Monthly Archives: settembre 2020

COLT WALKER

Questo revolver fu realizzato su base della Colt Patterson; fatto in collaborazione col capitano Samuel Hamilton Walker per la progettazione che avvenne nel 1846; (il capitano Hamilton Walker fu ucciso un anno dopo la collaborazione con Colt).

Il Colt Walker era un revolver a polvere nera molto potente, era caricato col 44 sferico; il tamburo aveva 6 camere con il difetto di bloccarsi durante la rotazione, un altro problema che l’arma si inceppava frequentemente per via della leva troppo debole e non riusciva a spingere la palla fino in fondo la camera; quest’arma poteva essere maneggiata solo da utenti esperti per via della manutenzione e il caricamento molto complessi, e se non fatti a puntino l’arma tendeva a rompersi o addirittura esplodere. L’arma aveva una lunghezza di 400millimetri, un peso di circa 200 grammi con una sicurezza a mezza monta.

Di queste pistole solo 1100 furono realizzate con pezzi originali, perché difficili da trovare e molto costosi(nel 1995 ne fu venduto un esemplare a più di 140 mila dollari)

Martini-Henry MK I-IV

Questo fucile fu ideato da due progettisti, uno era un armaiolo svizzero nato in Argentina l’altro invece aveva una fabbrica d’armi ad Edimburgo; l’arma nacque per sostituire il vecchio fucile Snider(che non era altro che un Patter1853 riadattato); quest’arma fu anche un simbolo dell’era Vittoriana.

Il fucile è a retrocarica a colpo singolo, il suo sistema a blocco pivotante non era altro che un derivato di quello del sistema Snider infatti Von Martini uno dei progettisti apportò modifiche in fase di progettazione migliorando la culatta che va in apertura grazie a una leva posta dietro il ponticello del grilletto un altra modifica fu apportata al percussore; l’arma era camerata per il 577 Boxer( che fu sviluppata nel 1868 del colonnello Boxer riducendo le dimensioni del 577 Snider); fu adottato dalla British Army nel 1871.

IL MODELLO 3 S&W

Questo revolver prodotto da Smith&Wesson originariamente nato per camerare la cartuccia 44S&W poi successivamente camerato anche in 44Henry(11x23mm); il nominativo di questa cartuccia prende il nome dal fucile a cui fu camerata cioè il fucile Henry fu brevettata nel ottobre del 1860. Ma tornando al revolver modello 3 che fu messo in produzione sia in America che nel arsenale di TULA; il modello russo non fu di grande successo(almeno in Russia) anche se al progetto ci lavorano numerosi armaioli; al revolver li furono apportate anche delle modifiche nel corso della storia che prevedevano l’abbandono della vecchia azione con un sistema rotante a pistoncino; l’arma in questione fu ampiamente copiata da quello che ho potuto capire io ne esiste un modello (ne esisterà più di ma il conosco questo che è quasi identico); prodotto dalla Merwin&Hulber in calibro 44-40WCF nel 1875; un anno dopo l’inizio di produzione del modello russo che fu prodotto fino al 1878; quello che rimase più in produzione è quello americano che durò fino al 1915.

IL REVOLVER NEL IMMAGINE OVVIAMENTE NASCE SENZA IL PONTICELLO DEL GRILLETTO; IL TAMBURO PUO’ OSPITARE FINO A 6 CARTUCCE, L’ARMA SPARA AD AZIONE SINGOLA E IL SUO PESO SI AGGIRA INTORNO AL CHILO E MEZZO.

CENTRO AL PRIMO COLPO?

NON ESISTE UNA VERA E PROPIA PROCEDURA PER ESSERE CERTI DI COLPIRE UN BERSAGLIO SEMPRE AL PRIMO COLPO; L’UNICA VERA SOLUZIONE E’ L’ALLENAMENTO COSTANTE PERO’ CI SONO UN PAIO DI CONSIGLI UTILI PER FACILITARE IL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBBIETTIVO:

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di prendere una ottima dimestichezza con la vostra arma, a tal punto che non deve più essere un oggetto ma in caso di arma lunga un prolungamento del vostro braccio.

il secondo è la accurata scelta del calibro, perché può sembrare una stupidata ma un neofita che non ha mai sparato con calibri troppo aggressivi potrebbe spaventarsi mettendo in pericolo la sua incolumità e quella altrui in caso della partenza di un colpo accidentale.

il terzo è di non essere troppo sicuri di sé anche se vi allenate da tanto bisogna sempre avere un bricciolo di timore dell’arma che si brandeggia perché la troppa sicurezza può portare ad eventi poco piacevoli.

QUESTE SONO SOLO MIE RIFLESSIONI PERSONALI….

