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  • La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

    Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

    Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione).

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  • Questa cartuccia nacque in risposta al calibro del fucile P90 cioè il 5.7x28mm; la munizione è progettata per minimizzare al massimo il peso palla e il rinculo, con una penetrazione maggiore e a differenza del 5,7x28mm usura meno la canna il suo bossolo è in ottone con palla cilindrico ogivale oppure con palla monolitica in acciaio, in genere viene caricata con dosi da 20/50grani.

    Questa munizione di tipo rimmless doveva essere camerata nella pistola semiautomatica UCP della Henckler&Koch ma l’arma non uscì mai dalla fase di prototipo.

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  • Questo calibro sviluppato per il fucile d’assalto sperimentale H&K36, fu progettata da GUNTHER VOSS lo stesso progettista del calibro 7,92x40mm l’idea in fase di progettazione era di ridurre totalmente il rinculo e di avere una cartuccia con una forza penetrante pari al 7,62×51; per poter raggiungere l’obbiettivo il progettista aggiunse una particolarità cioè la parte apicale della munizione sembrava essere tagliata a fetta di salame, dandogli la forma a cucchiaio credendo di aumentare la letalità scaricando totalmente l’energia cinetica sul bersaglio al momento dell’impatto, ma purtroppo cosi non fu perché la munizione tendeva a perdere stabilità oltre i 300m.

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  • Questo fucile d’assalto che andò a sostituire il vecchio fucile G3; fu progettato negli anni ’90 e in servizio fino al 1997, internamente molto simile al ARMALITE AR-18 e caricatore che ricorda molto quello del SIG-550; fatto in 8 varianti (il calcio e le parti essenziali d’arma furono li stessi per tutte le versioni), adotta la funzione HOLD-OPEN quindi l’otturatore rimane aperto dopo che è stato esploso l’ultimo colpo; la canna è flottante (che non ha nessun attacco meccanico per tutta la sua lunghezza);con una rigatura a 6 principi destrorsi. Il fucile adotta un funzionamento a presa a gas con otturatore rotante(quindi metastabile); il selettore di tiro è in 3 posizioni S=sicura; E=semiautomatico; F=automatico. La parte esterna è fatta per lo più in polimero ha una lunghezza di 39,3 pollici ed un peso di 3,63kg; il caricatore è da 30 colpi e può montare lanciagranate HK AG36 da 40MM.

    Il G36 aveva anche un grosso difetto che era il surriscaldamento; causato da un malfunzionamento che veniva in risalto, quando si faceva un uso prolungato dell’arma in modalità automatica; e bastavano 2 caricatori per risaltare il problema; che faceva calare vertiginosamente le prestazioni dell’arma al di sotto del 50%; però i veri problemi di questo fucile vennero alla luce solo nel 2010.

    IL FUCILE FU ESPORTATO IN 40 PAESI IN TUTTO IL MONDO.

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  • Questo fucile d’assalto progettato da Gennadiy Inikonov con lo scopo di andare a sostituire l’AK74; fu progettato dal 1980 al 1994 ed entrò in produzione nel 1996. Il fucile camera la nuova munizione che sostituì il 7,62x39mm la munizione storica del fucile AK47; parliamo del 5,45×39 anche lei ottima con una velocità alla bocca di 899m/s. L’ AN-94 è un fucile molto innovativo infatti il suo funzionamento permette una rapidissima successione nel caricamento delle 2 cartucce in modalità raffica, inoltre un suo grande pregio è quello di riuscire a ritardare il rinculo fino a che il proietto non lascia la volata, come già accento il fucile ha un funzionamento di tipo metastabile a otturatore rotante azionato a gas; le mire sono metalliche in stile AK, il caricatore può ospitare fino 30 cartucce; ed un altra particolarità di quest’arma è il rompifiamma che riesce a ridurre anche se di poco il rilevamento e il rumore di sparo.

    Nel fucile è possibile montare sia accessori che baionetta e lanciagranate.

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  • Quest’arma a pietra focaia fu il primo vero revolver come lo conosciamo perché prima c’erano solo pistole a più canne detti anche pipperbox; questa tecnologia fu molto innovativa per i tempi che correvano come del resto anche il funzionamento infatti l’arma presentava un tamburo a sei colpi che si girava a mano(ruotando il tamburo manualmente allineando la camera con l’asse della canna), questa particolarità era in comune per le tre armi che mise appunto Collier; noto anche come Flintlok era in calibro 14 i primi modelli e anche i successivi erano difficili da produrre e costosi, subì modifiche nel tempo come adottare un sistema a percussione a capsula; che poi fu anche la modifica che li fece vendere qualche modello, l’azione dell’arma fu brevettata lo stesso anno in cui fu brevettata, poi dopo un anno cominciò la produzione.

    Samuel Colt possedeva un revolver Collier e fu il revolver per cui prese spunto per cominciare a produrre i suoi, infatti il Colt Paterson ricorda molto quello di Collier.

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  • Questa piccola pistola semiautomatica che di estetica assomiglia molto a un modello inglese di primi anni del 1900; fu prodotta da un azienda del Minnesota la WHITE BEAR LAKE dal 2011, è un arma da taschino progettata per la difesa a distanze molto brevi; ne esistono 2 versioni che sono: la prima a canna lunga denominata XR9-L, e la seconda che è XR9-S che in origine era in calibro 9x19mm poi fu ricamerata per il 45ACP prendendo il nome di XR45-S. L’arma fu riproposta poi nella versione Bull-Pup nel 2017 da un altra azienda probabilmente perché la Boberg smise la produzione nel 2016.

    La Boberg XR9 a un funzionamento a lungo rinculo a otturatore rotante, camerata per il 9×19 il suo caricamento particolare che avviene dalla parte posteriore dell’arma senza il bisogno di un caricatore o di una rampa di alimentazione all’interno dell’arma, questa novità però crea un difetto che è la difficoltà di alimentazione e quindi di ciclo di sparo.

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  • Questa mitragliatrice si basa sullo Sten Mark II, che se non fosse per il caricatore che è messo in posizione diversa cioè invece che a lato come nello Sten è orizzontale davanti alla guardia del grilletto; e spesso usato come sostegno con la mano forte per maggiore presa sull’arma. Quest’arma nasce sostanzialmente come alternativa economica dell’MP40 con prestazione molto vicine a quelle dello STEN, il progettista cominciò il progetto nel 1944 il fucile era molto grezzo e non tanto per l’estetica infatti fu costruito il acciaio stampato con funzionamento a massa battente ad otturatore aperto, e secondo quella molla in vista dell’estrattore sulla parte destra conferma che non si sono concentrati sull’estetica.

    Il fucile fu prodotto in larga scala credo per un lasso di tempo relativamente breve; il suo rateo di fuoco era molto soddisfacente cioè circa 450 colpi al minuto il caricatore portava 32 colpi con un tiro utile di 100mt camerato nel calibro 9×19 e usato dall’esercito Cecoslovacco.

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  • 4 chiacchiere con Davide, il mastro birraio di Birra La Dama a Bedizzole, in zona Lago di Garda. Cosa ci ha colpiti di questo birrificio.

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