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  • Questo revolver diretto discendente dello storico 1873 SAA( single action army); fu prodotta in diverse varianti, e si differenzia dalla sua discendente per la carcassa o telaio dell’arma stessa( dove veniva impresso il numero di matricola), il revolver uscì con canna corta da 4 pollici in calibro 44-40 che fu introdotta da Winchester per il fucile a leva modello 1873; in pratica la munizione è un insieme tra il 45LONG COLT e un 45-70winchester; è di tipo semi-rimmed ( un appunto che voglio fare è proprio sulla denominazione del calibro cioè 44-40 in pratica indica la dose di polvere nera ed il calibro espresso in millesimi proprio come nel metodo anglosassone; poi possiamo avere anche una denominazione metrica cioè 10,8x33mm e in questo caso abbiamo la distanza tra i pieni di rigatura seguiti da una X e a seguire l’altezza del bossolo a vuoto).

    QUESTO REVOLVER COLT NAVY (CHE NAVY DERIVA PROBABILMENTE DALLE GUERRE NAVALI CHE IN ALCUNI ESEMPLARI ERANO INCISE SUL TAMBURO; DI CUI I PRIMI MODELLI ERANO MARCHIATI “LONDON COLT”. IL MODELLO IN QUESTIONE FU PROGETTATO DA SAMUEL COLT TRA LA FINE DEL 1840 E GLI INIZI DEL 1850; LA PRODUZIONE INIZIO’ PRESSO LA COLT-PATENT-FIREARMS, ENTRO’ IN SERVIZIO IN MARINA MILITARE IN CALIBRO 36 DAL 1850 E USCI DI PRODUZIONE NEL 1873. IL SISTEMA DI QUESTO REVOLVER AD AZIONE SINGOLA FU IL PRIMO GRANDE SUCCESSO DI COLT; IL SUO SISTEMA ERA COSTOSO E DELICATO E PRESENTAVA PURE PROBLEMI STRUTTURALI INFATTI VENIVA CARICATO CON DOSI MOLTO LIMITATE DI POLVERE NERA; PER EVITARE CHE DOPO UN CONTINUATO USO IL TRAVERSINO SOPRA IL TAMBURO SI DEFORMAVA ANCHE SE POTEVA ESSERE FACILMENTE RIPARATO O ALL’OCCORRENZA SOSTITUITO.

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  • Questa pistola semiautomatica, anzi dal suo nome per intero si deduce la prima pistola croata infatti PHP è l acronimo di PRV HRVATSKI PISTOLIJ; che dal croato significa proprio questo. L’arma è un insieme di due pistole molto note visti i particolari, che sono: la Beretta modello 51 e la Walter P38; però deve essere una derivata della P38, infatti ha particolari molto simili tipo la leva di disarmo posizionata sul lato sinistro; che in pratica Beretta la adotta da sempre la leva abbatticane;( in pratica lava se tirata verso l’alto come le pistole beretta, il cane può essere disarmato in sicurezza; era buona usanza una volta nelle forze dell’ordine tenere il colpo in canna con la sicura inserita; perchè era più sbrigativo andare in puntamento, ma soprattutto abbastanza sicuro grazie alla leva abbatticane); il funzionamento è a massa battente a corto rinculo di canna, ovviamente visto il tempo era a singola azione; nel tempo furono fatte modifiche all’arma cioè la canna più corta, e una smontaggio più rapido; ma addirittura fu prodotta una versione totalmente rigenerata, con tolleranze più strette e canna in stile Browning ; la produzione di quest’ultima serviva a coprire in qualche modo l’errore che fu fatto con la precedente cioè vista la fretta di produzione la PHP era incline a rottura, e questo fu il motivo perchè la produzione terminò nel 1995.