FN MAG

Questa mitragliatrice in cui MAG sta per MITRALLEUSE- D’APPUI- GENERAL; fu progettata da Ernesto Vervier negli anni 50 per poi essere completata nel 1957 e adottata dal esercito Belga un anno dopo. Quest’arma prese varie denominazioni(GPMG,MG240,L7A2); ed è disponibile in 3 versioni cioè 60/20-60/30-60/40 prodotta per oltre 50 anni e utilizzata in 70 paesi di cui 25 come arma standard; funziona solo in modalità automatica e per consentire il fuoco continuo è possibile il cambio rapido della canna, l’arma pesa 7,5kg e con l’aggiunta di treppiede arriva a un peso di 10,5kg; la mitragliatrice è lunga complessivamente 1260mm e la canna solo lei ne misura 54cm. La FN MAG adotta il calibro 7,62×51 le munizioni vengono introdotte nella parte superiore dell’arma da una cinghia, che può essere da 50 fino a 250 colpi con una cadenza ciclica di 650 al minuto; nei vecchi modelli il calcio e l’impugnatura a pistola erano in legno ed ora sono in materiali composti; è dotata di slitta piccatinny MIL-STD 1913 con la possibilità di montarci un ottica.

L’arma in questione è stata valutata come la mitragliatrice migliore al mondo e ne furono prodotte più di 200 mila.

fucile Giffard

Quest’arma fu brevettata da Paul Giffard intorno al 1850 il brevetto iniziale prevedeva un sistema ad anidride carbonica compressa contenuta in un cilindro d’acciaio, inoltre il brevetto del produttore afferma che questo sistema oltre che essere avvitato nel sotto-canna la bomboletta contenente il gas; il cuore del sistema a gas era parte integrante dell’otturatore tra l’altro sotto la volata dell’arma si può notare una levetta che ruotandola in senso orario si può accedere alla ricarica del gas. Questa idea di Giffard che diede il via alle armi ad aria compressa, infatti considerato il padre dell’aria compressa di cui il primo impiego risale al XIX secolo quando furono prodotte dalla azienda francese D’ARMES-ET-CYCLES in 3 calibri 4,5/6/8; ma l’idea in se pur essendo buona l’arma risultava un po’ scarsa come potenza; infatti poi il progettista mise appunto un tipo di serbatoio per il gas pressurizzato che permetteva di avere più aria compressa a disposizione(cosi andando ad aumentare i colpi che potevano essere sparati arrivando fino a 60 prima di esaurire il gas a disposizione), oltre a questo Giffard apportò un altra modifica che era tipo un contatore o misuratore per tenere d’occhio il gas rimante.

FN-SAFN49

Questo fucile progettato da DIEUDONNE’ J. SAIVE (1888-1973); all’inizio il fucile fu progettato intorno alla cartuccia 7,92×57 ma solo momentaneamente; la parte meccanica del fucile iniziò dopo la progettazione della Browning Hi-Power, dopo svariati test sia in Francia con il calibro 7,5×54 MAS e in Svezia per altri 5 test; nel 1939 il fucile era praticamente pronto con caricatore da 5 colpi, poi modificato per avere un caricatore da 20 colpi.

Nel 1949 fu messo in produzione col il nome di SAFN49(il fucile avendo un ricevitore modificato era praticamente illegale a meno che non fosse registrato come mitragliatrice prima del 1986); quest’arma nasce con sistema Mauser cioè con otturatore girevole scorrevole per poi essere sostituito con un sistema metastabile a presa a gas perché ritenuto obsoleto; può montare baionetta che era in 2 versioni: da 9 pollici e da 15 pollici.

Il SAFN-49 ha una lunghezza totale di 1100mm, una canna da 590mm senza baionetta il fucile pesa 4.5kg, facile da pulire; oggi sono stati tutti ritirati dal servizio attivo.

FUCILE E PISTOLA MANCEAUX 1862

Sia il fucile che la pistola furono prodotti dalla MAC manifacture d’armes de Chatelleraut e testati dall’esercito francese fino al 1864, anche il calibro è lo stesso cioè 12mm come il sistema d’otturatore girevole, avevano tutte due un livello tecnico eccellente per quei tempi infatti i due grandi innovatori in campo armiero di quei tempi erano Chasseport con un sistema più pratico e quindi facile la costruzione in serie infatti vinse; poi c’era Manceaux che a livello tecnico era imprendibile sia a livello balistico, e poi la vita dell’arma era più longeva perché si incrostava meno sia la canna che il sistema otturatore però le tolleranze per la costruzione erano molto strette e difficili da rispettare se in serie, quindi Manceaux fu respinto all’inizio della guerra, il novembre del 1867.

(LA PISTOLA FU PRODOTTA IN 12 COPIE NEL CALIBRO 12MM, OGGI E’ MOLTO DIFFICILE DA TROVARE IL SUO PREZZO SI AGGIRA INTORNO AI 9000 EURO).

GEWEHR 41

Questo fucile della Germania nazista, famoso per essere quello con un rateo di fuoco molto alto per essere un fucile semiautomatico aveva la particolarità di poter essere usato sia come fucile Bolt-Action a otturatore girevole scorrevole, che come fucile semiautomatico grazie al caricatore fisso caricato mediante stripper clips; ci furono un po’ di versioni test di cui quella Mauser che fu bocciata quasi subito; ad essere adottata invece fu la versione prodotta da Walther col tempo migliorata per offrire un funzionamento più semplice ma purtroppo l’arma era troppo complessa da produrre e ben poco affidabile rimanendo in servizio solo 4 anni.

LA COMBUSTIONE

La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione).

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