Questo cannone fu commissionato a Krupp agli inizi degli anni 30, il modello prova di questo mostro uscì verso la fine degli anni 30 si pensi solo che un proiettile pesava 7 tonnellate e il cannone totalmente assemblato aveva un peso di 1350 tonnellate, direi spaventoso! i proiettili di questo mitologico mostro su rotaie dovevano essere in grado di perforare 7metri di cemento armato; la canna del cannone aveva la lunghezza di 22 uomini seduti uno a fianco dell’altro, la sua portata era di circa 47km. Il mostruoso cannone fu progettato per la battaglia in Francia e purtroppo fu usato per una singola missione; ma di una cosa non ci sono dubbi che è il cannone più grande del mondo costruito su rotaie.
Il Bakel progettato da Ezekiel Bakel, e prodotto fino il 1838 è un fucile ad avancarica in calibro 75. entrata in sostituzione della vecchia carabina Brunswick; i primi modelli prodotti erano quasi uguali al famoso fucile BROWN BESS dopo la sua entrata in servizio le furono apportate modifiche e prodotte diverse varianti come la carabina leggera, questa carabina giudicata precisa e affidabile dalla fanteria del British Army, ma nonostante i suoi pregi il moschetto britannico rimase sempre in servizio.
Quest’arma se usata da un tiratore esperto poteva sparare anche 3 colpi al minuto aveva un peso di circa 4kg con un funzionamento ad acciarino, fu adoperata nella guerra di Waterloo ed era conosciuta anche come 1800 Infantry Rifle.
La storia delle armi; intese come oggetto per difendersi inizia con l’avvento dell’uomo, che andava a cacciare per procurarsi il cibo con armi di fortuna tipo una pietra o un bastone esempio; la prima vera rivoluzione fu l’arco che era un arma micidiale perché non dovevi più avvicinarti alla preda ma potevi avere una distanza di sicurezza; infatti fu usato per molti anni soprattutto quando arrivò l’arco lungo inglese che un arcere esperto riusciva a scoccare anche 3/4 al minuto con una precisione eccellente per l’arma che era; poi ovviamente le prime lance che erano dei sassi appuntiti fissati in qualche modo su un bastone.
Tutto questo prima della scoperta dell’fuoco( che poi non è tutto ma è impossibile riassumere millenni di storia in un articolo); con l’avvento del fuoco cambiò perché l’uomo col passare del tempo riusciva a forgiarsi le prime armi e cosi nacquero le prime spade, le prime lance con la punta in ferro; poi verso la fine del 1200 fu scoperta la povere nera grazie ad un alchimista, che era un composto di nitrato di potassio, carbone e salnitro in varie percentuali; la scoperta della povere nera fu associata a molti illustri della storia un altro di questi può essere Ruggero Bacone.
Con la polvere nera nacquero i primi archibugi verso la metà del 1400 che erano fondamentalmente delle macchine infernali da una parte e delle vere e proprie opere d’arte in fattore sia estetico che ingegneristico per quei tempi
Anche guardando l’immagine si può capire la precisione maniacale dei dettagli; l’arma in foto credo che sia un fucile Stifter con acciarino a ruota datato verso la fine del 1600. Col andare del tempo le armi divennero sempre più performanti, alla fine dell’800 si passo all’anima rigata e gli antichi dicevano “cosi il diavolo non è più in grado di deviarne la traiettoria; infatti prima le armi erano tutto meno che precise, e c’è anche da dire che con l’avancarica o con la pietra focaia per ricaricare l’arma dovevi prenderci la mano( i tiratori più esperti riuscivano a spararci anche 3/4 colpi al minuto) e quando pioveva era quasi impossibile sparare.
Un altra scoperta con l’evoluzione della tecnologia è la retrocarica; se prima le armi venivano caricate del vivo di volata ora si poteva caricarle dalla culatta; il primo fucile a retrocarica militare usato in battaglia fu il fucile Ferguson( che c’è l’articolo). Dopo la retrocarica ci furono un sacco di prove e di invenzioni fino all’arrivo della percussione anulare; la munizione più famosa fu il calibro 22LR; poi non possiamo che parlare di Samuel Colt col suo primo revolver che funzionava veramente che era il Colt Patterson o con il modello 1873 single action army che fu leggendaria; infatti nominata la pistola che conquistò l’west; o con il fucile di Oliver Winchester ma si potrebbe parlare per ore di quello che è successo e delle armi che hanno fatto la storia, ma quello che voglio dire io in questo breve racconto è che le armi sono nate per difendersi e lo dice la storia, che poi per interessi vari furono e sono usate per offendere è un altra storia.
