Martini-Henry MK I-IV

Questo fucile fu ideato da due progettisti, uno era un armaiolo svizzero nato in Argentina l’altro invece aveva una fabbrica d’armi ad Edimburgo; l’arma nacque per sostituire il vecchio fucile Snider(che non era altro che un Patter1853 riadattato); quest’arma fu anche un simbolo dell’era Vittoriana.

Il fucile è a retrocarica a colpo singolo, il suo sistema a blocco pivotante non era altro che un derivato di quello del sistema Snider infatti Von Martini uno dei progettisti apportò modifiche in fase di progettazione migliorando la culatta che va in apertura grazie a una leva posta dietro il ponticello del grilletto un altra modifica fu apportata al percussore; l’arma era camerata per il 577 Boxer( che fu sviluppata nel 1868 del colonnello Boxer riducendo le dimensioni del 577 Snider); fu adottato dalla British Army nel 1871.

IL MODELLO 3 S&W

Questo revolver prodotto da Smith&Wesson originariamente nato per camerare la cartuccia 44S&W poi successivamente camerato anche in 44Henry(11x23mm); il nominativo di questa cartuccia prende il nome dal fucile a cui fu camerata cioè il fucile Henry fu brevettata nel ottobre del 1860. Ma tornando al revolver modello 3 che fu messo in produzione sia in America che nel arsenale di TULA; il modello russo non fu di grande successo(almeno in Russia) anche se al progetto ci lavorano numerosi armaioli; al revolver li furono apportate anche delle modifiche nel corso della storia che prevedevano l’abbandono della vecchia azione con un sistema rotante a pistoncino; l’arma in questione fu ampiamente copiata da quello che ho potuto capire io ne esiste un modello (ne esisterà più di ma il conosco questo che è quasi identico); prodotto dalla Merwin&Hulber in calibro 44-40WCF nel 1875; un anno dopo l’inizio di produzione del modello russo che fu prodotto fino al 1878; quello che rimase più in produzione è quello americano che durò fino al 1915.

IL REVOLVER NEL IMMAGINE OVVIAMENTE NASCE SENZA IL PONTICELLO DEL GRILLETTO; IL TAMBURO PUO’ OSPITARE FINO A 6 CARTUCCE, L’ARMA SPARA AD AZIONE SINGOLA E IL SUO PESO SI AGGIRA INTORNO AL CHILO E MEZZO.

CENTRO AL PRIMO COLPO?

NON ESISTE UNA VERA E PROPIA PROCEDURA PER ESSERE CERTI DI COLPIRE UN BERSAGLIO SEMPRE AL PRIMO COLPO; L’UNICA VERA SOLUZIONE E’ L’ALLENAMENTO COSTANTE PERO’ CI SONO UN PAIO DI CONSIGLI UTILI PER FACILITARE IL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBBIETTIVO:

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di prendere una ottima dimestichezza con la vostra arma, a tal punto che non deve più essere un oggetto ma in caso di arma lunga un prolungamento del vostro braccio.

il secondo è la accurata scelta del calibro, perché può sembrare una stupidata ma un neofita che non ha mai sparato con calibri troppo aggressivi potrebbe spaventarsi mettendo in pericolo la sua incolumità e quella altrui in caso della partenza di un colpo accidentale.

il terzo è di non essere troppo sicuri di sé anche se vi allenate da tanto bisogna sempre avere un bricciolo di timore dell’arma che si brandeggia perché la troppa sicurezza può portare ad eventi poco piacevoli.

QUESTE SONO SOLO MIE RIFLESSIONI PERSONALI….

fucile Giffard

Quest’arma fu brevettata da Paul Giffard intorno al 1850 il brevetto iniziale prevedeva un sistema ad anidride carbonica compressa contenuta in un cilindro d’acciaio, inoltre il brevetto del produttore afferma che questo sistema oltre che essere avvitato nel sotto-canna la bomboletta contenente il gas; il cuore del sistema a gas era parte integrante dell’otturatore tra l’altro sotto la volata dell’arma si può notare una levetta che ruotandola in senso orario si può accedere alla ricarica del gas. Questa idea di Giffard che diede il via alle armi ad aria compressa, infatti considerato il padre dell’aria compressa di cui il primo impiego risale al XIX secolo quando furono prodotte dalla azienda francese D’ARMES-ET-CYCLES in 3 calibri 4,5/6/8; ma l’idea in se pur essendo buona l’arma risultava un po’ scarsa come potenza; infatti poi il progettista mise appunto un tipo di serbatoio per il gas pressurizzato che permetteva di avere più aria compressa a disposizione(cosi andando ad aumentare i colpi che potevano essere sparati arrivando fino a 60 prima di esaurire il gas a disposizione), oltre a questo Giffard apportò un altra modifica che era tipo un contatore o misuratore per tenere d’occhio il gas rimante.

