458SOCOM.ORG entomologia a 360°

  • SISTEMA INERZIALE BENELLI: Il sistema inerziale è un sistema messo appunto nel 1960 e progettato dal progettista bolognese Bruno Civolani, al fine di assicurare un funzionamento più rapido, grazie all’energia cinetica del rinculo che avviene in modo indiretto, scaricando sulla molla che si comprime del tutto; una volta sparato il colpo la molla si estende svincolando la testina permettendo il moto retrogrado, l’espulsione del bossolo e l’introduzione di una nuova cartuccia per poi tornare in posizione iniziale. Con l’introduzione di questo sistema Benelli aveva acquistato un posto fondamentale per l’evoluzione per quanto riguarda il semiautomatico; il primo fucile ad adottare il sistema Benelli fu il modello 121 introdotto mi pare negli anni 70. Oggi Benelli riesce a combinare il sistema inerziale a quello a pompa dando spazio ad un più vasto munizionamento(anche non convenzionale)c’è anche da dire che se dobbiamo fare un confronto tra il sistema a presa a gas e quello di Benelli credo che quello a presa a gas sia molto meno rapido e con un uso frequente va pulito molto di più, invece quello di Benelli garantisce la massima funzionalità non si sporca e il rinculo è molto più dolce, rispetto alla secca di quello a gas.

    SISTEMA A BLOCCHETTO OSCILLANTE: Questo sistema di tipo stabile geometrico ideato nei primi anni del 1800 e già presente sulla Mauser C96; a differenza del sistema stabile include un terzo elemento che è appunto il blocchetto collocato tra canna e carrello con l’utilità di renderli solidali in chiusura; questo blocchetto in pratica ha la funzione di liberare il carrello quando è in posizione abbassata. Questo sistema fu largamente usato prima nella Walther P38 poi ripreso da Beretta nel modello 51 e 52 e anche in altri modelli tra cui uno molto conosciuto che è il 92.

    SISTEMA A PRESA A GAS: Il principio di questo sistema fu ideato da Marxim, che presentò un arma a canna singola in grado di sparare con azione a corto rinculo ideato per armi automatiche, in grado di camerare la cartuccia, espellerla e in fine camerarne una nuova; tutto ciò a velocita elevata. Il sistema a presa a gas funziona in questo modo: i gas vengono convogliati all’interno della canna nella prima fase di sparo, ed espandendosi fanno si che il porta-otturatore indietreggi( questa può essere definita come la seconda fase del rinculo cioè l’effetto razzo all’uscita della volata);con l’indietreggiare del porta otturatore sblocca anche l’otturatore stesso, espellendo il bossolo vuoto e camerando una nuova cartuccia, e grazie alla molla di ricupero il carrello tornerà in posizione iniziale.

    SISTEMA PETTER: Questo sistema ideato dal progettista che ideò la pistola semiautomatica 1935A; il sistema di chiusura Petter è un alternativa molto simile a quello ideato da Browning la versione modificata(Browning modificato differisce dalla precedente per l’assenza della bielletta sotto la canna invece in questo caso abbiamo una piastrina a camme che ha sede nella parte inferiore della canna);la canna e il carrello sono vincolati da un perno(questo se rimosso permette lo smontaggio dell’arma); questo perno è alla base di una leva otturatore e quando la canna si disimpegna grazie a un gioco di piani inclinati interagisce col fusto e il carrello dell’arma.

    SISTEMA FALLING BLOCK: Questo sistema trovò il suo sviluppo concreto nel 1860, in pratica da il via a un sistema che costituisce il prolungamento del ponticello del grilletto; l’obbiettivo era di portare allo sviluppo un arma che potesse rispondere a pieno alle risposte di mercato. Il sistema Spencer, che troviamo sulla figura 2 era praticamente la base per poi procedere con la sua evoluzione tali studi portarono, al fucile Henry brevettato sempre nel 1860; che non era altro che un sistema Volcanic ma avanzato; in pratica era basato su un arco a tre cerniere, questa caratteristica fu poi utilizzata per armi automatiche. Il sistema di Henry fu poi migliorato anche da Winchester, che brevettò il suo caricamento con chiusura a molla; nel fucile modello 1866. La soluzione definitiva la ebbe Browning che col suo brevetto nel 1884, che si differenziava da gli altri per una azione pulita e precisa e anche per la facilità di utilizzo. Browning perfezionò un sistema basato sul blocco cadente, per azionare questo sistema bisogna procedere con l’azione di una leva sotto il corpo dell’arma in avanti questo viaggia in maniera verticale verso il basso; la chiusura è determinata da un robusto chiavistello esse scorre dentro due solchi posti sulla camera di culatta , che una volta che viene spinto verso l’alto ferma la leva di comando che a sua volta porta in chiusura l’otturatore contrastando i gas prodotti dallo sparo.

