo nacque a polvere nera, ed era poco performante se non a distanze molto corte; e anche poco preciso in pratica un allungamento del 41short ma con un fondello leggermente più piccolo; il fondello della cartuccia era molto ad una palla miniè.
Questo calibro fu la base di partenza da cui partì Elmer Keith per dare alla luce il 41 magnum; per poi essere camerata anche in un famoso revolver che è il Colt Python.
Il mitra sten fu commissionato dalla SMALL ARMS FACTORY per insufficienza di mitra Thompson M1928; lo Sten fu disegnato sa Reginald Shephard e Harnold Turpin, fu adottato nel 1941 con la versione MARK1 con canna protetta da manicotto rompifiamma; e impugnatura ribaltabile sotto la canna. Poi migliorata nella versione MARKll che era la versione totalmente in acciaio e i pezzi erano totalmente intercambiabili(nella versione MARKll c’era anche la versione con silenziatore, con otturatore più leggero e molla di ricupero accorciata l’unica pecca era che la raffica metteva fuori uso il silenziatore). Nella versione MARKIII è la versione più economica perché ricavata da un tubo di acciaio; l’ultima versione è la MARKllll che era la versione più compatta con impugnatura a pistola e adatta ai corpi speciali fatta in due varianti A-B; poi ci sarebbe ancora una versione che è la quinta ma in pratica è la versione MARKll ben rifinita(la versione MARKl venne considerata la peggiore).
Quest’arma fu prodotta per stampaggio e saldatura, in tempi brevi aveva un caricatore da 32 colpi con otturatore a chiusura labile; la canna a incastro nel ricevitore fissata dal manicotto di chiusura a vite e bloccato dalla molla di ricupero; aveva una rigatura da 2 a 6 linee destrorse, un mirino a lancetta e diottra posteriore fissa. Il calcio era pieghevole e la modalità di sparo era solo automatica; il difetto più grande era che si scaldava troppo rapidamente e la gittata era troppo breve , infatti considerato inutile oltre i 100m(l’arma era in calibro 9×19).