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  • La prima cartuccia fu introdotta dalla Holland & Holland, ideata allargando di un bel pò il colletto della cartuccia 270/230 Morris Long(poi sostituito dal 22LR); è una cartuccia di tipo Rimmed a percussione anulare, uscita in contemporanea con un altra cartuccia che è il 255 JEFFERI; un altra cartuccia da fucili da torre,( che sono fucili di piccolo calibro utilizzati per sparare alla selvaggina appunto dalla torre, un arma lunga di queste anche abbastanza famosa è il fucile MARTIN-GREENER, chiamato così per l’azione che è la stessa del fucile MARTIN- HERRY e una sicura di tipo greener); è il calibro 297/250 ROOK che se tagliato e ridimensionato si può arrivare ad ottenere un 25A.C.P; l’ultima cartuccia obsoleta che voglio nominare è il 300ROOK che anche quest’ultima fu modificata allargandoli il colletto, dando vita a una cartuccia ideata da CHARLES NEWTON nel 1915 cioè il 250 short magnum.

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  • Il revolver è un arma corta della categoria dei basculanti; infatti possiamo tranquillamente definire il funzionamento del revolver stabile; in principio i primi revolver erano trappole infernali ovviamente ad avancarica( sono quelle armi che vengono caricato dal vivo di volata); in questa arma da fuoco abbiamo due funzionamenti: il primo è quello a singola azione, dove dobbiamo sempre agire sul cane per doppiare il colpo; e poi abbiamo la doppia azione dove non serve armare continuamente il cane ma per doppiare il colpo basta solamente premere la leva di scatto una seconda volta( oggi questo sistema è utilizzato per lo più in armi a cane interno; e inoltre solitamente sono dotate solo di sicura al percussore); ma il più diffuso in assoluto è l’azione mista dove puoi agire sia in singola che in doppia azione. Ok però adesso basta tecnicismi prendiamo in esame un revolver per capirci di più: prendendo come spunto il revolver modello 1895 ovviamente di fabbricazione Colt dove il tamburo è collegato al castello per mezzo di un astina ed una cerniera che permette al tamburo di basculare( in questo caso verso sinistra); questa astina ha il compito di fare anche da perno per permettere al tamburo di girare; dove all’estremità posteriore troviamo l’estrattore dotato di una molla che facendo resistenza permette allo stesso di tornare in posizione iniziale, in fine il tamburo è trattenuto nella carcassa del arma da una “chiave” non è altro che un incastro che lo tiene li quando è allineato alla canna, ma non influisce con la rotazione dello stesso… ovviamente il tamburo è dotato di blocchi di sicurezza e questi sono fondamentalmente tre: la prima è una molla inserita nel retro dell’estrattore di solito a stella, la seconda come nel nostro caso dove si blocca nel castello attraverso o un astina oppure la “chiave”; la terza sulla parte terminale del eiettore si blocca all’interno di un pistoncino insieme a un contrappeso sotto la canna( il più delle volte sono sistemi combinati).Però possiamo avere anche fucili con questo sistema, appunto chiamati con sistema a scoppio rotante su in perno; in pratica in questi abbiamo la culatta che funge da elemento separato però incernierata alla canna sul retro apposta per consentire la rotazione del tamburo e il caricamento.