    SISTEMA DI TIPO STEYER: LA CANNA E CARRELLO SONO SOLIDALI FINO ALLO SVINCOLO DOVUTO ALLA ROTAZIONE DELLA CANNA CHE CONTINUA FINO A CHE L’ARMA RITORNA IN POSIZIONE GRAZIE ALLA MOLLA DI RICUPERO; DIVERSAMENTE DA ALTRI SISTEMI QUESTO E’ A INTAGLIO ESAGONALE E IL BLOCCO OTTURATORE RIMANE SOPRA NEL MODELLO BERETTA E L’ARRETRAMENTO CAUSA LO SVINCOLO DELLA CANNA TRAMITE ROTAZIONE.

    +
  • Questa cartuccia oggi usata in campo venatorio caricata con polvere da 110 a 175 grani, in passato aveva prestazioni balistiche eccezionali, tanto da far diventare obsoleto quasi subito il 30-40 KRAG-JORGENSEN. Quando la spagna adottò questo performante calibro l’America aveva appena adottato il 30-40 KRAG-JORGENSEN, tanto da subire notevoli perdite durante la guerra ISPANO-AMERICANA; gli Americani dopo la guerra finita nel 1898 decisero di creare una nuova cartuccia e nacque il 30-03 e subito dopo l’evoluzione nel 30-06 camerato nel famoso fucile Springfield 1903. Il 7x57mm MAUSER, deriva dal 8×57(che poi il 8×57 è anche la cartuccia del fucile 1888). La nuova cartuccia 7×57 a innesco Berdan, rimase in servizio fino al 1945.

    Il 308Winchester fu camerato per le prima volta in fucili come il modello 100 sempre di casa Winchester; la sua buona resa e versatilità la resa molto popolare sia in America che in Italia. Questa cartuccia che nacque con la sigla militare 7,62X51MM O 7,62NATO;fu progettata nel 1952 per migliorare il cameramento e l’estrazione in fucili ad otturatore Mauser, in fase di progettazione presero spunto da una cartuccia sperimentale, nominata T65 che era molto simile al 300 Savage; a differenza che il 308Winchester aveva una forma allungata di tipo rimmed con una balistica molto simile al 30-06(7,62x63mm).

    WINCHESTER rispose subito con una nuova munizione, con base di partenza del bossolo 458 WINCHESTER modificandone l’angolo di spalla; era nato il 300win. Questa cartuccia è stata introdotta nel 1963 nella carabina modello 70″THE RIFLEMAN’S RIFLE” . Questo calibro con palla da 180 grani raggiunge facilmente i 950 m/s erogando una potenza di 3800J;un difetto di questa cartuccia che genera un forte rinculo, circa il 28% superiore del 30-06. Il 300 WIN è una cartuccia molto versatile e usata insieme al 308 per il tiro a lunga distanza, ed è anche il calibro più diffuso ed equilibrato in commercio.

    Questa cartuccia, nasce nel 1888 a polvere nera ma poi modificata a polvere infume; con palla spilzer nel 1910. Questa configurazione permetteva più velocità(superiore ai 700m/s) confronto a quella a polvere nera che ne faceva un po’ più di 600m/s; il 303 British ha un collarino flangiato con un energia cinetica alla bocca di 309 kg e una pressione massima vicina ai 2700 bar, e con un innesco boxer e fu la prima cartuccia inglese con palla blindata; nata per lo più per impiego militare.

