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  • Questo è uno dei revolver più venduti di quell’epoca alla polizia; come caratteristiche rispecchia molto il modello precedente cioè il modello Colt army special 1898, ( che poi è anche un miglioramento); infatti migliora molto l’estetica ma rimane una caratteristica interessante cioè anche questo come il primo modello Hand- Ejector datato 1889 il tamburo bascula dalla parte sinistra, ed essendo munito di estrattore a stella, basterà premere la bacchetta dell’ espulsore a tamburo ovviamente aperto, per espellere i bossoli spenti. Il revolver presenta un telaio medio con tamburo a sei camere, il suo funzionamento è ovviamente semiautomatico a doppia azione, è munito di sicura al percussore di modo che il colpo parte esclusivamente se si preme la leva di scatto. Infine il calibro 38 SPECIAL (9X29,5mmR); una curiosità di questo calibro è che nacque proprio lo stesso anno di un revolver abbastanza famoso; il Colt army special modello 1898.

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  • Questa pistola semiautomatica, prodotta su incarico dalla fabbrica d’armi Webley-Scott ebbe una vita molto breve, però interessante per alcuni aspetti come il calibro cioè 8,5 Mars;( prodotto espressamente per quest’arma alla fine del 19° secolo, questa cartuccia genera un rinculo molto forte, per la sua spiccata potenza); un altro aspetto è il sistema di funzionamento che potrebbe essere definito avveniristico, dato che poterei definirlo come l’antenato del sistema Steyer a canna rototraslante; ma molto più acerbo vista l’espulsione fallacea dal retro, dove il bossolo rischiava di finigli in faccia la tiratore. L’arma ebbe una produzione molto limitata, fu revisionata dal 1901 al 1903, con esiti negativi per via del rinculo , e il problema dell’estrattore; l’ideatore fece le nozze coi fichi secchi come si dice, ciò vuol dire che investì molti soldi per questo progetto finendo in banca rotta!

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  • Quest’arma poco conosciuta proprio perchè non fece molto successo; fu sviluppata a fine 1800 per essere testata in Svizzera, prima di uscire sul mercato nel 1903 fu nuovamente perfezionata. L’arma è camerata nel calibro 7,65x21mm;( è un calibro prodotto fino l’inizio della seconda guerra mondiale, inoltre la cartuccia fu prodotta due anni prima dell’uscita di questa semiautomatica in questione); la finitura della pistola è eccellente, il riarmo è possibile da una leva posta sul telaio, proprio sopra la leva di scatto; per quanto riguarda la sicura viene attivata da un pulsante sul dorso del telaio, in fine il caricatore a scatola contenente 6 colpi. Il successo della Mauser C96( Quest’arma fu adottata agli inizi di febbraio dell’anno 1899, con la denominazione ufficiale della casa produttrice di C96 o M96 la versione militare che arrivò nel 1912; i primi modelli dopo il collaudo che durò 120 giorni in lotti da 1000 pistole erano in calibro 9mm export e poi in 7,63 Mauser. Il vero problema della distribuzione di quest’arma, erano i ricambi che poi furono limitati in 3 parti che erano: l’asta guida molla posteriore del cane; la leva di sicurezza; e la molla dell’elevatore delle cartucce); dopo la breve descrizione dell’arma, si può notare anche a occhio inesperto che la C96 era un arma certamente molto più prestante, questo fece si che la Mannlicher non ebbe successo, se non la versione tipo fucile, che fu usata brevemente dal esercito ungherese.

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  • Questo fucile fu prodotto dall’esercito Britannico, per sostituire il già in uso fucile Baker; il Brunswick è un arma lunga ad avancarica in calibro 704, detto in breve l’arma presentava molte curiosità oltre che molti difetti esempio uno di questi è l’imperfezione; perchè a dirla tutta; aveva tutto al di fuori di un tiro preciso però dato l’utilizzo a polvere nera gli fu data una sorta di rigatura, che non mirava a renderlo preciso ma a ridurre lo sporco che andava a formarsi nella canna. Il fucile rimase in produzione per 50 anni ( 1836-1885); di cui buona parte di questi anni in dotazione ai fucilieri;( fino al 1853). Del fucile furono fatte quattro varianti (Pattern 1836/1841/1848/1840); in conclusione quest’arma ebbe un ultima modifica cioè un apporto di una baionetta.

