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  • kol

    La BODEO 1886 è l’evoluzione del modello CHAMELOT-DALVIGNE 1874, l’arma era in doppia azione e camerata per ospitare il calibro “10,35x20mm” stesso calibro utilizzato pure nello CHAMELOT-DALVIGNE, però come tutte le sostituzioni anche il modello 1886 aveva i suoi problemi come la sicurezza, e sicurezza per quanto riguarda lo sparo. Nei primi modelli di Bodeo aveva un dispositivo di sicurezza automatico, il cane aveva un distacco di 2-3 millimetri in riposo; in pratica non dava molta sicurezza per il trasporto la paura erano gli spari accidentali. Per risolvere il problema hanno messo una sorta di dentello che impediva al cane di raggiungere la capsula di innesco in caso di urto. La vera innovazione del arma fu il sistema abadie; questo sistema fu usato per la prima volta in un revolver portoghese del 1878, ma il sistema vero e proprio fu brevettato nel 1889 denominandolo meccanismo di sicurezza per pistole a rotazione. Il modello 1889 entro in produzione l’anno stesso e rimase in produzione con la matricola A2753; Bodeo è stata l’arma italiana per eccellenza ed è anche il revolver che rimase in produzione più di tutti, per un periodo durato ben 60 anni, e rimane per tutti l’arma dei carabinieri.

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  • Verso la metà degli anni 60 nacque l’esigenza di creare una pistola che avesse minor costo di produzione per i tempi moderni, ma che fosse alla pari della pistola d’ordinanza la sig210. I primi prototipi, si basarono alla modifica e della stessa sulla sicurezza del arma; per poi adottare nel 1968 il sistema Browning modificato.tug

    Nel 1975 la 220 fu adottata dal esercito svizzero, come M75. Questa pistola fu realizzata per impiegare munizioni di diverso tipo; oltre il 9mm e il 7,65 browning fu fatta in 22LR e in 45ACP. L’arma non aveva sicure manuali ma solo una sicura automatica al percussore che si disattivava premendo a fondo il grilletto; aveva un castello in acciaio e carbonio che costituiva un sistema di ritenzione del caricatore con una leva nella parte inferiore dell’impugnatura.ck

    Ospitava un caricatore a 7 cartucce, l’arma fu utilizzata parecchio e in molti stati da enti governativi americani e dai NAVY-SEALS. Fu sostituta con evoluzioni a caricatore bifilare, e polimero da pistole come la 229 e sig PRO; rimase in produzione solo in 45 e rimane nel cuore degli appassionati per affidabilità e compattezza.

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  • nol

    La Madsen M50 è una mitragliatrice a chiusura a massa battente, sviluppata dalla Dask industris syndikat A.S con sede a Copenaghen. L’azienda lanciò un progetto del proprietario di nome Madsen dell’evoluzione del modello base “M46”. Il progetto era nato per rendere i prezzi di produzione molto economici, infatti la M50 era fatta per lo più in lamiera stampata; aveva un impugnatura a pistola con una sicura automatica che permetteva al tiratore che anche se la impugnava male non sparava accidentalmente, anche da smontare era semplicissima visto i pezzi in lamiera stampata tenuti insieme posteriormente tramite cerniera di chiusura del calciolo , e anteriormente da un notolino che mantiene in posizione la canna. Il mitra Madsen fece scalpore soprattutto nei paesi del terzo mondo, ed organizzazioni mercenarie tanto che rimase in uso fino al 1950 e poi fino al 1980 un po’ in tutto in tutto il mondo, può essere ancora rintracciata negli arsenali delle forze di polizia.

    CALIBRO: 9X19- FUNZIONAMENTO: A MASSA BATTENTE-ALIMENTAZIONE: caricatore bifilare a 32 colpi- CADENZA DI TIRO: 500/550 COLPI AL MINUTO- PESO:3,45 KG AD ARMA SCARICA.guho

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  • culon

    Negli anni 30 fu adottata in polonia per l’esercito polacco un arma da fianco, nata per rimpiazzare la CZ24 che era troppo leggera per l’utilizzo a cavallo. La random WZ 35 fu la risposta per una nuova semiautomatica ad azione singola per l’esercito che sfruttava un sistema Browning (ideata basandosi sulla Browning HP), aveva un funzionamento a corto rinculo ed era camerata per il 9mm parà che la pistola poteva tranquillamente gestire, l’unica richiesta di modifica al modello iniziale cioè il modello 31 era sui bordi del carrello troppo spigolosi e pericolosi per il tiratore stesso, fu pure richiesta una leva abbatti cane e un aggancio per il calciolo in legno. Quest’arma a parere mio è una brutta copia di una BROWNIG GP 35 incrociata a una M1911 se non fosse per l’impugnatura più larga. La pistola venne totalmente rimpiazzata nel 1945 dalla TT-33 e da allora questa semiautomatica non venne più adottata in nessun esercito.

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  • VERSO LA FINE DEL XIII  LA DENOMINAZIONE DELLA PAROLA DAGA ENTRO’ CON POCHE VARIANTI AD INDICARE L’ARMA DA FIANCO, IL TERMINE GENERICO DI DAGA E’ LA SPECIFICAZIONE  CHE CARATTERIZZA TALE STRUMENTO, ALCUNE VOLTE SAREBBE STATO MEGLIO IL TERMINE PUGNALE. LA DAGHE SONO CLASSIFICATE IN BASE ALLE IMPUGNATURE( ES: LE DAGHE A RONDELLE CHE HANNO UN IMPUGNATURA RACCHIUSA TRA 2 DISCHI POSTI ORIZZONTALMENTE AL CORDOLO).spi

    IL GLADIUS IN USO AL LEGIONARIO ROMANO, ERA UNA DAGA LUNGA CIRCA 60CM CHE NEL TARDO IMPERO FU RIBATTEZZATA (SEMISPATHA) IN CONTRAPPOSIZIONE DI SPATHA LA QUALE EBBE ORIGINE DALLA CAVALLERIA MEDIOEVALE.