GEWEHR 41

Questo fucile della Germania nazista, famoso per essere quello con un rateo di fuoco molto alto per essere un fucile semiautomatico aveva la particolarità di poter essere usato sia come fucile Bolt-Action a otturatore girevole scorrevole, che come fucile semiautomatico grazie al caricatore fisso caricato mediante stripper clips; ci furono un po’ di versioni test di cui quella Mauser che fu bocciata quasi subito; ad essere adottata invece fu la versione prodotta da Walther col tempo migliorata per offrire un funzionamento più semplice ma purtroppo l’arma era troppo complessa da produrre e ben poco affidabile rimanendo in servizio solo 4 anni.

LA COMBUSTIONE

La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione).

calibro 4,6x30mm

Questa cartuccia nacque in risposta al calibro del fucile P90 cioè il 5.7x28mm; la munizione è progettata per minimizzare al massimo il peso palla e il rinculo, con una penetrazione maggiore e a differenza del 5,7x28mm usura meno la canna il suo bossolo è in ottone con palla cilindrico ogivale oppure con palla monolitica in acciaio, in genere viene caricata con dosi da 20/50grani.

Questa munizione di tipo rimmless doveva essere camerata nella pistola semiautomatica UCP della Henckler&Koch ma l’arma non uscì mai dalla fase di prototipo.

UN PROTOTIPO INTERESSANTE!

Questo calibro sviluppato per il fucile d’assalto sperimentale H&K36, fu progettata da GUNTHER VOSS lo stesso progettista del calibro 7,92x40mm l’idea in fase di progettazione era di ridurre totalmente il rinculo e di avere una cartuccia con una forza penetrante pari al 7,62×51; per poter raggiungere l’obbiettivo il progettista aggiunse una particolarità cioè la parte apicale della munizione sembrava essere tagliata a fetta di salame, dandogli la forma a cucchiaio credendo di aumentare la letalità scaricando totalmente l’energia cinetica sul bersaglio al momento dell’impatto, ma purtroppo cosi non fu perché la munizione tendeva a perdere stabilità oltre i 300m.

H&K G 36

Questo fucile d’assalto che andò a sostituire il vecchio fucile G3; fu progettato negli anni ’90 e in servizio fino al 1997, internamente molto simile al ARMALITE AR-18 e caricatore che ricorda molto quello del SIG-550; fatto in 8 varianti (il calcio e le parti essenziali d’arma furono li stessi per tutte le versioni), adotta la funzione HOLD-OPEN quindi l’otturatore rimane aperto dopo che è stato esploso l’ultimo colpo; la canna è flottante (che non ha nessun attacco meccanico per tutta la sua lunghezza);con una rigatura a 6 principi destrorsi. Il fucile adotta un funzionamento a presa a gas con otturatore rotante(quindi metastabile); il selettore di tiro è in 3 posizioni S=sicura; E=semiautomatico; F=automatico. La parte esterna è fatta per lo più in polimero ha una lunghezza di 39,3 pollici ed un peso di 3,63kg; il caricatore è da 30 colpi e può montare lanciagranate HK AG36 da 40MM.

Il G36 aveva anche un grosso difetto che era il surriscaldamento; causato da un malfunzionamento che veniva in risalto, quando si faceva un uso prolungato dell’arma in modalità automatica; e bastavano 2 caricatori per risaltare il problema; che faceva calare vertiginosamente le prestazioni dell’arma al di sotto del 50%; però i veri problemi di questo fucile vennero alla luce solo nel 2010.

IL FUCILE FU ESPORTATO IN 40 PAESI IN TUTTO IL MONDO.

AN-94

Questo fucile d’assalto progettato da Gennadiy Inikonov con lo scopo di andare a sostituire l’AK74; fu progettato dal 1980 al 1994 ed entrò in produzione nel 1996. Il fucile camera la nuova munizione che sostituì il 7,62x39mm la munizione storica del fucile AK47; parliamo del 5,45×39 anche lei ottima con una velocità alla bocca di 899m/s. L’ AN-94 è un fucile molto innovativo infatti il suo funzionamento permette una rapidissima successione nel caricamento delle 2 cartucce in modalità raffica, inoltre un suo grande pregio è quello di riuscire a ritardare il rinculo fino a che il proietto non lascia la volata, come già accento il fucile ha un funzionamento di tipo metastabile a otturatore rotante azionato a gas; le mire sono metalliche in stile AK, il caricatore può ospitare fino 30 cartucce; ed un altra particolarità di quest’arma è il rompifiamma che riesce a ridurre anche se di poco il rilevamento e il rumore di sparo.

Nel fucile è possibile montare sia accessori che baionetta e lanciagranate.