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  • Questa pistola semiautomatica è molto interessante dal lato tecnico e anche dal lato estetico; infatti la Mauser HSC ha un impugnatura molto comoda, un grip buono dato dalle guancette in legno; prima di passare al lato tecnico dell’arma vorrei far notare un particolare, cioè l’unione di ponticello e carrello che parte dal ponticello arrivando fino sotto la volata(ciò che li unisce è un triangolo metallico). Arrivando al lato tecnico l’arma è a cane interno a percussione inerziale, la HSC essendo a massa battente sfrutta proprio l’inerzia dell’otturatore e grazie alla sua massa ed una molla( grazie a lei riporterà il carrello in posizione dopo aver espulso sul lato destro del carrello, in questo caso la cartuccia per poi tornare in posizione iniziale; camerando una nuova cartuccia);il rinculo invece fornisce l’energia necessaria appunto per il riarmo nominato prima. Ora arriviamo al calibro cioè il 7,65x17mm (32A.C.P):Questa cartuccia fu concepita da Browning alla fine dell’1800; per essere camerata nella pistola semiautomatica Belga FN1900; prodotta dalla FN e molto simile a cartucce come il 7,65x17SR Frommer Long, nasce come munizione con innesco Berdan per poi essere sostituito negli anni 80 con quello Boxer. Il 7,65 Browning è di tipo semi-rimmed, come prestazioni è superiore al 22LR e anche meno aggressiva perché il rinculo è molto lieve; quindi ideale per gente con poca manualità con le armi da fuoco; infatti fu un successo commerciale anche in Europa soprattutto per la difesa personale che è reputata ancora oggi ottima.

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  • La verità è che confondersi è facile anche perchè negli esplosivi nel momento della loro detonazione si compongono in due fasi: la prima è la deflagrazione e l’altra è la detonazione; ma non sono sinonimi hanno due significati diversi ma tutto dipende dalla velocità di reazione; in una deflagrazione parliamo di centinaia di metri al secondo, invece in una detonazione è molto più veloce cioè migliaia di metri al secondo; tutto questo può generare un esplosione che non è altro che una razione chimico- fisica, che avviene sostanzialmente in due fasi:

    La prima è la decomposizione degli elementi, e qui abbiamo una considerevole quantità di ossigeno tra le varie molecole; questo ossigeno viene fornito dal suo composto che quando si decompone lo libera.

    La seconda è la combinazione di sostanze comburenti e combustibili e qui l’ossigeno è sempre presente ma in quantità minore, per via dell’azoto che ha una scarsa affinità, ma indispensabile perchè ha un massimo grado di ossidazione.

    In fine vorrei fare un appunto, come già detto gli esplosivi vengono catalogati ma una cosa che vedo spesso, è usare come sinonimi ESPLODENTE ED ESPLOSIVI perchè di fatto non lo sono! Gli esplodenti hanno un livello di micidialità relativamente bassa, un esempio può essere la povere nera che è libera vendita, però cè un particolare quest’ultimo può essere micidiale se unito con altri componenti fino a dar vita ad un miscuglio però è un altro discorso…………….

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  • Questo termine deriva dal tedesco ed il significato è fucile a gancio, questo nome venne dato perchè il fucile presentava una sporgenza a forma di gancio sulla parte inferiore della volata. Quest’arma ad anima liscia era tutto al di fuori che precisa, il caricamento ad avancarica cioè dal vivo di volata era abbastanza scomodo; il primo sistema fu adottato al inizio del XV secolo il suo funzionamento tramite una miccia a lenta combustione intrisa di salnitro funzionava più o meno cosi: la culatta era una sorta di scodellino che comunicava con la canna grazie il focone, caricata la munizione( che poi munizione non era ma una sorta di cartoccio), veniva messa la povere nello scodellino, la miccia era tenuta dal tiratore e accesa al momento di fare fuoco, lo svantaggio di queste trappole perchè questo sono! era che il tiratore non poteva prendere la mira inoltre la palla rimbalzando sulle pareti della canna era completamente priva di precisione, infatti si preferiva l’arco che non solo era più preciso ma aveva una gittata molto superiore cioè 200mt a paragone dei 50 dell’ archibugio. Il calibro di queste armi primitive era di 15-18mm e le dimensioni, almeno quelle standard del esercito inglese erano che l’arma doveva avere una lunghezza totale di 90cm e una canna di 75cm.