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  • Questa pistola semiautomatica prodotta da Beretta( di cui le prime batch avevano un difetto, se non ricordo male al sistema di sicura e di riarmo); adotta lo stesso sistema rototraslante della Steyer 1912, quindi otre che un rilevamento minimo del rinculo( non è altro che il movimento retrogrado dato dall’arma al momento dello sparo ed è suddiviso in fasi: la fase iniziale cioè l’espansione dei gas al momento che il percussore picchia sull’innesco; generando quindi prima una detonazione data dall’innesco e poi una deflagrazione quando la polvere brucia, la seconda fase è quella dell’effetto razzo all’uscita della volata); inoltre questo rilevamento minimo è una conseguenza strutturale data da canna e otturatore, e ovviamente dal suo sistema di chiusura che funziona così: durante lo sparo la canna e il carrello sono vincolati insieme da tre tenoni, disposti a centoventi gradi, consentendone l’arretramento solidale; ed dall’altra parte il movimento rotatorio determina lo svincolo di canna e carrello;(che in precedenza erano vincolati), per poi continuare il processo di sparo fino a tornare in posizione iniziale pronta per il colpo successivo. I calibri per cui può essere camerata questa pistola semiautomatica sono quattro; come dice appunto il nome cioè 9x19mm(Questo calibro ideato da George Luger alla fine dell’800 e deriva dal 7,65 parabellum, il progetto fu di creare un calibro per le forze dell’ordine totalmente camiciato o a punta cava, il suo rinculo è moderato; ha una potenza di circa 520joule e un innesco sia di tipo Berdan (a due fori) e di tipo boxer(a un foro solo). Questo tipo di munizionamento è da ritenersi da guerra ma con le nuove normative lo è ma solo per arma corta; invece per arma lunga può essere usato pure dai civili per scopi ludici; il termine parabellum fu scelto dalla fabbrica DWM che in latino sarebbe ” vice a paceum a parabellum” che tradotto in italiano vuol dire” SE VUOI LA PACE PREPARA LA GUERRA”. Fu di rapida diffusione e adottata da varie nazioni dopo la 1° guerra mondiale e prodotta in 70 paesi(ne fu ideata una variante anche per silenziatore); 40S&W(Questo calibro deriva direttamente dal 10mm auto con l’idea sia di creare un compromesso tra un 9x19mm e un 45ACP(11,43X23MM); sia per avere una cartuccia potente e sufficientemente gestibile(cosa che il 10mm non lo è vista la sua elevata potenza); il 40S&W è leggermente più corta del 10mm per fare un paragone come dimensioni è identico al 38-40, con valori pressori uguali al 9×19. Il suo debutto che risale alla fine degli anni 80′ camerato in una semiautomatica sempre di casa Smith&Wesson cioè il modello 4006(arma corta con telaio in alluminio e acciaio inossidabile funzionante in doppia azione); la cartuccia è di tipo rimless ottima per la difesa domestica perchè affidabile, ma di contro ha il prezzo che è molto costosa);non spiegherò anche il 9×21 anche perchè il creatore è lo stesso, a livello pressorio siamo li , insomma cambia poco da un 9x19mm( almeno la maggior parte poi se andiamo su cartucce non convenzionali allora è un altro discorso). In quasi tutte le versioni l’arma è a doppia azione a corto rinculo;(questo sistema oggi è il più usato, un classico esempio può essere la 92FS della Beretta in pratica questo sistema a differenza del lungo, la canna e il carrello non percorrono un tratto uguale alla lunghezza della cartuccia; ma solo una breve parte quello che basta far ciclare l’arma correttamente; questo sistema stressa meno l’arma, e viene utilizzato delle pistole semiautomatiche a chiusura geometrica che sono quasi sempre a corto rinculo oggi. Tutto questo è permesso dalla pressione dei gas e della pressione che si esercita tra la faccia del carrello otturatore che lo costringe a andare indietro consentendogli di espellere il bossolo e camerarne uno nuovo prima di tornare in chiusura); infine la sicura è meccanica, proprio come quella della 92, ma non so se è dotata di leva abbatticane, quindi agisce così: andando ad azionare la sicura non si fa altro che disconnettere il percussore dal sistema di scatto, lasciando il grilletto libero di scorrere senza che vada ad agire sulla molla, e quindi il cane rimarrà a riposo finché il tiratore non la toglie, e a questo punto è abbastanza agire sulla leva di scatto per iniziare il processo di sparo.