    Questo calibro di tipo rimless, nasce come variante del 45-70; ed in un certo senso è pure la versione moderna fu progettato nel 2000, ottenuto modificando il colletto fino all’introduzione di un proiettile con un diametro di 11,63cm( questa cartuccia deriva dal 458 Winchester, ma indirettamente si può dire che derivi pure dallo sfortunato calibro Remington da 8mm), balisticamente invece è praticamente uguale al 45-70, ed anche come corpo della cartuccia sono molto simili ma purtroppo non sono intercambiabili. La cartuccia è reperibile ma date le sue caratteristiche rispecchia più uno standard SAAMI piuttosto che CIP; visto che le sue pressioni si aggirano sui 3000BAR; il suo difetto è che essendo una cartuccia abbastanza potente anche se camerata in fucile a otturatore Mauser il rinculo è molto aggressivo, inoltre è abbastanza versatile come cartuccia ed adeguato a distanze moderate( non troppo lunghe sui 160mt): insomma può benissimo essere definita una via di mezzo tra un 45-70 e un 458Winchester.

    Questi due calibri nascono più o meno insieme di cui il 400CORBON è una cartuccia di tipo rimmless creata su base del 45ACP; per imitare le prestazioni del potentissimo calibro 10mm( di cui la brien ten fu la prima semiautomatica a camerarlo),l’altro invece è un calibro di tipo JHP cioè con palla semi blindata a punta forata; ma commercializzata come punta cava( ma anche il 400corbon lo è solo che il 440 è di tipo rebated e non rimmless). Il 440corbon fu progettata nel 1997 e prodotta un anno dopo, è molto simile come conformazione al 357SIG; ha una forma a collo di bottiglia e velocità che vanno dai 442m/s caricata a 125 grani di cui sviluppa un energia di 88 kilogrammi/ metro per poi arrivare a cariche più sostenute con velocità superiori a 500m/s. Queste cartucce non sono assolutamente adatte ai neofiti per la loro grande potenza che se non si è un attimo accorti si rischia la poca controllabilità dell’arma; appunto per il rinculo non proprio delicato.

    8X63 BOFOS: Questa cartuccia a percussione centrale; progettata alla fine del 1920, che in pratica ha la stessa lunghezza di un 30-06 ma con un diametro maggiore e il bordo fresato e molta più energia all’ apice della cartuccia, e con bossolo più lungo della precedente di 2 mm con carica maggiore e palla camiciata, aveva una velocità alla bocca di 760m/s con una potenza di 4100 joule. Adottata dalla Svezia nel 1932 e in servizio fino al 1975 era utilizzata per ri-camerare le mitragliatrici ancora camerate nel calibro 7,62×51; fu utilizzata anche dai tedeschi nel 1939 e prodotta pure una versione in acciaio.

    UN RIASSUNTO DI TANTI CALIBRI TRATTATI.

    +
  • L’innesco è quella capsula posta di solito al centro del fondello nella sua sede, chiamata appunto sede di innesco( oggi la maggior parte di questi composti da miscele di stinfinato di piombo, solfuro di antimonio e nitrato di bario); tramite urto meccanico grazie al percussione si da il via al processo di sparo, infatti l’innesco è posizionato proprio sopra il foro di vampa che è in pratica il passaggio della fiamma durante la detonazione, e in successione darà il via a una deflazione dove la polvere brucia. La catena innescante è in pratica una successione di reazioni, che ha inizio con l’iniziatore che da il via alla reazione, ma non è sufficiente per il motivo che per innescare un soluzione monobasica cioè composta dal 95% di nitrocellulosa pochissime armi hanno la forza; quindi viene aggiunto un sensibilizzante così che la percussione non deve avere una forza esagerata; però non è ancora sufficiente perchè il dardo di fiamma non è abbastanza intenso per bruciare la polvere contenuta nel corpo della cartuccia, per risolvere viene aggiunto un combustibile che da si intensità alla fiamma però non abbiamo ancora una temperatura elevata per dare il via alla reazione; la soluzione è senza dubbio un ossidante che ha la funzione di aumentare la temperatura ( ovviamente aggiunto in percentuale che dipende dai componenti); poi abbiamo un legante che rende compatta la miscela e dei coloranti per un impatto visivo.