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  • Negli anni 30 fu adottata in polonia per l’esercito polacco un arma da fianco, nata per rimpiazzare la CZ24 che era troppo leggera per l’utilizzo a cavallo. La random WZ 35 fu la risposta per una nuova semiautomatica ad azione singola per l’esercito che sfruttava un sistema Browning (ideata basandosi sulla Browning HP), aveva un funzionamento a corto rinculo ed era camerata per il 9mm parà che la pistola poteva tranquillamente gestire, l’unica richiesta di modifica al modello iniziale cioè il modello 31 era sui bordi del carrello troppo spigolosi e pericolosi per il tiratore stesso, fu pure richiesta una leva abbatti cane e un aggancio per il calciolo in legno. Quest’arma a parere mio è una brutta copia di una BROWNIG GP 35 incrociata a una M1911 se non fosse per l’impugnatura più larga. La pistola venne totalmente rimpiazzata nel 1945 dalla TT-33 e da allora questa semiautomatica non venne più adottata in nessun esercito.

    M1911

    La colt 1911 fu la prima pistola in 45ACP utilizzata dal esercito americano . Prima di adottarla nel 1911, ci fu un test per mandare in pensione le vecchie rivoltelle in 38 in dotazione al esercito; le sperimentazioni furono condotte con vari modelli (C96 mauser,M1894 Steyr e dalla colt 1900). Si decise che il 9mm non era sufficientemente potente e non aveva sufficiente potere d arresto quindi non era da prendere in considerazione , si optò quindi per un proiettile che doveva essere almeno 45 centesimi di pollice . Dopo una lunga conclusione di arrivò a conclusione che il progetto di J.M.Browning fu il migliore , il suo progetto prodotto da colt sparò 6000 colpi senza nessun inconveniente, ci furono diverse modifiche e diverse fabbriche ottennero la licenza di fabbricazione di colt 1911 tra il 1917 .Nel 1930 insieme a colt ne produssero 700000 esemplari, quelle per il mercato civile avevano il numero preceduto dalla lettera C invece quelle per il mercato militare  avevano impresso sul carrello la scritta “unite state propety”. la commissione umanitaria attesto che la colt 1911 doveva essere la pistola del esercito infatti durante la guerra ebbe un ruolo decisamente importante e ne furono fatte diverse  versioni tra cui esempio il modello 1927 la versione argentina. Verso la fine degli anni 60′ presero un considerazione la proposta di adottare una pistola con un calibro minore del 45 , fu fatta la versione della 1911 in 9×19 con il nome COLT 1969 general office per sostituire la sua sorella in 45 ACP e tutti i revolver in 38 special. Quindi nel 1981 si diede inizio a ulteriori prove le armi presentate dovevano avere le seguenti descrizioni: KG 1,2 peso massimo, 102mm lunghezza minima della canna , lunghezza totale massima 221mm,capacita’ minima del caricatore 10 colpi. Parteciparono molte case di armi ma i risultati migliori furono di beretta ma per problemi politici decisero di rimandare alla decisione; ma poi finalmente nel 1983 ci fu un altra competizione tra le due case migliori cioè  SIG-SAUER e BERETTA e dopo un altra pausa per decidere finalmente il vincitore il 14 gennaio del 1985 l America adottò la Beretta 92 SB-f  che poi venne soprannominata M9.

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  • Questo sistema fu brevettato nel 1875 da due tecnici di una ditta celebre cioè la Westley Richard; il sistema è relativamente semplice anche perchè basato su un sistema BOXBLOCK a differenza di un sistema SIDERLOCK come può essere quello Holland&Holland che tutta la meccanica è montata su cartelle laterali, inoltre questo sistema ha pure un grande difetto: in pratica le stanghette a V di sicurezza vanno a intercettare il percussore e questo fa si che il colpo parta senza che quest’ultimo venga sollecitato. Ma tornando al sistema ANSON&DEELEY che permette di realizzare fucili solidi e in maniera semplice, questo sistema monta batterie a molla o a lamina ed essendo dietro i piani della bascula quest’ultima può risultare un pò indebolita e questo potrebbe essere un difetto; ma i lati positivi sono molti uno tra tutti è che può essere assemblato anche da piccoli artigiani senza bisogno di grandi macchinari iper-costosi, ma come lo riconosco? beh…semplice se il sistema è a mezze cartelle è per forza questo.

