Monthly Archives: agosto 2020

MG34

MG34-MG42

Fu la prima mitragliatrice prodotta dalla mauser dal 1935 al 1945, era in calibro 7,92x57MAUSER con funzionamento a sfruttamento diretto del rinculo(il congegno di scatto era simile al MG13); con otturatore rotante era alimentata con cassetta da 200 colpi con caricatori da 50 colpi; nella versione alleggerita veniva usato un tamburo chiamato GORTTROMMEL34. L’arma era compatta con una lunghezza di 122cm e un peso di circa 12kg. MG34 aveva dei pregi ma anche qualche difetto: il difetto sostanziale era l’eccessivo costo di fabbricazione e la scarsa tolleranza nella lavorazione e poi era molto complicata; infatti studiarono un alternativa che era l’mg42, un altro difetto era il nastro di trascinamento che era debole e presentava delle deformazioni.

ORA PASSIAMO HAI PREGI:

Il successo di questa mitragliatrice fu immediato e fu messa subito in produzione, ne fu sviluppato un concetto tattico chiamato “mitragliatrice universale”; e fu la prima mitragliatrice multiruolo prodotta in massa. Le caratteristiche balistiche del MG34 erano eccezionali; aveva un elevata celerità di tiro soprattutto efficace contro i velivoli a bassa quota; aveva anche un efficace raffreddamento ad aria mediante un manicotto forato che avvolgeva la canna disperdendo calore(nella versione sui corazzati il manicotto era più robusto). Come ultimo pregio ma non poco importante era l’impugnatura a pistola che la rendeva una via di mezzo tra una pistola mitragliatrice e un arma pesante.  

BROWN BESS

Il fucile Land Pattern, soprannominato BROWN BESS molto probabilmente per il colore marrone; fu una delle armi più importanti mai realizzata che accompagnò i soldati in battaglia per 100anni, anche se il fucile era pesante e impreciso vista l’assenza di rigatura il colpo sparato andava un po’ dove voleva ed inoltre per caricare l’arma occorrevano quasi 20 movimenti; e anche il calibro non era proprio a favore del tiratore tanto che venne ridimensionato per l’eccessiva incrostazione della canna.

Il suo sistema a pietra focaia(o anche detto selce che poi è la pietra) è fonte di un grande studio messo appunto da un francese, che prendendo spunto da vari funzionamenti dell’epoca riuscì a crearne uno migliore.

Il Brown Bess era in calibro 75. per usare quest’arma ci voleva molta dimestichezza; anche perché il colpo andava a segno pochissime volte e per avere un totale di colpi sparati, dovevi essere esperto nel farlo( di solito erano circa 4 al minuto con una portata di 100m; ma secondo me molto meno). L’arma venne modificata nel tempo e migliorata come il caso di Patrick Ferguson che nel 1770 usò 100 dei suoi fucili sperimentali per metterli a disposizione dai soldati durante la guerra di indipendenza Americana.

PANZERFAUST

Questa arma monocolpo basata sul principio della contromassa, era un tubo dotato di sistema di scatto e uno di puntamento il suo rinculo era pari a zero; sparava granate a carica cava dotate di alette per facilitare l’inserimento nel tubo di lancio la sua portata era di circa 100m con una resa molto buona contro i carri armati. Il panzerfast fu usato principalmente dai tedeschi nella seconda guerra mondiale; la sua evoluzione sempre monocolpo chiamata tre rimase in servizio fino gli anni 90.

40 SMITH&WESSON

QUESTO CALIBRO IDEATO DA BOB KLUNK E PROGETTATO DA SMITH&WESSON CON LA COLLABORAZIONE DI WINCHESTER ERA UNA VIA DI MEZZO TRA UN 9X19 ED UN 45ACP ANCHE SE PIU’ LENTO DEL 9X19.

IL 40 S&W O 10X22 DERIVA DAL 10MMAUTO FU PROGETTATO CON L’IDEA DI CREARE UN CALIBRO CHE NON FOSSE COSI AGGRESSIVO COME IL 10MM AUTO MA ALLO STESSO TEMPO CON PRESTAZIONI E POTERE D’ARRESTO MOLTO RISPETTABILI; QUINDI DECISERO DI RIDURRE LO SPAZIO DI CARICA DEL 10MM; LASCIANDO IL FONDELLO INVARIATO NACQUE COSI’ IL 40S&W, FU INTRODOTTO PER LA PRIMA VOLTA E CAMERATO NELLA SEMIAUTOMATICA MODELLO 4006, SEMPRE DI CASA SMITH&WESSON CHE E’ UN ARMA TOTALMENTE IN ACCIAIO CON FUNZIONAMENTO SIA IN DOPPIA CHE SINGOLA AZIONE.

IL 40S&W FU LO SPUNTO PER ARRIVARE A UN ALTRO GRANDE CALIBRO PROGETTATO DA ELMER KIT PROPRIO RESTRINGENDO IL COLLETTO E COSI DANDO ALLA LUCE IL 357MAGNUM VERSO LA META’ DEGLI ANNI 50′.

LE PRESSIONI ALLO SPARO DEL 40S&W SONO DI CIRCA 2412BAR CON UNA VELOCITA’ ALLA BOCCA DI 365M/S.

UNA CURIOSA CARTUCCIA NON CONVENZIONALE

LE CARTUCCE IDRA-SHOCK SONO MUZIONI ESPANSIVE A VELOCITA’ NON TROPPO SOSTENUTA, FURONO PRODOTTE DALLA FEDERAL E RILASCIATE NEL 1988 ALL’ FBI CHE NE FU MOLTO SODDISFATTA INFATTI LA NOMINO’ LA MUNIZIONE CON MIGLIORE BALISTICA TERMINALE.

