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  • la scimitarra deriva dalla sciabola usata nelle parate anche oggi.

    Questa arma bianca ha origine in Asia occidentale, viene impugnata con una sola mano, la lama con una curvatura molto pronunciata e affilata anche se solo per un piccolo pezzo anche sul dorso; è molto solida è resistente essendo in acciaio e carbonio in percentuale elevata il suo utilizzo è molto appropriato per essere sguainata a cavallo e il taglio è netto e preciso.

    ORA TRE ESEMPI DI SCIMITARRE USATE IN DIVERSI PAESI:

    TURCA: i turchi iniziarono a usare la scimitarra nel XIV; la forma della loro scimitarra ricorda molto un arma bianca usata in Cina in quel periodo

    PERSIA: quella persiana deriva da quella turca e prende il nome credo persiano, di SHAMSHIR che in italiano significa SPADA

    ARABA: questa araba nasce dritta, per poi andare a riprendere la forma di quella turca prese la forma della classica scimitarra.

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  • QUESTI PROIETTILI SONO SOSTANZIALMENTE DEI COMUNI FMJ(FULL METAL JACKET);CIOE’ TOTALMENTE CAMICIATA NE DIFFERENZIA LA FORMA AFFUSOLATA CHE NE AUMENTA LA PENETRAZIONE E NE DIMINUISCE L’ESPANSIONE; INFATTI I BOAT TAIL CHIAMATI ANCHE A CODA DI BARCA PROPRIO PERCHE’ IL POSTERIORE DELLA MUNIZIONE RIENTRA VERSO L’INTERNO COME LO SCAFO DI UNA BARCA; SE FACCIAMO UN PARAGONE CON UN ALTRO PROIETTILE E LO METTIAMO IN POSIZIONE VERTICALE IL FONDO ALLA BASE AVRA’ UN ANGOLO DI 90 GRADI, INVECE NEI BOAT TAIL VERIA DAGLI 11 AI 12 GRADI CON UN ANGOLO DI CODOLO CHE VARIA TRA I 7 E I 10 QUESTO CONFERISCE MOLTA PIU’ STABILITA’ E PRECISIONE ED UNA RESISTENZA AL VENTO SUPERIORE, CON UN COEFFICIENTE AREODINAMICO SUPERIORE E QUELLO BALISTICO CHE IN MEDIA STA SUI 393.

    QUESTI PROIETTILI SONO DI FACILE PRODUZIONE AL CONTRARIO DEI FLAT-POINT O A BASE PIATTA ; IN CONCLUSIONE VORREI FARE UN APPUNTO SULLA STABILITA’ CIOE’ CHE LA MAGGIOR PARTE PENSA CHE SIA TUTTA DERIVATA DALLA RIGATURA MA INVECE NON STA COSI PERCHE’ LA FORMA ALLUNGATA E LA SUA LUNGHEZZA FA GRAN PARTE DEL LAVORO INFATTI A COMPROVARE QUESTA COSA CI SONO I TEST DI MILLER.

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  • Questa semiautomatica sviluppata da Tullio Marangoni, i primi modelli erano sostanzialmente modelli 38 con la modifica alla catena di scatto; il sistema di chiusura di quest’arma fu adottata dalla pistola Walther P38 cioè il funzionamento a corto rinculo a blocchetto oscillante; questa variante fu messa a punto nella Mauser C96 e poi trovò applicazione nella P38, per poi essere ripresa da Beretta nell’arma in questione. Il modello 51 entrò in produzione nel 1949, per sostituire il vecchio modello beretta 34 di questa pistola fu scelto il sistema Walther perché il sistema Browning non rispecchiava a pieno le caratteristiche volute da Beretta; dopo la prima produzione beretta apportò delle modifiche all’arma tra cui i materiali del telaio in lega leggera e acciaio e lo sgancio del caricatore sulla destra vicino al grilletto(il telaio in ergal fu sostituito nel 1955 dall’acciaio); nel primo lotto la matricola fu riportata su quasi tutte le parti essenziali d’arma tra cui canna, carrello e fusto; poi successivamente nel secondo solo sul fusto. Quest’arma fu venduta in calibro 7,65 anche ai civili, ma fu presto sostituita perché sostituendo la canna poteva sparare in 9x19mm(severamente vietato per arma corta in Italia); e sostituita con il modello 52 che per poco tempo promossa come mod104.

