458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • La MAUSER HSC è una semiautomatica che comparve durante la seconda guerra mondiale; l’arma è una piccola pistola compatta con un funzionamento a massa battente a cane interno che agisce tramite una percussione inerziale, in pratica quando si tira il grilletto la barra di armamento si tira in avanti provocando l’alzamento del cane. La HSC fu camerata inizialmente per in calibro 9x17mm o 380A.C.P e poi anche in 7,65x17mm che sarebbe il 32ACP; la particolarità di quest’arma, che ricordo fu un tentativo di competere con la mitica Walther PP(di più facile produzione rispetto alla HSC); un altra caratteristica che ho notato forse per differenziarsi dalla Walther (che in effetti sono molto simili sul lato estetico); la particolarità è una sezione metallica di forma triangolare che collega il ponticello del grilletto con il carrello in volata.

    LA PRODUZIONE INIZIO’ NEL 1940 E TERMINO’ NEL 1946, FU RIPRESA NEL 1965 IN SERIE LIMITATA.

    P38 PISTOLA SEMIAUTOMATICA

    Nel 1937 la Walther mise appunto una pistola a doppia azione in 9mm (nello stesso anno venne adottata dal esercito tedesco col nome di P38 da pistole 38)  e venne distribuita nel 1940 . Divenne anche la pistola d ordinanza ,del esercito svedese con la sigla di M39 ) la scelta di questa pistola fu motivata da 2 ragioni : la prima consisteva ,che molti ufficiali e sottoufficiali nel nuovo esercito provenivano dalla wehrmacht  e avendola usata nel conflitto appena concluso. E la ritenevano ancora idonea per l ‘uso operativo; e il secondo erano i fondi limitati e i tempi troppo lunghi che servivano per un nuovo progetto. La P38 può essere descritta come pistola con chiusura a blocchetto oscillante a scatto con azione singola/doppia a cane esterno ,a mire fisse e castello aperto . Il progetto della P38/1 che in quei tempi aveva un meccanismo molto avanzato, a confronto della maggior parte delle pistole che erano ad azione singola e non presentavano sicure al percussore. la Walther durante la guerra produsse 583000 P38. Nel 1942 la mauser sostituì la produzione della P08 con quella della P38 , il codice mauser era “BYF” seguito dalle ultime due cifre del anno di produzione . La mauser produsse fino al 1945 340000 pistole col codice “CYQ” e il successivo “CVQ” riguardò invece la produzione della SREE-WERKE di Berlino che realizzò 285000 P38 dalla fine del 1942 al aprile del 1945. La manurhin più tardi lanciò la propria produzione di P38 e continuò fino al 1997 in calibro 22LR 7,65(32ACP) e 9mm e capacità del serbatoio di 8 colpi.hj

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  • Il 7x57mm MAUSER, deriva dal 8×57(che poi il 8×57 è anche la cartuccia del fucile 1888). La nuova cartuccia 7×57 a innesco Berdan, rimase in servizio fino al 1945.

    vouti

    Questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903.

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  • Questa pistola mitragliatrice; era fatta in lamiera e in pezzi di acciaio è dotata di un otturatore telescopico, la sua forma originale è data anche dal soppressore di suono o silenziatore prodotto dalla Sonics; e progettato da MICHELL WERBEL III. L’arma è molto robusta, è stata camerata in 45 A.C.P per il Mac 10 e in 9corto per la versione compatta che è il Mac11(ci fu anche una versione in 9×19)le versioni a colpo singolo erano prive di calciuolo ripieghevole. Il costo unitario del arma si aggirava intorno a 150$; il Mac si rivelò molto efficace e molto usata dalle forze speciali e dai criminali. Il Mac 10 è una pistola mitragliatrice, sub compatta prodotta dalla MILITARY ARMAMENT CORPORATION e progettata da GORDON INGRAM nel 1964.