    Questa detonazione innescata dalla percussione può raggiungere temperature che arrivano anche a 2000gradi, che servono a vaporizzare, questi vapori dopo lo sparo queste particelle di forma sferica( di solito composte da piombo bario e antimonio; che sono in pratica quelle che in un analisi balistica vengono considerate indicative); si attaccano ai vestiti per rilevarli in balistica forense vengono usati degli appositi kit formati da tamponi, microscopi elettronici, e altri utensili necessari alle ricerche di residui di sparo.

    +
  • Al momento dello sparo vengono generante pressioni molto elevate al momento dello sparo, nella prima parte cioè quando inizia la combustione data dal violento urto del percussore contro l’innesco; dando inizio ad una vera e propria combustione, l’innesco percosso genera una fiamma che passa dal foro di vampa e la velocità di combustione è importantissima quasi fondamentale in un contesto di composizione chimica equilibrata, l’espansione si propaga e la velocità aumenta fino che il proietto non esce dalla camera; questa propagazione continua trasmettono energia sotto forma di velocità; ( la forma del grano determinerà molto in quanto a combustione, ricordando che il grano brucia all’interno della cartuccia dall’ interno verso l’esterno). Inoltre queste pressioni possono essere influenzate da dei fattori di balistica interna cioè: il diametro della canna anche comunemente detto calibro; che nel anima rigata non è altro che lo spazio tra i pieni di rigatura, la massa del proiettile e aggiungerei anche la forma visto che i proiettili boat tail sono molto veloci; ma visto che parliamo di polvere moderna vorrei analizzare alcuni punti che sono: il calore di esplosione che in pratica è l’energia termica rilasciata dalla combustione; l’energia chimica che abbiamo a disposizione all’interno della cartuccia cioè la massa del propellente per il suo calore, e poi il volume specifico, però torniamo al influenza della balistica interna con la densità di caricamento che è normata dal CIP, che va a braccetto con la densità assoluta della polvere che nel caso è lenta viene anche chiamata progressiva, usata in armi lunghe; invece se veloce è chiamata vivace e si usa per il caricamento di armi corte.

    +
  • Viene definito revolver quell’arma corta multicamera, che grazie alla rotazione del tamburo( da qui il nome revolver cioè rivoltarsi; è un termine che deriva dall’ latino, in pratica il tamburo gira fino a quando la camera dello stesso non è allineata perfettamente con la canna). Un uomo che fece la storia con questo tipo di arma corta è Samuel Colt che unendo le caratteristiche di una pipperbox ad un famoso revolver francese ottenne il suo primo brevetto nel 1836; inoltre Colt fu il padre anche di un altro revolver che è il modello 1877(QUESTO MODELLO IN FASE DI PROGETTAZIONE FU UN CASINO PERCHE’ CONTINUAVA A DARE PROBLEMI CON MOLLA E PERCUSSORE CHE SI GUASTAVANO), questo modello a doppia azione fu progettato da uno dei progettisti del leggendario modello 1873 SINGLE ACTION ARMY e prodotto in tre varianti di cui due di produzione COLT che sono: IL 38CF(38 LONG COLT); IL 41CF(41 LONG COLT); ed in fine in 32 LONG COLT. IN FINE TORNANDO ALL’ARMA CHE AVEVA UNA CAPIENZA DI 6 COLPI(IL TAMBURO); LA MAGGIOR PARTE DEI REVOLVER PRODOTTI AVEVANO IL CONTRASSEGNO DEL MARCHIO ” A.C.P” QUESTA SIGLA STA A SIGNIFICARE AUTOMATIC-COLT-PISTOLS.

