458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • Questo spaventoso fucile paragonato a un obice per la sua potenza di fuoco; si dice anche che è in grado di far esplodere un elicottero in pochi colpi ma i russi hanno tanta immaginazione anche se data la potenza della cartuccia camerata non siamo molto distanti dalla realtà, però paragonarlo a un obice mi pare comunque eccessivo!!

    Il GM6 è un fucile anti-materiale a lungo rinculo;( cioè la corsa dell’otturatore percorre tutta la lunghezza della cartuccia,( il lungo rinculo fu brevettato da J.M.Browning agli inizi del 1900 per poi essere accolto nel suo fucile AUTO5); camerato per la munizione 12,7x108mm( cartuccia russa molto potente e precisa fino a 1500mt, e credo anche supersonica fino a quella distanza, inoltre è di tipo Belted: Questo tipo di bossolo è nato per risolvere i problemi di alimentazione nei bossoli rimmed e semi-rimmed; anche in questa tipologia la scanalatura è rimarcata e il fondello è rinforzato e l’appoggio in camera è netto che va a rappresentare la misura del Handspace e poi le pressioni essendo elevate il rischio di incollaggio in camera è alto. UN ESEMPIO DI BOSSOLO CINTURATO E’ IL 7MM REMIGTON MAGNUM).

    Inoltre può camerare anche il 12,7x99mm o 50BMG;(Questa è una cartuccia sviluppata da J.M. Browning, verso la fine del 1910 per la mitragliatrice M2; è basata sulla cartuccia 30.06 molto ingrandita; ne furono prodotte 6 tipi tra cui incendiaria, tracciante ecc.. la sua denominazione è 12,7×99 ovviamente severamente vietata ai civili. Il 50BMG è una munizione di tipo rimless; che è supersonica fino a 1800 metri; ha un innesco di tipo primer e un alta capacità di penetrazione con una precisione non proprio eccellente come invece tanti credono. Utilizzata nella seconda guerra mondiale, anche come munizione da contraerei; molto efficace come supporto pesante e utilizzata anche in fucili di precisione come il Barrett M82). solo con il cambio della canna il caricatore può ospitare fino a 5 cartucce, è possibile montare ottiche per via della guida montata sopra linea di tiro.

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  • La rigatura non è altro che un insieme di solchi detti principi tracciati all’interno della canna; di quest’ultimi possiamo avere due tipi: i pieni di rigatura cioè grazie ai dei solchi primitivi abbiamo dei bordi taglienti in grado di incidere il proietto;( una volta impegnato nelle righe il proietto viene intagliato grazie alla pressione iniziale, che ne consente il forzamento); oppure possiamo avere i vuoti di rigatura che non fanno altro che dare risalto ai pieni. Il senso della riga è quello che darà anche il verso di rotazione al proietto; però l’inclinazione che parte dalla culatta può essere in due modi: elicoidale quando è costante per tutta la sua lunghezza, oppure progressiva che nasce con lo scopo di minimizzare le pressioni e tenerle a livelli accettabili grazie all’ inclinazione della riga variabile; comunque si dice progressiva quando la rigatura è crescente verso la volata. Il verso della riga è a scelta del produttore e può essere destrorso o sinistrorso; che dal punto di vista tecnico strutturale è pressoché indifferente, ma visto che in una rigatura sinistrorsa bisognerebbe compensare per via di un errore provocato dalla pressione di scatto; e questo è il motivo cardine per cui si preferisce una rigatura destrorsa. Per quanto riguarda la lavorazione, in particolare i macchinari esiste si un metodo tradizionale che consisteva di ricavare degli intagli singoli nella canna; ma sappiamo che se guardiamo indietro nel tempo negli ultimi 300 anni ci sono stati una moltitudine di esperimenti per migliorare le forme delle rigature poligonali( sono quelle rigature con un solo bordo); a canne cilindriche ovalizzate solo sul andamento a spirale; inoltre in una rigatura poligonale abbiamo angoli meno profondi, infine due metodi più usati oggi: la brocciatura che avviene per mezzo di una broccia in acciaio temprato, dotato di anelli taglienti all’ interno che vanno dal più grande al più piccolo che intagliano la canna in maniera progressiva; un altro metodo è quello della rigatura cosi detta poligonale cioè viene inserito un mandrino all’interno della canna, per poi essere martellata all’ esterno finché il diametro interno non si riduce, infine viene rimosso il mandrino ottenendo una canna rigata; ma il lavoro non finisce qui visto che poi bisognerà rimuovere i segni di martellatura dalla canna.