    MAT 49

    Il MAT49 nasce in calibro 9×19 a funzionamento automatico; nel 1954 fu modificata con doppio grilletto e calcio in legno, e canna più lunga con selettore di fuoco semiautomatico e automatico; l’arma ha un funzionamento a massa battente con un peso da scarica di 3,5 kg e 4,17 kg da arma carica; gli organi di mira si regolano in due posizioni, il mirino anteriore è simile a quello dell’MP40. Il caricatore di quest’arma ha una capienza che va dai 20 ai 30 colpi ed una particolarità è che può essere ripiegato in avanti, ha una cadenza di fuoco di 600 colpi al minuto con una gittata utile di 200 metri; fu anche convertito in un altro calibro cioè il 7,62 Tokarev in Vietnam. Questa mitraglietta fu molto usata dall’esercito francese e anche nella guerra di Indocina e rimase in produzione fino al 1979.

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  • Il MAT(manufacture d’armes de tulle) fu considerato un esempio di design del dopoguerra; fu messo in produzione alla fine degli anni 40 nella prima versione il problema fu dell’accensione della cartuccia prematuramente, quando veniva spinta nella camera di cartuccia; questo problema fu risolto ingrandendo la testa dell’otturatore e allargare la camera di cartuccia, ed inoltre forare la canna per lo sfogo dei gas al momento dello sparo. Nel progetto, per tenere dimensioni contenute del castello l’otturatore è avvolgente; la produzione di quest’arma è semplice e veloce e visti i materiali è anche economica (fatta in lamiera stampata).

    Il MAT49 nasce in calibro 9×19 a funzionamento automatico; nel 1954 fu modificata con doppio grilletto e calcio in legno, e canna più lunga con selettore di fuoco semiautomatico e automatico; l’arma ha un funzionamento a massa battente con un peso da scarica di 3,5 kg e 4,17 kg da arma carica; gli organi di mira si regolano in due posizioni, il mirino anteriore è simile a quello dell’MP40. Il caricatore di quest’arma ha una capienza che va dai 20 ai 30 colpi ed una particolarità è che può essere ripiegato in avanti, ha una cadenza di fuoco di 600 colpi al minuto con una gittata utile di 200 metri; fu anche convertito in un altro calibro cioè il 7,62 Tokarev in Vietnam. Questa mitraglietta fu molto usata dall’esercito francese e anche nella guerra di Indocina e rimase in produzione fino al 1979.

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  • L’arma del mio logo è una Brien ten: La Bren Ten fu la prima semiautomatica a camerare il 10x23mm o 10mm auto; adotta un funzionamento di tipo Browning Modificato; il sistema di sicura è molto simile a quello adottato da CZ in pratica grazie a una levetta posta sul fusto dell’arma quando è inserita blocca la catena di scatto e di conseguenza il grilletto( questo tipo di sicura permette di portare l’arma a cane armato con sicura inserita);avendo il cane esterno l’arma funziona sia in singola che in doppia azione, le guancette sono in nylon(credo non rimovibili) e le mire sono fisse….

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  • Il grilletto o leva di scatto è quella parte d’arma che fa partire il cinematismo di scatto arrivando poi allo sparo, questo elemento è imperniato nel ponticello e protetto dal paramano, il tiratore appoggia il dito sulla parte del grilletto chiamata coda, nelle armi basculanti il grilletto è fissato grazie a delle viti nella parte inferiore della bascula. Nel caso di arma bigrillo cioè con due grilletti il primo libera parzialmente il cane permettendo al tiratore di aggiustare la mira, il secondo invece le libera totalmente facendo partire il cinematismo e di conseguenza lo sparo.