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  • Questa mitragliatrice, multiruolo che poteva essere usata sia da contraerei che da controcarro; progettata da Alfredo Scotti e sviluppata nel 1928 venne prodotta in 2 versioni( se movibile e fissa) e con un funzionamento a canna fissa a blocco geometrico; l’otturatore fu brevettato dallo stesso scotti. Nel 1932 il progettista Scotti vendette il brevetto alla svizzera Oerlikon, che poi produsse esemplari della mitragliatrice nella fabbrica di Oerlikon.

    La Scotti, in pratica è la versione migliorata e alleggerita della mitragliatrice Breda ma con una prestazione minore,(quindi una brutta copia secondo me) e inoltre fu impiegata meno della stessa Breda; ed era anche meno affidabile benché usasse la stessa munizione, che poi era anche la stessa del Flak30. La munizione della Scotti è la 20x138mmB, che è una cartuccia a percussione centrale; con una velocità iniziale di 790m/s, inizialmente aveva un caricatore a tamburo da 40 colpi; il puntamento dell’arma è manuale con alzo a cannocchiale. La mitragliatrice ha un peso di 227kg in batteria, una canna da 8 righe destrorse; e una cadenza di fuoco da 230 colpi al minuto.

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  • YUO

    Il mitra Thompson detto anche il “RAGIONIERE” soprannome dato dai malavitosi perché usato per pareggiare i conti; fu ideato da JOHN TAGLIAFERRO THOMPSON nel 1919, nato per rimpiazzare i vecchi fucili bolt action. John Tagliaferro Thompson iniziò il progetto di quest’arma che impiegava la cartuccia 11,43×23 o 45acp; i primi esemplari avevano un rateo di fuoco altissimo tipo 1200 colpi al minuto ma visto il troppo peso e la scarsa maneggevolezza ,questo protipo aveva il sistema blish e camerava la cartuccia 30/06 quindi Thompson decise di abbandonare il progetto e affidarsi al progetto iniziale quello del 45acp cosi per finanziare il progetto si appoggiò a un magnate del tabacco per poi nel 1919 fondare la sua industria armiera la auto-ordinance company. la prima variante del suo mitra soprannominata “machine guns” fu commercializzata a partire dal 1921; la sua produzione in larga scala cominciò per Francia e Regno Unito e Jugoslavia; ma visto che il Thompson era scomodo e brigoso da costruire in seguito a lavorazioni meccaniche complesse; con l’entrata in guerra dell’America si apportarono modifiche per renderlo più leggero e facile da costruire e il vecchio caricatore a tamburo venne sostituito con un caricatore verticale e venne battezzato come Thompson M1. il Thompson M1928 eM1 vennero largamente copiati dal mondo occidentale; e oggi è un icona di HOLLYWOOD NEI FILM DI GANGSTER e film ambientati negli anni 30′.

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  • Questo sistema stabile, differisce da la sistema mauser perchè invece che scorrere e girare, questo scorre e basta ma la funzione rimane la medesima cioè un otturatore cilindrico e parte essenziale d’arma per portare la culatta in chiusura. Quando fu progettato a detta anche degli stessi soldati che lo trovavano più veloce; proprio perchè invece di girare e scorrere come nel Mauser il movimento era solo avanti e indietro, la sua introduzione risale ai tempi antichi( più precisamente nei fucili ad ago come il CHASSEPORT); e più avanti usato nei fucili STEYR MANNLICHER M1895, che poi credo siano tutti passati al sistema Mauser visto che anche il sistema di alimentazione o a pacchetto oppure a stripper clips, di Mauser sempre parliamo( e poi secondo me il tempo di caricamento non è che sia poi cosi lento; a meno che non si metta un bradipo a sparare….).