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  • QUI PRESENTA IL SUO FUCILE B.A.R(BROWNING-AUTOMATIC-RIFLE)

    Browning nacque a Ogden nel 1855, da Jonathan Browning e Elisabeth Clark (fu l’ultimo di 22 fratelli). Già il padre che era il proprietario di un armeria dove ideò i primi fucili a ripetizione i famosi HARMONICA GUN, che poi diventò l’incubo per le popolazioni indigene. Il primo brevetto di John Moses Browning fu messo appunto all’età di 23 anni; cercando di semplificare il sistema di percussione e di sicurezza e ideò il fucile FALLIG-BLOCK. Browning fu famoso per diversi brevetti e per aver messo a punto diverse armi da fuoco; nel corso della sua esistenza Browning collaborò con Winchester per la progettazione di diversi fucili(esempio il modello1884), e fondatore della Browning Arms sistem. La collaborazione si concluse con l’invenzione di un fucile storico che era l’AUTO5; che fu il primo fucile a canna liscia prodotto in massa; fu anche l’inventore di diverse mitragliatrici tra cui il principale sviluppatore della prima mitragliatrice a riciclo di gas il modello M1895; e inventore della meccanica scarrellante, anche la 1911 fu un progetto di Browning che fu adottata dall’ esercito americano per anni e tutt’ora in commercio. Prima della sua morte Browning ebbe la più grande genialata della storia che era il progetto della HI-power ; che era una semiautomatica a singola azione che la fabbrica d’armi belga ne acquistò i brevetti apportandone alcune modifiche e migliorando il progetto. Browning morì nel 1926 per un attacco cardiaco a Liegi il 26 novembre

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  • L’umidità agisce sulla polvere evitandone la combustione ciò avviene maggiormente nelle cartucce a base di nitrocellulosa; invece per munizioni per anima liscia può diminuire l’efficacia della rosata ; in casi estremi la polvere non brucia e non si ha nessuna combustione, quindi nessuna deflagrazione. Come già detto prima le cartucce a base di nitrocellulosa sono quelle più colpite con percentuali più alte (2kg per centimetro quadro); le percentuali variano da cartuccia a cartuccia e da quanto la polvere sia igroscopica.

    QUESTO ERA UN PICCOLO CHIARIMENTO CHE MI ANDAVA DI SCRIVERE PER QUELLO CHE E’ DATO SAPERE COMUNQUE TENERE SEMPRE LE CARTUCCE IN UN LUOGO ASCIUTTO E PULITO.

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    Questa carabina progettata nel 1942, dall’ ingegnere William Godfray; il primo prototipo fu fatto in calibro 22, poi visto il fallimento dopo il terzo tentativo decisero di adottare come calibro il 45A.C.P che mostrava più precisione nel tiro e vista la sua potenza maggiore rispetto il calibro 22; che poi al confronto il 22 ha un calibro effettivo di (15,1×5,7) invece il 45A.C.P è (11,43X23mm).La carabina de lisle, fu la prima arma ad adottare un silenziatore integrale; l’arma è basata sul fucile LEE-ENFIELD MK III convertito in calibro 45 modificando castello e otturatore per poi montagli una versione modificata della mitragliatrice Thompson.

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    L’otturatore lo modificarono accorciando quella del Lee-Enfield; le prime carabine furono prodotte negli stabilimenti Ford. La trasformazione dei fucili Enfield fu affidata alla STERLING-ARMAMENT-WORK; l’arma si alimenta con caricatori modificati della leggendaria pistola COLT M1911, ha un funzionamento di tipo mauser a otturatore girevole scorrevole. La Ford produsse un numero ristretto di esemplari di questa carabina(un centinaio più o meno) che furono affidate ai reparti speciali; di questa carabina esiste pure una versione in 9mm.

    IL PROTOTIPO IN CALIBRO 22 FU DONATO AL MUSEO DI LONDRA, CHE FU ANDATA PERSA E NON FU PIU RITROVATA E ANCHE OGGI RIMANE UN MISTERO.

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  • La cartuccia 8x59mm fu approvata nel 1935 lo stesso anno della mitragliatrice M35 (IN PRATICA UNA RIVISITAZIONE DEL MODELLO 30); fu ricamerata nel calibro 8x59mm però fu necessaria una modifica, cioè togliere la pompa di lubrificazione dei proiettili inoltre furono camerate in questo calibro anche il modello M37 ed M38 anche loro a chiusura metastabile come le precedenti, in pratica il ricupero a gas della mitragliatrice Breda ne conseguiva l’abbassamento di un blocco di chiusura e di conseguenza l’apertura quando le pressioni all’interno di essa avevano raggiunto condizioni di sicurezza; le mitragliatrici Breda sparavano piccole raffiche perchè essendo raffreddate ad aria se fossero state lunghe la canna sarebbe diventata rovente, inoltre per una maggiore dispersione di calore la mitragliatrice adottava una canna pesante.