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  • Questa cartuccia a tutti gli effetti storica, messa appunto da Nicolas Flober nella seconda metà del 1800. Questa munizione è di tipo rimmed( quindi facendola breve il fondello funge pure come presa per l’estrattore); la percussione è di tipo anulare( detta anche Remfire dall’inglese cioè che la percussione avviene perifericamente dal bossolo); abbiamo due tipi di palla per questa cartuccia: una sferica per armi ad anima liscia e poi successivamente uscirono anche quelle con palla acuminata( quelle palle che vanno a formare un cono sono per alcune armi ad anima rigata oggi praticamente introvabili). Il rinculo in queste cartucce è pressoché percepibile, ma molto leggero però possono essere letali fino a una distanza di 16 metri; le migliori cartucce in questo calibro sono di fabbricazione tedesca, oggi anche se questo calibro è ancora esistente ci sono versioni moderne esempio il 17HMR. Il 380 a.c.p o 9×17, vide la luce nel 1908 fu un calibro costruito per armi a chiusura a massa(chiusura labile); cioè per armi di piccola taglia solitamente pistole “semiautomatiche”. Questo calibro ebbe un grande successo soprattutto in Italia, dove fino gli anni 80′ segnava un confine di calibro per arma da difesa domestica; il suo successo fu pari a quello del 7,65 BROWNING tanto che Colt decise di farci un modello dedicato in questo calibro cioè il modello 1903. Invece Beretta produsse il modello 34 appositamente camerato per il 9 corto, in dotazione alle forze dell’ordine per tutto il 900′. Il 380 a.c.p  è ritenuto uno dei calibri migliori per la difesa personale; fu usato anche dall’esercito in varie mitragliatrici, e nelle guerre di droga a Miami nella pistola mitragliatrice MAC11.

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  • Questo fucile prodotto a seguito del invasione cecoslovacca da parte dei tedeschi, dal 1930 al 1938 e siglato secondo il calendario mussulmano cioè 1309 che equivale al nostro 1930. Questo fucile ad otturatore Mauser( girevole scorrevole);la meccanica è eccellente, camerato per il calibro 8x57mm(introdotta nel 1905 come 7,92×57), di questo calibro ne esistono due versioni una è di tipo Rimmless e l’altra rimmed; la sua variante fu prodotta anche in calibro 7x57mm( questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903). Il fucile ha un caricatore a 5 cartucce, un peso di scatto secondo me basso per l’arma che è visto che si aggira sui 2kg, l’espulsore credo sia a leva imperniato sulla testa dell’otturatore; ovviamente la versione rimmed è per fucili basculanti invece quella Rimmless è ottima anche per il sistema mauser che ricordo essere un sistema stabile come può essere un revolver esempio, sta a significare che ha bisogno del intervento del tiratore per concludere l’azione. La cartuccia Rimmless è ottima nei Bolt-action perchè avendo la scanalatura per l’estrattore è più fluida l’estrazione ad ogni colpo sparato.

    LA CARTUCCIA DANESE

    Questa cartuccia fu sviluppata in Danimarca nel 1888, e camerata a sua volta nel fucile M89. La munizione è di tipo rimmed( cioè il diametro del fondello è maggiore di quello del corpo e la scanalatura per l’estrattore è assente); il bossolo presenta un cambio di diametro tra il corpo della cartuccia e il fondello della stessa, quindi è detto a collo di bottiglia, in questo tipo di munizioni la spalla è presente( la spalla in poche parole è l’evidente cambio di diametro tra il colletto e il corpo della cartuccia uniti da un raccordo troncoconico; inoltre nel 8×58 ha un innesco di tipo berdan cioè bifocale, in questo tipo di innesco a differenza del innesco a percussione centrale, la sede viene ricavata dal pieno( quindi anche per questo che fu sostituito; la sua produzione voleva molto più lavoro per presentare il prodotto pronto all’uso). Nel 1900 gli fu apportato una modifica a questa cartuccia, rendendola più appuntita.