IN CONCLUSIONE VORREI DIRE CHE NELLA STORIA DELLE ARMI OGGI CI SIAMO FERMATI A J.M.BROWNING, SI VA BE ADESSO C’E’ LA RIGATURA MULTIRADIALE E FINITURE MIGLIORI; MA SI USANO BENE O MALE GLI STESSI FUNZIONAMENTI CIOE’ LABILE, STABILE,METASTABILE… SPERIAMO IN UN FUTURO PROSSIMO UNA NUOVA EVOLUZIONE IN CAMPO ARMIERO………
la 7,92×57 l mauser (chiamata anche 7,92x57j per l errore di trascrizione dal gotico al italiano . aveva un bossolo in ottone 67/33 presto sostituito dal più duttile 72/28 innesco berdan ed era caratterizzata dal assenza di bordo sporgente e dalla presenza della gola di estrazione da un corpo quasi cilindrico (conicità di 1:43) e da una spalla di 19 gradi con questa cartuccia viene introdotta la conformazione del bossolo con una gola di estrazione benché non fosse del tutto originale essendo stata sperimentata in svizzera dal maggiore Eduard rubin a partire almeno dal 1985. il proiettile cilindrico ogivale era ricoperta da una camicia d acciaio placcato in copri nichel, aveva un diametro di 8,08mm , una lunghezza di 31,6 mm ed un peso 14,7 grammi . la palla a cilindro ogivale fu sostituita nel 1905 con una forma ogivale a punta ; spitzgeshob disegnata da Arthur glening e da questi brevettata negli stati uniti due anni dopo . il nuovo proiettile aveva una lunghezza di 28,3mm e il suo peso da 10 grammi ma soprattutto il suo diametro effettivo fu portato a 8,2mm poiché si decise di aumentare il diametro di foratura da 7,80 a 7,89 e di approfondire i vuoti della rigatura da 0,135 a 0,155 per meglio guidarlo lungo il percorso di canna essendosi ridotta ad un terzo la superfice a contatto delle righe , per distinguere le due munizioni di calibro lievemente e pericolosamente differente alla nuova ; fu aggiunto il suffisso <<js>> ottenendo la denominazione 7,92x57js mauser questo però non fu sufficiente ad impedire il verificarsi di incidenti dovuti allo scambio di cartucce, adottata anche da altre nazioni e caricata con proiettili di ogni tipo per la vita operativa di questa cartuccia è arrivata ai giorni nostri essendo stata utilizzata nei conflitti che hanno insanguinato i Balcani alla fine del xx secolo.
Quest’arma calibro 12 ideata da Rhodesian Hilton Walker negli anni 80; e progettata come arma antisommossa per controllare le masse. Il fucile presenta un azione simile ad un revolver infatti si nota il caricatore a tamburo a cui fu aggiunta una molla che ne permetteva la rotazione; ma questa aggiunta col tempo fu rivista nel modello successivo perché la rotazione era molto lenta, inoltre nella versione migliorata era dotata anche di un espulsione del bossolo automatica. L’arma fu prodotta in diverse versioni tra cui una compatta con caricatore da 7 colpi(quella standard ne tiene 12); può montare volendo sia punto rosso che ottiche.
(il termine mortaio deriva dal latino MORTARIUM=VASO o recipiente dove triturare sostanze da ridurre in polvere.) le prime armi da fuoco che si sviluppano in Europa con la scoperta della polvere da sparo non erano portatili i metodi di costruzione erano artigianali e prevedevano una base di legno su cui fissare una canna. uno dei primi documenti di armi che ne prova l esistenza e l impiego risale al 1453 sul vocabolario militare di Alberto Guglielmotti che risale al 1889; gli antichi mortai ad avancarica potevano avere due orecchioni a mezza altezza, come altre bocche di fuoco, o un unico doppio orecchione collocato alla base della culatta in questo venivano in alcuni paesi chiamati trabucchi. col seguirsi del evoluzione i mortai seguirono la stessa evoluzione delle altre artiglierie diventarono sempre più prestanti e con canna rigata , nel 1915 Wilfred Stoker ideo il primo mortaio moderno che era incredibilmente semplice ma allo stesso modo efficace in grado di sparare 22 colpi al minuto con gittata di circa un km. aveva una base larga per assorbire il rinculo ed aste metalliche di posizionamento. i sistemi di posizionamento comprendono calibri da 60/81/120 e offrono un eccellente equilibrio tra peso e maneggevolezza della piattaforma e una rapida messa in posizione ed un alta operatività e facile manutenzione chiamato mortaio da fanteria. il lanciabombe da 76mm inventato da Wilfred Stoker viene considerato il mortaio più antico in questo genere.