    • l’arma pesa 873grammi in acciaio e 712 grammi in ergal
    • è in calibro 9×19 o 9×17 o 7,65
    • caricatore bifilare a 15 colpi

    Quest’arma fu pure convertita in calibro 22 ma rimase solo un prototipo;uscì di produzione negli anni 80, di questo modello cioè il mod 52 ne esiste pure uno a raffica che è il modello 52R;la versione civile italiana è il modello 952. (le versioni per la polizia italiana avevano un carrello maggiorato).

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  • Questo fucile di precisione costruito dalla società canadese PGW DEFENSE TECHNELOGIES, il progetto cominciò nel 2001 ed era basato su un fucile da caccia sviluppato dalla PRAIRIE GUNS WORKS; per poi essere distribuito all’esercito canadese che lo prese in adozione nel 2005.

    L’arma ha un funzionamento di tipo stabile( vuol dire che ha bisogno del ausilio del tiratore per funzionare correttamente); l’otturatore è di tipo Mauser(girevole scorrevole) è scanalato per tutta la sua lunghezza per ridurne il peso ed evitarne l’ingresso di detriti; in fase di caricamento l’otturatore compie una rotazione di circa 90°, la canna è flottante(cioè che non ha nessun aggancio meccanico per tutta la sua lunghezza).

    Il fucile può camerare calibri fino il 408 Chey- Tac, ma nasce camerato in 338 Lapua(8,6x70mm); il caricatore è posto davanti il ponticello del grilletto ed è amovibile(ha una capienza di 5 colpi); l’arma è dotata anche di ben 3 sicure di cui una che permette la pulizia e la manutenzione.

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  • La forma: se conica, cilindrica, troncoconica, o a collo di bottiglia( di solito le coniche e le cilindriche sono per arma corta)

    Il tipo di bossolo: esempio il 44magnum è di tipo rimmed

    Il diametro del fondello: esempio se è rebated il diametro è inferiore a quello del corpo

    La scanalatura: cioè se è presente o no; oppure se è meno marcata come nel 32ACP

    La categoria: esempio i boat tail che sono G11 con un angolo di codolo da 7-12 gradi; quelle standard sono G7 con la forma famosa come il 9×21 esempio.

    La spalla: se presente o no( esempio nei calibri da pistola o per arma corta in generale cioè conici e cilindrici la spalla non è presente). Di solito sono usati su arma lunga per favorire il cono di forzamento.

    SE E’ UN BOSSOLO “da guerra” deve presentare due simboli cioè il cerchietto con la croce e il trifoglio che sono i due simboli che definiscono lo standard NATO detto molto stringato

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  • jatiil jatimatic è un fucile mitragliatore finlandese da 9mm sviluppato tra la fine degli anni 70 e l inizio degli anni 80 da jali . il fucile mitragliatore fece debutto nel 1983 e fu prodotto in una serie limitata di esemplari (circa400) inizialmente da Tampereen  Asepaja e successivamente da oy-Golden gun , una mitragliatrice unica nel suo genere.il funzionamento ad otturatore chiuso tramite diretto sfruttamento del rinculo, il meccanismo di sparo presenta un innesco progressivo a 2 stadi che fornisce due modalità di funzionamento : semiautomatico se viene premuto appena appena e automatico quando viene premuto fino a fine corsa. molte parti di arma tra cui telaio e impugnatura , impugnatura pistola , grilletto, interruttore e selezionatore sono in plastica mentre il resto sono in acciaio complessivamente ha 39 componenti individuali.il jatimatic si alimenta tramite un caricatore bifilare a presentazione singola della capacità di 20 o 40 colpi calibro 9×19 e si compone di una cassa superiore in lamiera stampata e un fusto in polimero. la jatimatic rispetto ad altre pistole mitragliatrici , consente un eccellente controllo in fase di fuoco automatico anche nel impiego con una mano sola. nonostante il progetto della jatimatic fosse mirato esplicitamente alla creazione di un arma moderna per le forze di polizia, di sicurezza e militari , i test condotti negli anni 1990 dalle forze di difesa finlandesi giunsero alla conclusione che la piattaforma non soddisfaceva i requisiti necessari ad una p.m. militare per un breve periodo i diritti di produzione furono concessi anche al governo cinese l arsenale di stato n 208 delle ff.aa cinesi e prototipi  pio una variante in calibro 7,62×25 mm tokarev denominata tipo 411 che non entrò mai in produzione.