    LA DAGA E’ ANCHE STATA L’ARMA CARATTERISTICA DEI CARABINIERI, FIN DAL 1814 IN CUI SI PARLA DI SCIABOLA CORTA PER I CARABINIERI A PIEDIthDN7LLDZT

    IL TERMINE DAGA DAL INGLESE “DAGGER” STA A SIGNIFICARE APPUNTO IL TERMINE PUGNALE CIOE’ LAMA DAI 40 AI 60CM DI LUNGHEZZA.

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  • LA POLVERE NERA E’ IL PRIMO INTIMO MISCUGLIO,DI NITRATO DI POTASSIO (KNO3),CARBONE DI LEGNA ,E ZOLFO ED E’ ANCHE L ESPLOSIVO DA MINA PIU’ ANTICO E IMPIEGATO. LA NASCITA DI TALE CONOSCENZE, CHIMICHE SONO AVVENUTE IN MODO DEL TUTTO CASUALE ED EMPIRICO; L’IPOTESI PIU’ CONOSCIUTA E QUELLA CHE HA PIU’ CREDITO,E’ QUELLA CHE SIA STATO BERTHOLD SCHWARTS(1310-1384),A SCOPRIRE NEL 1354 LE PROPIETA’ ESPLOSIVE DEI COMPONENTI: CARBONE, SALNITRO E ZOLFO. RECENTI STUDI HANNO PROVATO CHE QUESTA FORMULA,VENNE AGGIUNTA IN TEMPI RELATIVAMENTE RECENTI;FRA I PIU’ ANTICHI DOCUMENTI RELATIVI ,RELATIVI ALLA POLVERE DA SPARO RISALGONO AL 1326 PER POI DIFFONDERSI ,COME IL NUOVO MEZZO DI DISTRUZIONE.

    IL DOSAMENTO TEORICO IL QUALE ESPLOSIVO IDEATO DA BERTHOLD, CHE DOVREBBE  L’OSSIDAZIONE COMPLETA E’ IL SEGUENTE:84%DI SALNITRO,8%DI ZOLFO,E 8%DI CARBONE E DA’ LUOGO A SEGUENTE REAZIONE:10 KNO3+3S+8C=2K2CO3+3 K2SO4+6CO2+5N2. DA QUANTO RIPORTATO,SU UN LIBRO DI DISPOSITIVI DA GUERRA,SI ELENCANO BEN 107 COMBINAZIONI DI POLVERI PIRICHE;PER LO PIU’ COMPOSTI DI SALNITRO CARBONE E ZOLFO. L’INFIAMMAZIONE DELLA POLVERE NERA PUO’ ESSERE DETERMINATA DALL’INNALZAMENTO DELLA TEMPERATURA A (270°-320°) ESSO DEFLAGRA A CONTATTO DI UN CORPO IN IGNIZIONE E PUO’ DETONARE SE FORTEMENTE INNESCATA.polverer

    Nel corso dei secoli la potenza sviluppata dalla polvere nera è raddoppiata, la polvere la possiamo considerare moderna è quella di fine 800, e molto più efficace di quanto descritto da ROGER BACON di oltre una volta e mezza. Almeno il 75% rispetto al miglior serpentino,e il 30% se confrontato alle prime polveri in grano.fuoco

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  • L ‘arco utilizzato come arma da caccia, e’ un arma telecinetica a corda usata nei tempi antichissimi, costituito da un fusto flessibile e una corda fissata alle due estremità chiamati corni. La corda era costituita da 12/18 filamenti.

    La sua potenza espressa in libbre (1 libbra=453,3) che equivale alla forza tale per tendere un arco composto. Nell’ arco composto l asta era formata da 3 elementi (legno,osso,metallo). Quando l’arco prende una doppia curvatura viene detto riflesso.  Gli inglesi potenziarono i loro armamenti nei secoli successivi con il celebre arco lungo, di dimensioni corrispondenti all’arcere ; aveva una gittata di 300m in grado di perforare qualsiasi corazza a 80/100M. L’istruzione del uso del arco era estesa particolarmente in Piemonte dove Tommaso primo fondo la prima compagnia dell’arco nel 1206. La diffusione di questo sport e attualmente tale che se ne disputano periodicamente gare nazionali ed internazionali e compreso tra le specialità olimpiche fino al 1924.

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  • La storia della balestra si sviluppa, dopo la nascita del arco per aumentarne la gittata. la balestra primitiva aveva un arco ricavato da un legno duro tipo frassino o tasso, per posizionarne la corda era sufficiente la sola forza muscolare. Nel corso del secolo per aumentare la potenza, furono usate corno e tendine di animale ,poi rimpiazzate con corde in acciaio dolce. La maggior parte delle balestre antiche “medievali” avevano una potenza misurabile in carico di tiro o libraglio. Ci fu un aumento progressivo dell’arma da 62 kg a 320 circa con gittate da 400metri. Nelle balestre moderne la corda è fatta da 22/30 filati di altissima rigidità.La misura della distanza fra corda ,riposo e punto di agganci è detta corsa ,arriva anche a 43,18 cm.Un grande rendimento rispetto al passato.L’ultima notizia di balestieri in battaglia si ha durante l’assedio di Torino nel 1536 nella quale si raccontò che un unico balestriere uccise più degli archibugieri.Ma se come arma la balestra è destinata a morire la sua storia e le sue doti rimangono sempre tra di noi.

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