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  • Questi modelli citati, sono appunto Revolver del 1800 usati dall’esercito e riconoscibili appunto per il calibro; infatti sono tutti calibri superiori come il 44 REMINGTON ma vediamo alcuni revolver dell’epoca per poi arrivare al modello 1963:

    Partendo dal modello 1862 abbiamo già evidenti miglioramenti cioè il calibro;( che se ci guardiamo non è da poco visto che camera un 44 rem.) però come tutti i revolver dell’epoca anche se bellissimi come estetica avevano molte lacune, che includevano: lo smontaggio del telaio, e soprattutto il caricamento. Però col modello 1863 a cui gli fu applicata una modifica molto interessante, che le armi di quel tempo in pochissime avevano cioè una sorta di sicurezza per lo stesso tiratore; in pratica questi revolver avevano il tamburo liscio, e questo comportava scarichi accidentali, ma la lacuna più grossa era il percussore troppo vicino all’innesco a cane a riposo; ed era un grosso problema perchè se per sbaglio finiva a terra, poteva esserci il pericolo di sparo accidentale; quindi modificando la carcassa dell’arma e trovando una equa distanza tra percussore e tamburo, il problema fu risolto, inoltre avendo il tamburo fresato con dei solchi, e non più liscio era anche una sicurezza in più, anche per il tiratore che non si trovava l’arma scarica….

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  • E’ una semiautomatica a massa battente( il sistema labile o a massa battente è in pratica il più semplice dei 3 sistemi; proprio perchè a differenza di un sistema più complesso come quello stabile a blocchetto oscillante esempio; manca il vincolo tra canna e carrello e il tutto viene ottenuto bilanciando carrello e otturatore, grazie la molla; ma andiamo più nello specifico: come ho già detto il sistema è semplice, in pratica la canna è avvolta dalla molla di ricupero fissata da quattro tenoni fissati sotto la camera di cartuccia, che permettono l’inserimento di altre tanti intagli praticati sulla parte superiore del fusto, facendo si che la molla durante lo sparo acquisti abbastanza energia da compiere tutto il ciclo di sparo). Un altro particolare interessante è la sicura sul dorso dell’impugnatura, come possiamo vedere in alcune 1911, poi quest’arma in particolare ne ha pure una sul fusto( detta anche sicura tripla cioè comprende: caricatore, percussore, e poi l’arma non spara se impugnata male); infine vorrei parlare del calibro, in particolare del 9x17mm o 380A.C.P;( Il 380 A.C.P o 9×17, vide la luce nel 1908 fu un calibro costruito per armi a chiusura a massa(chiusura labile); cioè per armi di piccola taglia solitamente pistole “semiautomatiche”. Questo calibro ebbe un grande successo soprattutto in Italia, dove fino gli anni 80′ segnava un confine di calibro per arma da difesa domestica; il suo successo fu pari a quello del 7,65 BROWNING tanto che Colt decise di farci un modello dedicato in questo calibro cioè il modello 1903. Invece Beretta produsse il modello 34 appositamente camerato per il 9 corto, in dotazione alle forze dell’ordine per tutto il 900′. Il 380 A.C.P  è ritenuto uno dei calibri migliori per la difesa personale; fu usato anche dall’esercito in varie mitragliatrici, e nelle guerre di droga a Miami nella pistola mitragliatrice MAC11).

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  • Questo calibro che a tutto dire è il 357 H&H per fucili basculanti, in pratica la versione rimmed(cioè che non ha scanalatura per l’estrattore, e il fondello ha un diametro maggiore…i calibri di questi tipo nascono soprattutto per armi basculanti o estrattori di tipo Mauser, perchè coi vecchi fucili i bossoli di tipo rimless potevano dare fastidio in termini di estrazione.); la cartuccia è molto simile al 9.3x73R, essendo lei 9.5x74mm.