    Quest’arma è in pratica una linea di pistole prodotte dal 1983 al 1996; e camerate per il 380 ACP ( esiste una versione aggiornata e rivisitata in polimero che è la XSP, quella nella foto per intenderci.) In apparenza può sembrare una 1911 e lo è a colpo d’occhio ma con un telaio più corto, rispetto ai modelli Governament; anche il percussore è simile a quello di una 1911, ma adattato a questa pocket gun’s che poi ha spopolato proprio per questa caratteristica cioè il peso e le dimensioni ridotte.Questa semiautomatica è disponibile in acciaio brunito e acciaio inox, ha una canna da 2,75, ottiche e mire fisse, dotata di sicura manuale e al percussore, la pressione media del grilletto è di 2kg e 131 grammi di circa 4.7 libbre, la presa dell’arma è salda grazie a grip delle guancette; tutti i pulsanti sono facilmente accessibili e la precisione è eccelsa.

    +
  • Denominati anche COMPOUND i proiettili camiciati sono quelle munizioni che hanno una camiciatura solitamente in rame o acciaio che riveste il nucleo, e nello stesso tempo fissata allo stesso; questa pratica è indispensabile e anche strettamente necessaria per evitare impiombamenti alla canna e spiacevoli soprese durante il THROAD cioè quando la palla è totalmente all’interno della rigatura. Vorrei far presente che in un arma lunga quale fucile; le pressioni all’interno della camera dopo che il percussore ha urtato violentemente contro l’innesco e quindi la polvere inizia a bruciare sono elevatissime e la fase di sparo è una fase apparentemente istantanea ma molto complessa sotto il lato tecnico; anche perchè noi vediamo solo il risultato finale cioè quando il proiettile lascia la volata e si dirige verso il bersaglio. Vorrei fare un appunto: quando si parla di un arma da fuoco si parla di una macchina termodinamica infatti nello sparo la fase di espansione di gas data dalla trasformazione termodinamica della massa gassosa che si espande per effetto della pressione rimante dando cosi la partenza del colpo, e quindi l’uscita dalla volata, e noi come reazione avremo il riarmo dell’arma col arretramento del carrello(questo fenomeno è chiamato anche rinculo cioè il movimento retrogrado del arma al momento dello sparo); ma anche nel rinculo il discorso non cambia perchè abbiamo due fasi: una è quella spiegata prima cioè l’espansione dei gas e l’altra è l’effetto razzo all’uscita dalla volata. Ma torniamo alle munizioni facendo un esempio: in una palla blindata abbiamo una copertura o camiciatura, un nucleo con una percentuale di tungsteno per la durezza inoltre possiamo avere diverse leghe di rame che dipendono dalla destinazione d’uso( esempio se per uso militare sarà acciaio biplaccato), anche i nuclei posso avere diverse conformazioni e qui potrei citarne uno che è quello a piombo nudo che hanno una percentuale di antimonio molto basso. Questo munizionamento è impiegato solitamente in armi a canna rigata quindi come già detto con pressioni all’interno della canna superiore ai 1500 bar, questi bossoli vengono ricavati grazie a lavorazioni come trafilatura e tranciatura con dei dischi in una banda di ottone con uno spessore in base al tipo di fondello; poi essendo una munizione ad innesco centrale avremo una sede di innesco e un foro di vampa( che non è altro che il passaggio che ha il dardo di fuoco generato dalla percussione dell’innesco).