    ARRIVIAMO ALLA CARTUCCIA: 8x59mm è una cartuccia di tipo rebauted cioè il collarino è inferiore al corpo della cartuccia stessa il quale si riconnette col bordo della cartuccia stessa, che ne determinerà un appoggio in camera netto e rimarcato inoltre fa pure come punto di misura per HEADSPACE( in pratica è la distanza tra la testa del otturatore e il fondello del bossolo); queste cartucce hanno una potenza anche superiore ai 4000JOULE; le prime cartucce in questo calibro erano mono-base cioè il caricamento era costituito dal 95% di nitrocellulosa( queste cartucce hanno bisogno di una percussione molto forte per essere sparata, cosa che non molti fucili sono in grado di fare) come potenza la cartuccia possiamo tranquillamente paragonarla al calibro 7,92x57mm anche lui camerato nei modelli Breda.

    L’ARMA FU USATA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E ADOTTATA DAI PORTOGHESI E NEL MODELLO DOPO AL M38 FU MUNITA DI IMPUGNATURA A PISTOLA; IL PIU’ GRANDE DIFETTO DI QUESTE ARMI ERA CHE SI INCEPPAVANO MOLTO FREQUENTEMENTE.

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  • Queste polveri( anche dette senza fumo); la polvere infume a parità di peso sviluppa molta più energia della polvere nera;( ricordo che la polvere nera è un miscuglio di zolfo, carbone e salnitro). Tornando alla polvere senza fumo potremmo tranquillamente dividerla per categoria; però prima vorrei spiegare ogni singolo componente; come primo abbiamo la nitrocellulosa che non è altro che un estere nitrico della cellulosa anche chiamato fulmicotone per la sua alta infiammabilità. Come ben tutti sanno la polvere è il motore del nostro proiettile, dove parte l’energia necessaria sprigionata dalla combustione, facendo in modo che il proiettile acceleri all’interno della canna, poi tanto di questa energia andrà persa, ma una buona parte servirà a dare energia necessaria per il riarmo.

    Vorrei ricordare che le dimensioni del grano influiscono molto su come avviene la combustione, per questo è anche possibile ottenere differenti risultati con uno stesso prodotto;( i residui che rimangono dopo uno sparo sono quasi per la totalità delle volte gassosi, a differenza della povere nera che lascia residuo organico); come detto prima possiamo dividere tutto in tre categorie:

    MONOBASE

    DOPPIA BASE

    TRIPLA BASE

    La tripla base è esclusivamente per uso militare quindi non mi soffermerò troppo a parlarne. Iniziamo con la base singola; questo composto è formato dal 95% di nitrocellulosa e 5% di nitroglicerina che in questo caso fa solo da mordente inoltre la nitroglicerina viene trattata con acetone e alcool per aumentarne la forza esplosiva;( queste basi tendono a erodere la canna e poi poche armi hanno la forza per accendere tale composto). Arriviamo alla doppia base cioè la più usata nelle nostre armi da fuoco, dove in questo caso la nitroglicerina non svolge solo il compito di fare da mordente, ma ha un ruolo fondamentale.

    I tripla base invece contengono nitroguanidina, che in pratica la miscela è più performante per scopi come ho già detto militari.

    Quando si parla di polveri da sparo, sento molto parlare di balistite, se non sapete cos’è ve lo spiego: è un componente doppia base brevettato da Alfred Nobel, poi visti i difetti misero appunto la cordite; uno dei grossi difetti della balistite era la sua vivacità inoltre molto corrosiva se mischiata con nitroglicerina.

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  • QUESTO FUCILE FU PROGETTATO DALLA FN CON UN SISTEMA CHE LO FA DIVENTARE UN FUCILE DA CECCHINO DALLA NASCITA, PER SPARARE MUNIZIONI CON UNA POTENZA ECCELSA (esempio il 338 Lapua); IL SUO FUNZIONAMENTO E’ DI TIPO STABILE ( CIOE’ CHE HA BISOGNO DEL AUSILIO DEL TIRATORE PER COMPLETARE L’AZIONE) CON OTTURATORE DI TIPO MAUSER CON CANNA FORGIATA A FREDDO IN CROMO MOLIBDENO E ACCIAIO; LE CARTUCCE DEVONO AVERE UNA LUNGHEZZA MASSIMA DI 95MM PER POTER ESSERE CAMERATE.QUESTA ARMA LUNGA E’ IN SERVIZIO IN 14 PAESI IN TUTTO IL MONDO…..