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  • Questa parte del bossolo è quella centrale dove di norma è anche contenuta la polvere e dove le pareti sono più spesse soprattutto vicino la base dello stesso, per il semplice motivo che deve resistere alle pressioni generate in camera date dall’espansione di gas; generalmente questi bossoli sono cilindrici se destinate ad armi corte oppure troncoconici( ovviamente in questi due la spalla non è presente);invece in quelli a collo di bottiglia che permettono a parità di calibro una notevole portata di polvere all’interno, solitamente hanno una spalla rimarchevole che ha l’utilità di favorire il cono di forzamento all’ingresso della rigatura, questi bossoli hanno anche la caratteristica di un alloggiamento quasi perfetto in camera offrendo il giusto spazio tra fondello del bossolo e testa dell’otturatore(impiegato in calibri magnum).

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  • Partendo del revolver possiamo dire che ha un funzionamento stabile, le cartucce vengono inserite nel tamburo che gira intorno a un proprio asse(ogni volta che viene sparato un colpo quest’ultimo ruota allineandosi con canna e percussore permettendo cosi il colpo successivo); in principio i revolver erano armi molto instabili poi con l’arrivo di Colt si cominciarono a vedere revolver degli del nome che portano. I revolver sono composti da un castello o carcassa, un tamburo, l’estrattore nei primi modelli era in vista cosi da poterlo premere quando ancora il tamburo non era basculante per svuotare la camera da bossolo spento, inoltre nei primissimi modelli oltre che essere imprecisi avevano anche il problema della dispersione dei gas dalla camera di cartuccia durante lo sparo, provocando evidenti bruciature al tiratore se veniva impugnato in direzione del tamburo e non leggermente più in basso.

    La semiautomatica invece è un pistola dotata di caricatore di solito a 15 cartucce; il sistema permette al arma di sparare un colpo alla volta grazie a una parte d’arma chiamata disconnettore(che fa si di disconnettere il cane del sistema di scatto); ogni volta che l’arma cicla e un proietto viene espulso automaticamente viene incamerato uno nuovo, cosi da poter ripetere l’azione di sparo. Questo sistema viene anche definito indiretto perché alla fine l’arma in se è solo un mezzo per lanciare il nostro proiettile( proiettile o munizione come vogliamo chiamarla è tutto ciò che per mezzo di un propellente è in grado di compiere un lavoro). Un altra differenza col revolver è che la semiautomatica adotta due sistemi che sono: labile o a chiusura a massa oppure metastabile, tra tutti il più conosciuto è il sistema BROWNING MODIFICATO.

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  • La sicura greener usata comunemente usata nei fucili basculanti ad anima liscia, questo sistema di chiusura è posto sulla sinistra dell’arma e grazie a un bottone che scorre avanti e indietro va a bloccare il sistema di scatto e di conseguenza impedisce alla leva di scatto(grilletto) di arrivare a fine corsa dando inizio al cinematismo di sparo.

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  • In pratica questo sistema usato nei vecchi revolver quando il tamburo era fisso;il suo funzionamento era quello di scollegare il cane dal sistema di scatto rendendo la leva di scatto libera e un certo modo sicura, così da poter caricare il tamburo premendola attivandone la rotazione, senza il pericolo che partisse un colpo.

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