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  • Oggi mettiamo sotto esame una semiautomatica, sviluppata da Walther la PPQ(polizei pistole quick-defense); una pistola usata sia in ambito sportivo che dalle forze dell’ordine. Vista punto di vista tecnico è parecchio interessante partendo proprio dal funzionamento cioè di tipo Browning modificato( Sistema ideato da Browning nel 1922 per la famosissima BROWNING HP35; infatti la prima caratteristica che salta l’occhio è l’assenza della bielletta sotto la canna, inoltre il disimpegno di canna e carrello avviene, come nella HP35 cioè con un gioco di piani inclinati che interagiscono con il fusto dell’arma, infatti nella HP35 non cè bisogno di disconnettore proprio per questo motivo). Nella PPQ il sistema di scatto è molto simile a quello di Glock; infatti come nelle GLOCK citiamone una famosa cioè la 17 la sicura è situata sul dorso della leva di scatto;(poi ci sono altre sicure ma sempre automatiche, questa è per evitare spari accidentali perchè come già detto essendo una semiautomatica a percussore lanciato non ha bisogno del ausilio del cane; e non ha sicure meccaniche come può avere esempio Beretta dove il cane è esterno); anche i calibri sono curiosi e degni di spiegazione, uno è il 40SW;(Questo calibro deriva direttamente dal 10mm auto con l’idea sia di creare un compromesso tra un 9x19mm e un 45ACP(11,43X23MM); sia per avere una cartuccia potente e sufficientemente gestibile(cosa che il 10mm non lo è vista la sua elevata potenza); il 40S&W è leggermente più corta del 10mm per fare un paragone come dimensioni è identico al 38-40, con valori pressori uguali al 9×19. Il suo debutto che risale alla fine degli anni 80′ camerato in una semiautomatica sempre di casa Smith&Wesson cioè il modello 4006(arma corta con telaio in alluminio e acciaio inossidabile funzionante in doppia azione); la cartuccia è di tipo rimless ottima per la difesa domestica perchè affidabile, ma di contro ha il prezzo che è molto costosa); l’altro è il 9x19mm;( Questo calibro deriva direttamente dal 10mm auto con l’idea sia di creare un compromesso tra un 9x19mm e un 45ACP(11,43X23MM); sia per avere una cartuccia potente e sufficientemente gestibile(cosa che il 10mm non lo è vista la sua elevata potenza); il 40S&W è leggermente più corta del 10mm per fare un paragone come dimensioni è identico al 38-40, con valori pressori uguali al 9×19. Il suo debutto che risale alla fine degli anni 80′ camerato in una semiautomatica sempre di casa Smith&Wesson cioè il modello 4006(arma corta con telaio in alluminio e acciaio inossidabile funzionante in doppia azione); la cartuccia è di tipo rimless ottima per la difesa domestica perchè affidabile, ma di contro ha il prezzo che è molto co In conclusione l’arma è affidabile e molto sicura, anche secondo me poco adatta ai neofili io ambirei per quest’ultimi su semiautomatiche tipo Beretta 92 o similari….comunque va bene.

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  • Questa cartuccia ideata nel 1955, è una munizione molto performante basata sul 375 Magnum ha le capacità se caricata a 6.48 grani di spingere la palla a una velocità alla volata di 1.060 m/s; però essendo una munizione BELTED RIMLESS dato il collare di rinforzo in camera stabilisce un ottimo Heandspace:

    (In un arma da fuoco per un corretto cameramento della cartuccia ci deve essere uno spazio libero in camera(FREE BORE); permettendo alla cartuccia di camerare correttamente infatti l’Heandspace è lo spazio che c’è tra il fondello della cartuccia e la testa dell’otturatore studiato apposta per non danneggiare la cartuccia al momento dello sparo causando danni al tiratore.

    Dopo che la cartuccia viene camerata correttamente ci sono altre due fasi prima che la nostra cartuccia inizi il percorso fino al suo bersaglio; uno è il LOAD che è quando la cartuccia inizia ad addentrarsi nella rigatura; poi c’è il cosi detto cono di forzatura dove la cartuccia passa dalla sua camera nell’anima della canna in un diametro ridotto rispetto alla camera inoltrandosi nella rigatura; quando la cartuccia è dentro la rigatura della canna questo passaggio viene chiamato throad, da li la cartuccia comincia il suo viaggio fino al bersaglio). Tonando alla cartuccia dopo aver spiegato in breve Heandspace; il grosso chiamiamolo difetto di queste cartucce, visto che le pressioni in camera al momento dello sparo sono elevate superando anche i 4.000 bar l’incollaggio in camera è molto elevato; però date le sue elevate performance fu uno spunto per crearne di molto performanti; esempio il 400H&H Belted Magnum.

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  • La cartuccia 357 magnum, fu realizzata da ELMER-KELTH basandosi sulla cartuccia 38special(9x29mmR) e allungandola(che poi il diametro è lo stesso cioè 357) però dal punto di vista di energia ne sviluppa il doppio, infatti sviluppa pressioni all’interno della canna nettamente superiori;( ed è anche il motivo principale della sua nascita, proprio per avere una cartuccia che sia molto performante!!), il 357magnum è una cartuccia per revolver di tipo semi-rimmed;( come nel rimmed il diametro del fondello è maggiore rispetto il corpo della cartuccia, con la differenza che questo è meno accentuato rispetto le cartucce rimmed , e poi presenta scanalatura per l’estrattore);questa cartuccia rimase la più potente sul mercato fino all’avvento del 44magnum(10,9x33mmR), oggi molto usata sia per uso sportivo, che dalle forze dell’ordine; inoltre risulta ottima per la difesa domestica.

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