ANZIO 20MM VULCAN

Questo fucile antimateriale impressionante; ma non tanto per il fucile che ricorda un po’ il Barrett ma è solo un ricordo, perché la munizione camerata dall’Anzio è circa 4 volte superiore ad un 12,7×99 (50BMG); e in confronto a un 600NE che è un calibro molto potente con un energia cinetica superiore ai 12000JOULE, ecco anche il 600NE è aria fresca.

Infatti il fucile in questione adotta la munizione 20mm Vulcan(che è la stessa munizione del cannone M61 Vulcan a sei canne rotanti); le sue prestazioni sono allucinati con un energia cinetica superiore ai 60.000Joule una portata di più di 4000m; ovviamente il fucile è a otturatore di tipo Mauser cioè girevole scorrevole, il suo sistema è di tipo stabile può montare sia freno di bocca che silenziatore in volata ed è dotato di slitta piccatinny per montarci ottica.

IL FUCILE IN QUESTIONE DATA LA CARTUCCIA NON E’ PROGETTATO PER BERSAGLI UMANI MA PER VEICOLI O AEREI; L’ARMA VENNE PROGETTATA E COMMERCIALIZZATA DALLA ANZIO IRON WORKS.

barret mrad(multi-role-adaptive-design)

Questo fucile di precisione fu progettato da Chris Barrett per soddisfare i requisiti SOCOM; basandosi su un altro modello cioè il 98B, andando a sostituire il vecchio fucile PGM338.

Il fucile è dotato di canna intercambiabile e facilmente convertibile in 8 calibri diversi tra cui il 308WIN e il 300WINCHESTER MAGNUM, la parte superiore dell’arma cioè il ricevitore è in alluminio monolitico serie7000, sull’asse della canna possiamo vedere(IN FOTO) la slitta piccatiny serie M1903, il punto d’appoggio è regolabile, l’impugnatura classica a pistola tipo AR15; il caricatore può ospitare dalle 5 alle 10 cartucce, il peso non è eccesivo vedendo la mole del fucile si aggira sui 6kg e mezzo, è molto preciso fino a 1500m e ottimo per tiratori destri.

Ovviamente il fucile adotta un sistema stabile(girevole scorrevole di tipo mauser), in Italia è catalogata come arma sportiva e si può trovare sul sito di Bignami a un prezzo di circa 10.000 euro.

BARRET M82

L’azienda BARRET MANUFACTURING di cui Ronnie Barret è titolare e progettista di questo fucile, che fu prodotto pezzo per pezzo dalla azienda stessa con l’idea di costruire un fucile anti-materiale (progettato per distruggere apparecchi nemici a lunga distanza); prima di entrare in produzione il titolare fece un annuncio su fucile news; la produzione iniziò nel 82 con un piccolo lotto di fucili quasi subito venduti poi aumentò sempre di più fino ad essere adottato e utilizzato in 60 paesi tra cui l’esercito italiano. L’M82 è un fucile semiautomatico a lunga gittata, in calibro 12,7×99 ovvero il 50BMG(Browning-machine-gun); composto da due parti quella superiore e quella inferiore in lamiera stampata; la canna è dotata di freno di bocca che riduce notevolmente il rinculo(circa il 68%) la sicurezza è manuale ad altezza del pollice, ha un tiro utile di più di 2000 metri, caricatore a 10 colpi; con un peso a caricatore pieno di 13,7kg.

CARABINA REC7

La carabina REC7 è una nuova carabina basata sulla famiglia del M4, questa carabina è la seconda prodotta dalla Barret in calibro 6.8SPC(6.8×43) dopo la carabina M486. Questa munizione di nuova generazione ha una potenza intermedia, fra il 5,56×45 e il 7,62×51;questo calibro è uguale come lunghezza al 223 REMIGTON. L’arma adotta un funzionamento a presa diretta a gas che poi e lo stesso del M486; il problema della presa diretta a gas, è che  i quali, vengono spillati direttamente dalla canna ad alta temperatura insieme ai detriti di combustione della polvere, e inviati direttamente verso L’otturatore per consentire il ciclo di fuoco.vf

La carabina REC7 era in grado di equipaggiare la canna della serie AR15( M16,M4 ECC) la baionetta, come la M9; ha una capienza di caricatore che va dai 10 ai 30 colpi.cdr

 

IVER JOHNSON

Questo fucile anti materiale prodotto dalla Johnson Arms negli anni 80; derivato dal RAP 500( c’è da dire anche ,che quando la ditta andò in bancarotta vendette il modello 500 come AMAC1500, e le parti e i macchinari andarono all’asta). Fu progettato da una squadra di ingeneri capitanati da D. HASKINS; i due fucili sono molto simili l’uno con l’altro si differiscono dalla canna, dal freno di bocca e dal sostegno 3 piedi. Prima che Johnson acquistò l’azienda era della RAI; poi nel 1980 margherita ne modificò leggermente il progetto.

Questo modello aprì la strada per altri modelli tipo il Barrett; il fucile è fatto in polimero e acciaio, ha una lunghezza di 73,7cm è in calibro 50bmg ha un azione di tipo mauser a otturatore girevole scorrevole e fu acquistato dai militari in un numero molto limitato di 25 fucili nel 1983.

CORONA DI FORZAMENTO

LA CORONA DI FORZAMENTO E’ IN PRATICA UNA FASCIA DI METALLO MALNEABILE PRESENTE DI SOLITO NEI PROIETTILI DI ARTIGLIERIA.