    IL SUO FUNZIONAMENTO: partendo dal cane che è di tipo Hammless(il percussore in questo caso è solidale sia col cane che con le stanghette a cui sono montate due molle, montate sui lati della bascula a lato dei tenoni che poi andranno a chiudere); cioè senza cane, nell’ arma è mantenuto da un perno al quale gira( ovviamente la bascula costituisce il suo asse di rotazione); ciascuno dei grilletti è imperniato sulla parte anteriore( la leva di armamento anche lei trattenuta da un perno che attraversa la bascula per tutta la sua larghezza); quello che da la spinta è una molla fatta a V da cui la parte superiore contro la bascula e quella inferiore c’è il dente che disimpegna il cane al momento opportuno(insomma lavora un pò come un disconnettore in una qualunque semiautomatica).

    PS: I produttori per una questione di semplicità produttiva usano batterie corte azionate da una molla, o più molle di forma a spirale situate sopra il ponticello del grilletto.

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  • Questo revolver nasce come soluzione ai problemi del modello Walker; il revolver è a percussione camerato per il calibro 44, con tamburo a sei camere. Fu prodotto in diverse varianti che possono essere distinte dalla forma del paramano del grilletto; esempio nella terza variante è più arrotondato a differenza delle precedenti due, che hanno un forma più spigolosa; alcune parti di questo revolver per esempio lo scatto furono prodotti dal azienda londinese ( sempre casa Colt) ma di Hanford; in particolare per la terza variante.

    Un anno dall’ uscita del modello standard fu introdotto il modello rimpicciolito soprannominato BABY DRAGOON……. Nel 1851 Colt decise di aprire anche in Inghilterra grazie al successo ottenuto con i modelli di revolver.

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  • Una semiautomatica si potrebbe dire di importanza storica, e in grado di differenziarsi da tutte le altre semiautomatiche del tempo appunto per il sistema di funzionamento; che in un certo senso rese grande anche un altro brand che è quello di beretta; infatti il sistema a blocchetto oscillante fu ereditato da Walther per essere usato da Beretta per la prima volta nei modelli 51 e 52. Tornando alla P38 fu sviluppata prettamente per esigenze militari con lo scopo di dare un degno successore, alla semiautomatica già in uso che era la Luger p.08; la sostanziale differenza con le semiautomatiche di quel tempo era appunto il sistema di funzionamento stabile a blocchetto oscillante; che permette che la canna avendo una lavorazione molto pensata per il suo funzionamento che appunto l’arma dispone; nella parte inferiore ha due tenoni che agiscono insieme a un blocchetto oscillante, che essendo fulcrato al tenone anteriore, permette a questo blocchetto di avere un vincolo col carrello, questo fa si che è libera di rinculare insieme al otturatore per un breve tratto, per poi arrestarsi mandando in sblocco il carrello, che continua la sua corsa fino a tornare in posizione iniziale. La sicura è manuale posta sul lato sinistro del carrello; agisce mandando in blocco il percussore impedendoli di muoversi, contemporaneamente agisce sul sistema di scatto determinando l’arretramento del grilletto, con il susseguirsi del abbattimento del cane; ovviamente non avviene perchè è bloccato, però se togliamo la sicura l’arma sarà subito pronta al fuoco, sia in doppia che in singola azione.

    NEL TEMPO QUESTO SISTEMA DI FUNZIONAMENTO FU PERFEZIONATO DA BERETTA E USATO NELLA 92 FS, PER CITARE UN ALTRO ESEMPIO.

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