Quest’arma semiautomatica disegnata da TULIO MERENGONI, è la prima pistola nata in casa Beretta; brevettata a fine giugno del 1915 e in servizio fino al 1945 andò a sostituire i vecchi revolver Chamelot Dalvigne 1874 e la italiana Bodeo.
La Beretta 1915 rilasciata quasi subito all’esercito italiano durante la prima guerra mondiale; è una pistola affidabile e facilmente riproducibile anche in larga scala, fu prodotta in due calibri diversi che sono il 7,65×17 e in 9mm Glinsenti che in pratica è un 9×19 meno aggressivo, ha un funzionamento a massa battente ; dotata di due sicurezze manuali di cui una sul retro del telaio per bloccare il percussore; e l’altra sul lato sinistro per bloccare il grilletto, le dimensioni non sono proprio contenute e il peso c’è. L’arma ha un caricatore a 7 colpi in lamiera d’acciaio, un impugnatura leggermente inclinata rispetto l’asse della canna anche se a colpo d’occhio risulta venire giù dritta; le guancette sono in noce zigrinato, la lunghezza totale dell’arma è di circa 17cm.
BERETTA PRODUSSE CIRCA 15.300 ESEMPLARI DI 1915 PER POI ANDARE A MIGLIORARLA CON IL MODELLO 15/19.
La Beretta M34 è una pistola semiautomatica a chiusura labile che fu il capolavoro di Tulio Merengoni. Riuscì ad unire semplicità ed efficienza costruttiva, fu concepita per le forze di pubblica sicurezza( e adottata dalla marina aeronautica nel 1936 con il suo numero di parti 39, ne furono realizzate 525000 esemplari. Il modello 34 fu l’evoluzione del modello 31, conservando il calibro 7,65(il modello 34 anche in versione calibro 380 A.C.P o 9×17)il calibro 7,65 fu messo in produzione per il mercato civile. Il caricatore ha una capienza di 7 colpi con impugnatura a sperone ripresa dalla 1919( beretta aveva già una semiautomatica camerata per il 9 corto era il modello 32). Le guancette del modello 34 sono in filbak a differenza del modello 31 che erano in legno.
Il pm12 è una pistola mitragliatrice progettata da Domenico Salza per sostituire il MAB(MOSCHETTO-AUTOMATICO-BERETTA). Nacque nel 1959, e fu distribuito alle forze dell’ordine nel 1961; e fu subito un grande successo l’arma era un gioiello di tecnologia armiera; per certi versi dicono migliore del MP5(SECONDO ME NO PERO’ SON PUNTI DI VISTA). Furono apportate modifiche nel 1970 all’arma(finitura con resine, ridimensionamento di organi di mira, e selettore a 3 posizioni) poi ci fu un ulteriore modifica negli anni 90′ cioè la 3 sicura.
L’arma ha un funzionamento a chiusura a massa, dispone di un selettore di tiro a tre posizioni(SICURA-SEMIAUTOMATICO-AUTOMATICO) ha un caricatore a 32 colpi e camera la munizione 9×19; ha una cadenza di tiro di 550 colpi al minuto e una velocita alla volata di 380 m/s.
L’arma fu usata dalle brigate rosse per il sequestro e l’uccisione di ALDO-MORO e da essa deriva Ingram 2000.
Lo ZK466 è una mitragliatrice a massa battente, impiegata durante il regime comunista; o almeno una delle poche armi come lei che passarono lo stato di prototipo per essere importate; l’arma utilizzava la munizione 9x19mm, per cui erano camerate anche alcune pistole semiautomatiche dell’epoca esempio i modelli 24-25 e comunque queste armi furono mai adottate del esercito Ceco; e il fucile fu sostituito col modello 58. L’arma in questione cioè lo ZK466 di cui la sigla ZK sta per ZBROJOVKA KOUCKY è composta da 95 parti la canna è amovibile; la data di progettazione risale a metà degli anni 40 a cura dei fratelli JOSEF.