Questa fascia del diametro un pelo superiore a quello del calibro dell’arma stesso tenderà a deformarsi all’ingresso della rigatura della canna( il lavoro della corona di forzamento è in pratica un aiuto alla rigatura ad imprimere il moto rotatorio così da avere una maggiore stabilità del proietto stesso; inoltre al di sopra della corona di forzamento possiamo trovare la corona di centraggio uguale al diametro della canna che funge come invito per permettere a quest’ultimo di passare al throad.

QUESTA CORONA DI FORZAMENTO OVVIAMENTE E’ POSTA VERSO IL FONDELLO DELLA CARTUCCIA DOVE LO SPESSORE DELLE PARETI E’ SUPERIORE.

Nelle armi di grosso calibro d’artiglieria la corona di forzamento è in acciaio in quanto un materiale come il rame non reggerebbe a tali sollecitazioni( IN QUEST’ULTIMI IL COEFFICIENTE AREODINAMICO E’ SUPERIORE).

400/440CORBON

Questi due calibri nascono più o meno insieme di cui il 400CORBON è una cartuccia di tipo rimmless creata su base del 45ACP; per imitare le prestazioni del potentissimo calibro 10mm( di cui la brien ten fu la prima semiautomatica a camerarlo),l’altro invece è un calibro di tipo JHP cioè con palla semi blindata a punta forata; ma commercializzata come punta cava( ma anche il 400corbon lo è solo che il 440 è di tipo rebated e non rimmless).

Il 440corbon fu progettata nel 1997 e prodotta un anno dopo, è molto simile come conformazione al 357SIG; ha una forma a collo di bottiglia e velocità che vanno dai 442m/s caricata a 125 grani di cui sviluppa un energia di 88 kilogrammi/ metro per poi arrivare a cariche più sostenute con velocità superiori a 500m/s.

Queste cartucce non sono assolutamente adatte ai neofiti per la loro grande potenza che se non si è un attimo accorti si rischia la poca controllabilità dell’arma; appunto per il rinculo non proprio delicato.

IL 440CORBON PUO’ ESSERE CAMERATO IN QUALSIASI ARMA IN CALIBRO 50AE PURCHE’ L’ARMA SIA ADATTATA PER FARLO.

COME VENIVA PRODOTTA LA POLVERE NERA?

Partendo col dire che la povere nera è un materiale igroscopico e catalogato come deflagrante; i passaggi da fare per produrre polvere nera sono fondamentalmente 3 che sono: TRITURAZIONE,MESCOLAMENTO,COMPRESSIONE, i suoi componenti cioè SALNITRO che in sostanza è nitrato di potassio(KNO3), ricavato dal nitrato di sodio naturale ed essendo un ossidante fornisce ossigeno al composto; poi abbiamo lo ZOLFO che già veniva usato per la preparazione di polveri da sparo nel sedicesimo secolo prima di Cristo; poi in fine abbiamo il carbone questo ingrediente determina l’azione deflagrante( se è poco la reazione sarà più accesa); inoltre per avere una parità granulometrica si possono usare diversi legni tra cui la quercia che ha un ossidoriduzione molto complessa e una combustione lenta.

I METODI PER LA FABBRICAZIONE DELLA POLVERE NERA SONO DIVERSI IO NE CITERO’ 2 QUELLI CHE A ME HANNO COLPITO DI PIU’

Il metodo delle botti a strettoio fatto con prodotti già essiccati e in precedenza macinati molto fini, vengono mescolati dentro a questa botte da due sfere che girano(di bronzo) con una circonferenza di 25/30mm; insomma per essere chiari immaginate il funzionamento di una planetaria molto simile a mio parere. Il secondo di cui vi parlerò è il metodo dei pestelli che in pratica è il più semplice, infatti si ottiene solo con l’utilizzo di un mortaio manuale, però ha un grande lato negativo ciè che le polveri sono poco dense e per nulla omogenee.

LA SCIMITARRA

la scimitarra deriva dalla sciabola usata nelle parate anche oggi.

Questa arma bianca ha origine in Asia occidentale, viene impugnata con una sola mano, la lama con una curvatura molto pronunciata e affilata anche se solo per un piccolo pezzo anche sul dorso; è molto solida è resistente essendo in acciaio e carbonio in percentuale elevata il suo utilizzo è molto appropriato per essere sguainata a cavallo e il taglio è netto e preciso.

ORA TRE ESEMPI DI SCIMITARRE USATE IN DIVERSI PAESI:

TURCA: i turchi iniziarono a usare la scimitarra nel XIV; la forma della loro scimitarra ricorda molto un arma bianca usata in Cina in quel periodo

PERSIA: quella persiana deriva da quella turca e prende il nome credo persiano, di SHAMSHIR che in italiano significa SPADA

ARABA: questa araba nasce dritta, per poi andare a riprendere la forma di quella turca prese la forma della classica scimitarra.

PROIETTILI SOFT-POINT

Queste munizioni sono dette anche a punta morbida, per via del bossolo nudo nella parte apicale; questa caratteristica ne favorisce l’affungamento ma sfavorisce la resistenza aereodinamica( che descrive esattamente il comportamento in volo per mezzo di vari fattori es. il peso, il volume o la forma della punta); invece il coefficiente balistico è maggiore(il CB in pratica è la misura di un proietto di superare la resistenza in volo), per quanto riguarda l’espansione è molto rimarcata e viene ottenuta indebolendo la camiciatura verso la parte apicale(come nel nostro caso); oppure aumentando la durezza del codolo(come nel caso dei BOAT-TAIL); è molto usato in abito caccia(appunto sviluppati per questo), proprio per la sua capacità di cessione do energia all’impatto offrendo un colpo pulito senza ulteriori sofferenze alla preda.