    Questi otturatori sono anche detti a percussore lanciato (percussore interno) e non necessitano del cane( un congegno di sparo come può essere definito il medesimo è un organo di comando( in questo caso la leva che chiude e apre la camera seguita poi da una molla e dal sistema di scatto). Prima ho accennato il caricamento quando ho parlato del sistema mauser perchè? c’è da sapere che in un congegno di alimentazione(quale il caricatore) possiamo averne di tre tipi: quello che troviamo nei revolver cioè a camere multiple; quello fisso definito anche di tipo Mauser; quello staccabile( cioè Enfield) e poi per ultimo quello usato nelle armi ad anima liscia cioè prismatico tubolari.

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  • Quest’arma progettata dal mitragliere Enrique Losada; fu la prima semiautomatica che risale a fine milleottocento spagnola, il suo sistema d’arma molto simile alla Mauser C96 ma molto più rozzo e semplificato; con una potenza molto limitata, data dal calibro della prima versione che era il 5mm(5x18mm) poi in seguito ne fecero una anche in 7mm.

    La pistola fu prodotta in tre diversi lotti con differenza tra una versione e l’altra era la lunghezza di canna, il primo lotto comprendeva circa 950 esemplari; il secondo 900 ed in fine il terzo con 800 esemplari.

    La commercializzazione di questa pistola semiautomatica avvenne dopo la scomparsa della ditta (CHAROLA ANITUA);i modelli commerciali erano composti da 2 versioni:

    IL PRIMO AVEVA IL CARICATORE FISSO A 6 CARTUCCE( le cartucce venivano vendute in confezioni da 30 divise in stripper clips già pronte con le 6 cartucce da camerare) questo nella versione calibro 7mm

    IL SECONDO AVEVA IL CARICATORE AMOVIBILE(per la versione calibro 5mm).

    Questa pistola fu prodotta fino al 1903; era molto complicata da realizzare e i costi di produzione erano abbastanza alti, però fece lo stesso successo soprattutto in Russia negli altri paesi non tanto.

    PS: L’azienda CHAROLA ANITUA per differenziarsi dalle altre incideva un marchio commerciale con le iniziali sulle cartucce(CURIOSITA’)

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  • Questo fu il primo modello a doppia azione, firmato colt;( Samuel Colt aveva già sperimentato il funzionamento a doppia azione nel 1850 ma non riuscì mai a concretizzarlo visto che all’uscita del modello in questione lui era già morto, infatti lui morì nel 1862 se non erro); questo revolver prodotto in tre modelli: 32 RAINMAKER(variante più rara); 38 lightning( con un aspetto molto simile alla Peacemaker); e il 41 thunderer( leggermente più pesante degli altri modelli). Il revolver era camerato per la cartuccia 32 long colt; i modelli con canna da 51 e 89mm non avevano la bacchetta di espulsione; il cane lavora in 3 posizioni: sicura, riposo e mezza monta; il revolver in questione è molto più affidabile del modello precedente 1873, ma necessita di riparazioni costanti, ma un suo punto a favore è il porto occulto infatti senza molla di eiezione sta tranquillamente in una tasca. La versione successiva cioè il modello 1878;(Questo revolver all’inizio a singola azione;(poi arrivo la versione a doppia azione progettata dallo stesso Colt), prodotto in calibro 40-40 WINCHESTER che fu una delle prime cartucce a percussione centrale prodotta da WINCHESTER e poi camerata in revolver storici come il modello 3 della Smith&Wesson; il revolver in sé è robusto e affidabile con la sostanziale differenza col modello precedente è la carcassa che è più grande, ma tutte due prendono ispirazione dal modello che conquistò l’west cioè il modello 1873; il tamburo del revolver 1878 è molto simile a quello al modello ejector( il primo modello ejector fu appunto il 32 HAND EJECTOR dove il tamburo basculava fuori dalla carcassa, dalla parte sinistra permettendo l’inserimento delle cartucce). Fu molto popolare e subì alcune modifiche nel tempo per sfruttare la grande quantità di pezzi di ricambio che Colt aveva, inoltre aveva anche un difetto se cosi lo possiamo chiamare, cioè la canna essendo troppo corta no era dotato di asta di espulsione. In fine dopo l’uscita di produzione nel 1882, fu ripreso durante la grande guerra e rintrodotto nei calibri 22LR e 44magnum.); inoltre il modello 1878 era anche camerato per la cartuccia 450boxer.