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  • La prima cartuccia è basata sul 222 Remington;( e qui un appunto cosi già da collegarmi e spiegare l’altra cartuccia in questione cioè il 222 rimmed, che essendo molto simile al 222 Remington e basata anche lei su questa, ha dei particolari interessanti cioè: essendo appunto rimmed e quindi avendo una base del fondello maggiore a quella del corpo, come può essere un 44 magnum anche lei rimmed; è ottima per fucili con meccanica di tipo martini monocolpo, inoltre se riadattiamo una cartuccia 357 visto che il corpo ha la stessa capienza di polvere, possiamo ottenere un 222rimmed “casalingo”). Tornando alla cartuccia di cui sono partito a parlarne cioè il 204 Ruger; è una munizione a percussione centrale di tipo Belted vedendo il fondello ma non sono sicuro, nasce dalla collaborazione tra due ditte, e non fu la prima ma la seconda perchè da questa collaborazione prima nacque anche il 408 Ruger; ebbe parecchio successo commerciale il 204 Ruger soprattutto qualche anno fa , a livello balistico è gemella al 22-250 della Remington con una cassa molto più capiente di una cartuccia calibro 22; e per la cartuccia che è rispetto alla cartuccia su cui si basa ha un rinculo molto meno accentuato, con una velocità del tutto rispettabile se caricata come solito a 30/40 grani può raggiungere una velocità ben oltre i 1000m/s.

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  • Questa semiautomatica si differenzia dalla celebre C96 per il ponticello del grilletto, che nella C96 è stondato… ma ora vediamo alcune modifiche del modello 1899:

    ALZO: fu modificato rendendolo rimovibile e scorrevole verso l’impugnatura; cosi che con un movimento del dito (contrario) è possibile riportarlo in posizione iniziale;( la sua forma ha subito modifiche con lo scopo di poterlo rendere più facile da inserire e rimuovere).

    PERCUSSORE: nel percussore invece è stata modificata la forma; di modo che rimanga nella sua sede duranti i movimenti avanti e indietro; e non possa uscire dalla sede. Il percussore con questa modifica invece di essere solo appoggiato, è tenuto li con una vite passante che fa presa anche sulla molla, così essendo ben saldi in fase di smontaggio possono essere rimossi contemporaneamente e con più facilità.

    IL SOSTEGNO DEL GRILLETTO: qui in pratica il punto in cui il tiratore esercita una pressione per poter dare il via al processo di sparo, avvicinando taluna al suo asse e quindi rendendo lo scatto più dolce.

    IL CASTELLO: questo è meno squadrato ed anche intuitivo per lo smontaggio, insomma più estetico e funzionale del modello precedente.

    BODEO

    Carlo Bodeo ottenne il primo brevetto per il suo revolver nel 1889; ed in questo progetto Bodeo volle unire idee innovative prendendo spunto da alcuni revolver già in uso. Di base il revolver Bodeo utilizza lo stesso sistema del revolver italiano Glinsenti; questo brevetto che fu il primo riguardava per lo più il sistema di sicura ABADIE ideata dallo stesso Bodeo modificandolo applicandoci una molla a V, questa molla è il risultato del miglioramento dello scatto del revolver CHAMELOT DALVIGNE(ricordo fu il primo revolver adottato dal esercito italiano); la molla era situata nel impugnatura per tenerla ferma quando il braccio spinge contro la superficie del cane, in poche parole il rilascio del grilletto andava on contrasto sia col cane che con la molla a V, interrompendo il collegamento tra il percussore e il sistema di scatto così da non far partire il colpo a sportellino aperto.

    In questo revolver il sistema di espulsione avviene attraverso una bacchetta situata sotto la canna, allineata con la camera del tamburo, e bastava farla scorrere verso l’interno per provocare l’espulsione del bossolo vuoto.

    IL REVOLVER E’ CAMERATO PER LA STESSA MUNIZIONE DEL MODELLO GLINSENTI; CIOE’ IL 10,35X20MM CHE E’ UNA MUNIZIONE A PERCUSSIONE CENTRALE CON INNESCO BOXER, DI TIPO RIMMED(OVVIAMENTE A POLVERE NERA).

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