    IL FUCILE HA UN PESO DA SCARICO DI 5.1 KG E UNA LUNGHEZZA TOTALE DI 690MM.

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  • Questa azienda venne fondata nel 1835 da Harris Holland, nel 1835 ed è un marchio molto pregiato nel mondo armiero per via del loro valore artistico, e lavorazioni su bascule e acciarini fatte a mano e ricavate dal pieno con tolleranze strettissime di pochi millesimi. I fucili basculanti in genere possono avere due caratteristiche essenziali; nella prima i congegni di sparo vengono ricavati dal vivo della bascula denominata di tipo ANSON, oppure a cartelle esterne di tipo HOLLAND&HOLLAND a cartelle esterne, per fare un esempio simile al sistema H&H possiamo citare quello di Westey Richard con l’unica differenza che il congegno è fisso e non staccabile; ma entrando nel discorso possiamo dire che nei sistemi H&H viene perfezionato e montato su una cartella molto simile a quella usata negli acciarini solo con la molla in avanti con percussori all’interno della bascula e grani temprati; queste cartelle laterali ovviamente sono incorporate al dispositivo di sicura che agisce in doppia grazie alle stanghette, una sul fulcro del azione di sparo cioè il grilletto e in simultanea con la leva di sicura che con un maggiore spostamento della sua estremità si troverà a diretto contatto col sistema di scatto.

    375HOLLAND&HOLLAND:

    Il 375H&H è un calibro da fucile per la caccia grossa; quando fu introdotto fu caricato su un bastone lungo a cordite, la prima forma inglese senza fumo. Fu anche il primo calibro con nominativo magnum; questo calibro nasce nel 1912 in Inghilterra e fece un rapido successo per la sua versatilità, e anche perché il fucile subiva poco stress a livello meccanico(il 375 H&H per via della sua flangiatura ne facilita l’espulsione del bossolo dopo lo sparo e anche l’estrazione. ANCORA OGGI RIMANE UNA DELLE CARTUCCIE MIGLIORI IN CIRCOLAZIONE.

    IN ALTERNATIVA AL COSTOSO SISTEMA HOLLAND E HOLLAND CE’ IL SISTEMA ANSON DELEEY SPIEGATO QUI(NUOVAMENTE)!!

    Questo sistema fu brevettato nel 1875 da due tecnici di una ditta celebre cioè la Westley Richard; il sistema è relativamente semplice anche perchè basato su un sistema BOXBLOCK a differenza di un sistema SIDERLOCK come può essere quello Holland&Holland che tutta la meccanica è montata su cartelle laterali, inoltre questo sistema ha pure un grande difetto: in pratica le stanghette a V di sicurezza vanno a intercettare il percussore e questo fa si che il colpo parta senza che quest’ultimo venga sollecitato. Ma tornando al sistema ANSON&DEELEY che permette di realizzare fucili solidi e in maniera semplice, questo sistema monta batterie a molla o a lamina ed essendo dietro i piani della bascula quest’ultima può risultare un pò indebolita e questo potrebbe essere un difetto; ma i lati positivi sono molti uno tra tutti è che può essere assemblato anche da piccoli artigiani senza bisogno di grandi macchinari iper-costosi, ma come lo riconosco? beh…semplice se il sistema è a mezze cartelle è per forza questo.

    IL SUO FUNZIONAMENTO: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).

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  • Quest’arma a pietra focaia fu il primo vero revolver come lo conosciamo perché prima c’erano solo pistole a più canne detti anche pipperbox; questa tecnologia fu molto innovativa per i tempi che correvano come del resto anche il funzionamento infatti l’arma presentava un tamburo a sei colpi che si girava a mano(ruotando il tamburo manualmente allineando la camera con l’asse della canna), questa particolarità era in comune per le tre armi che mise appunto Collier; noto anche come Flintlok era in calibro 14 i primi modelli e anche i successivi erano difficili da produrre e costosi, subì modifiche nel tempo come adottare un sistema a percussione a capsula; che poi fu anche la modifica che li fece vendere qualche modello, l’azione dell’arma fu brevettata lo stesso anno in cui fu brevettata, poi dopo un anno cominciò la produzione.

    Samuel Colt possedeva un revolver Collier e fu il revolver per cui prese spunto per cominciare a produrre i suoi, infatti il Colt Paterson ricorda molto quello di Collier.

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