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  • Questo revolver francese di alta qualità; progettato nel 1973 da Manchin. Oggi viene prodotto dalla ditta francese, CHAPUIS ARMES in scala ridotta in 3 modelli che sono: quello classico fatto interamente in acciaio; la versione brunita; e infine quello della gendarmeria che questa variante a differenza delle altre ha i mirini sia posteriori che anteriori più grandi(il classico è in calibro 38 special invece sia la versione acciaio che la versione brunita è in calibro 357 magnum che genera una pressione massima superiore a quella consentita dal C.I.P).

    MR73 che ha una capacità di colpi nel tamburo uguale a sei; con possibilità cambiando il tamburo di una conversione di calibro in 9x19mm; e capace di sparare 150 colpi a piena carica, con peso di innesco regolabile sia in doppia azione che in singola cosa che nessun altro revolver come lui può fare; forse anche per questo che costa quasi il 50% in più di altri revolver.

    Il revolver ha una lunghezza di 196mm la versione classica; di 204mm quella acciaio o brunito; invece quella della gendarmeria 233mm, il peso varia da: 800g la versione da 2,5 pollici; 890g quella da 3 pollici; 950g quella da 4 pollici ; e 1030g quella da 5,25 pollici. Il telaio è tutto lucidato a mano in circa 12 ore; il grilletto è regolabile in trazione a preferenza del tiratore; sia il telaio che la canna sono realizzati in acciaio( la canna mediante una lavorazione per rotomartellatura a freddo);il telaio in versione K che è il più grande è leggermente più piccolo di un telaio SMITH&WESSON in versione L; il percussore ha un angolo di caduta di circa 42°; i mirini possono essere fissi o regolabili.

    UNA CURIOSITA’ CHE QUESTO REVOLVER NELLA VERSIONE PIU’ GRANDE VIENE USATO PER LA PROTEZIONE DEI V.I.P.

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  • Inizialmente il produttore;( tale colonnello Schmidt ), partecipò attivamente ad alcuni progetti di revolver(perfezionando anche il revolver francese Chamelot- dalvigne; che era un revolver francese adottato anche in Italia nel 1874 in calibro 10,35); finché un giorno si propose per fabbricarne uno suo, per il motivo che voleva dare alla luce un revolver che non avesse i problemi riscontrati nei modelli precedenti che erano:

    RINCULO TROPPO RILEVANTE, CHE DAVA PROBLEMI AL TIRATORE NEL TIRO MIRATO FACENDOLO RISULTARE IMPRECISO

    I REVOLVER ERANO ECCESSIVAMENTE INGOMBRANTI, QUINDI SCOMODI DA PORTARE IN GIRO

    IL PESO ELEVATO

    LE CARTUCCE ERANO GROSSE, E IL CARICAMENTO RISULTAVA LENTO E SCOMODO.

    L’arma del colonnello Schmidt, aveva un funzionamento a singola azione a percussione centrale, la rotazione del tamburo era fluida e comoda nel caricamento; l’arma adottava il sistema abadie;( lo sportellino abadie o chiamato anche sicurezza abadie si ottiene a cane a riposo, o abbattuto in pratica quando questo sportellino è aperto, il tamburo gira senza che il cane si armi di conseguenza; la sicura in un certo senso agevola anche il caricamento, perchè invece di girarlo manualmente basta premere la leva di scatto per passare alla camera successiva e caricarla o scaricarla di conseguenza); il cilindro o tamburo è a 6 camere in calibro 7.5mm. Questo revolver fu pensato per l’esercito svizzero andando a sostituire il vecchio modello 1878.

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