    +
  • Un congegno di puntamento è quel oggetto o più oggetti che consentono al tiratore il puntamento; in modo da definire una traiettoria con l’obbiettivo di farla passare per il punto mirato così da avere un centro perfetto; ora definiamo che: il puntamento è diretto quindi se noi abbiamo tacca e mirino dobbiamo allineare la pupilla all’asse della canna facendo in modo di avere lo sguardo ben allineato con il mirino posto sulla volata dell’arma; però la traiettoria non essendo mai dritta abbiamo un punto di abbassamento dato dalla curva, si avrà un prolungamento dato dalla canna al secondo bersaglio; quindi la canna dovrà congiungersi rispetto al bersaglio….questa linea è chiamata linea di sito cioè la conoscenza approssimativa della distanza col bersaglio prescelto che ovviamente sarà variabile, ma il puntamento dovrà risultare diretto al bersaglio. Poi possiamo avere le ottiche, che è un sistema molto più semplice di tacca e mirino, che non è altro che un tubo con all’ interno delle lenti che ingrandiscono il bersaglio, dando più certezze al tiratore di colpirlo( queste lenti vengono colpite dalla luce e concentrati in un piano focale di cui il primo tenderà a mettere l’immagine sotto sopra, poi ci sarà quello dimezzo che la capovolgerà dalla parte giusta, poi infine un terzo che ingrandirà il tutto mettendo la stessa frontalmente all’occhio del tiratore); prima ho parlato di traiettoria ora vi spiego bene di cosa si tratta: Il discorso della traiettoria è molto legato ad una parte essenziale d’arma che è la canna, infatti se la traiettoria passa per il punto mirato il puntamento sarà esatto, ma tornando alla traiettoria che è poi una curva che tecnicamente viene chiamata parabola; che è data dalla velocità iniziale e dalla accelerazione di gravità, se noi parliamo di proiettili li possiamo definire dei corpi in moto secondo una traiettoria accelerata; le leggi di questo moto sono fondamentalmente due cioè il moto rettilineo uniforme e moto rettilineo accelerato invece parlando di traiettoria abbiamo altre due distinzioni che sono: il punto originario dell’asse della bocca di fuoco che viene definita come origine della traiettoria, poi abbiamo la traiettoria ordinata perché riferita alla volata dell’arma. Tornando alla canna possiamo dire che il proietto quando esce sotto la linea di mira arrivando al punto di azzeramento che sono i classici 100m(infatti l’ottica viene quasi sempre azzerata a cento metri detto anche punto 0).

    APPROFONDIMENTO: inoltre la traiettoria può essere rigida come per esempio mortai o altre armi di artiglieria, ma se parliamo di armi da fuoco portatili sarà tesa nel senso che la curva sarà meno rimarcata. Quando il proiettile è in aria subisce una resistenza o per meglio dire la stessa fa quasi da freno; questo fenomeno è dato anche dalla cosi detta resistenza aerodinamica, ma il fattore principale è la sua velocità e per i tiri a lunga distanza abbiamo altri due ostacoli che sono la densità dell’aria è il clima.

    +
  • Questa mitragliatrice fu realizzata dalla FN con l’acronimo MAG(MITRALLEUSE D’APPUI GENERAL); molto simile alla BAR come funzionamento ma leggermente modificato per quanto riguarda l’otturatore che rispetto alla BAR va in chiusura sulla parte inferiore dell’otturatore e inoltre ha uno scatto semplificato; il suo funzionamento è metastabile a presa a gas, e anche l’impostazione di tiro è molto standard ricorda forse quella della mitragliatrice Americana M60 con il calcio in legno e impugnatura a pistola; un altro particolare interessante è che può ospitare qualsiasi munizione in conformazione alla munizione 7,62x57mm Mauser…….

    +
  • In un arma da fuoco che non sia catalogata come arma da guerra perché nelle armi da guerra ogni singola parte è essenziale; ma tornando a noi di solito nelle armi abbiamo delle parti essenziali che senza quelle l’arma è inutilizzabile tra questi componenti è presente il sistema di scatto che comprende il grilletto, molle e leve un disconnettore( che permette all’arma di sparare in modalità semiautomatica disconnettendo il cane dal sistema di scatto facendo si che il tiratore deve ripremere il grilletto per il colpo successivo); il grilletto che anche lui fa parte dello scatto o tecnicamente chiamato leva di scatto è la partenza di un susseguirsi di azioni meccaniche che hanno come fine l’uscita del proietto dalla volata.

    Parlando sempre del grilletto determina anche un altra azione che si può divedere in tre fasi:

    -AZIONE SINGOLA: il tiratore ogni volta sparato un colpo deve riarmare il cane per sparare il successivo. Questa è usata anche oggi e agevola molto l’arma sia nel fattore di tiro che è molto più pulito sia nel azione meccanica che è meno sotto stress

    -AZIONE DOPPIA: il tiratore in questo caso potrà sparare colpi in successione senza dover sempre riarmare il cane, il suo unico difetto se cosi lo vogliamo chiamare è uno stress meccanico abbastanza rilevante per l’arma stessa.

    -AZIONE MISTA: come nel caso del revolver il tiratore potrà scegliere se sparare in doppia o in singola azione. oggi i revolver come le semiautomatiche sono quasi tutte ad azione mista.

    +