QUESTA MUNIZIONE INFATTI HA UN ESPANSIONE MOLTO ACCENTUATA, MA E’ ALTRETTANTO VERO CHE QUESTA ESPANSIONE NON E’ SEMPRE ECCELLENTE( E PER QUESTO ALCUNI GURU LA VALUTANO INAFFIDABILE); ANCHE SE NELLE PROVE IN GELATINA BALISTICA CALIBRATA AL 10% RISULTA ESPANDERSI MOLTO RAPIDAMENTE CON UN AFFUNGAMENTO OTTIMALE.

QUESTA MUNIZIONE E USATA ANCHE PER USO CACCIA (DOVE CONSENTITO ) E GRAZIE ALLA SUA ESPANSIONE PRODUCE FERITE PROFONDE LACERANDO LA PELLE DELL’ANIMALE.

LA MUNIZIONE E’ VENDUTA IN DIVERSI CALIBRI TRA CUI IL 40S&W E IL 357MAGNUM.

BOMBE A MANO TIPO 91/97/99

La granata di tipo 91 fu creata basandosi sul modello 10; che non dava risultati soddisfacenti e fu creata per essere camerata nei lanciagranate da fucili, e con l’arrivo del modello 91 fu un innovazione perché a differenza del mod 10 il modello 91 aveva una spoletta e poteva essere lanciata a mano dal tiratore, oppure con mortai(il corpo della granata era un cilindro di ghisa in una serie di 5 file di segmenti). La spoletta nel tipo 91 aveva un difetto era a lunga combustione e quindi non era adatta per il lancio manuale; per armare la granata si doveva avvitare il percussore verso il basso la spoletta che tirandola rompeva un disco di ottone e con la rottura la scintilla innescava l’esplosione anche grazie alla percussione, la carica era di circa 64/65 di TNT. Queste granate potevano essere lanciate da fucili  tipo il Arisaka 38 che è un fucile a otturatore girevole scorrevole prodotto in più di un milione di esemplari. Il tipo 91 fu rivisitato e venne alla luce il modello 97 che a differenza del 91aveva un fondo filettato adatto ad a essere accolto dal lanciagranate tipo 89(il tipo 97 usci sei anni dopo la rivisitazione del 91 già in servizio dal 1931); a sua volta il modello 97 fu rivisitato dando vita al modello 99 che aveva l’involucro in acciaio.

 

 

COMPARAZIONE TRA 2 DELLE 3 GRANATE MODELLO ’35

Nel 1935 entrarono in servizio 3 modelli di granate che erano: il modello 35 che era la più grande delle 3; la OTO mod.35 che era la più piccola e la SRMC, ma qui farò una comparazione tra la OTO e il modello 35.

La OTO che è una denominazione che significa ODERO TERNI ORLANDO è una granata con corpo in alluminio di colore rosso composta da due parti, cioè superiore ed inferiore che si uniscono da un filetto; una cosa interessante della OTO 35 è la struttura della palla che è una biglia di piombo che avvolge tanti pallini in acciaio che si liberano durante l’esplosione; c’è anche da dire che la OTO come già ho detto all’inizio è la più piccola delle 3 ma è anche la più pericolosa data la sua sensibilità nell’esplosione.

Le dimensioni delle due granate sono: il modello 35 ha un altezza di 96mm e un diametro di 58 con un peso di 200g e le schegge al momento dell’esplosione arrivano a 10 metri e la capsula a differenza della OTO è caricata ad aghi; la carica nel modello 35 è di 63 grammi di T.N.T. Nella OTO invece le dimensioni sono drasticamente ridotte ha un altezza di 75mm e un diametro di 50mm; la carica è di 36 grammi; le granate sono tutte e due di tipo offensivo e tutte e due da quello che so hanno un sistema a massa battente di forma sferica che si innesca tramite percussione.

DEMILITARIZZAZIONE

La demilitarizzazione è la trasformazione di un arma da guerra in arma comune da sparo.

L’intervento di demilitarizzazione, può essere fatti da personale con licenza di fabbricazione di armi da guerra; le armi demilitarizzate vengono sottoposte a verifica del banco di prova nazionale di GARDONE VAL TROMPIA. Il proprietario dell’arma deve comunicare per iscritto alla questura competente, la comunicazione deve indicare i dati identificativi dell’arma(marca,modello,calibro,matricola,lunghezza della canna) e anche i dati del proprietario dell’arma da demilitarizzare.

L’ARMA VIENE CONSIDERATA A TUTTI GLI EFFETTI COMUNE E NON PIU’ DA GUERRA DOPO I SEGUENTI PASSAGGI:

1)CONGEGNO DI SCATTO: consiste nella trasformazione in modo irreversibile del congegno di scatto, di modo che l’arma non abbia il tiro automatico(cioè la raffica) ma sempre quello semiautomatico. Il lavoro consiste nella modifica o asportazione di elementi per non consentire all’arma demilitarizzata il fuoco automatico.

2)L’ALZO PER LE GRANATE: deve essere tolto

3)IL TROMBONCINO LANCIA GRANATE: deve essere modificato per non svolgere più la sua funzione.

4)IL CARICATORE: deve contenere il numero di cartucce previsto nel catalogo delle armi comuni da sparo.

5)IL CALCIO PIEGHEVOLE: non è consentito e deve sempre essere in posizione aperta.

la circolare del 20 settembre 2002, n.557 nuove disposizioni in materia di “demilitarizzazione” e “disattivazione” delle armi da sparo. principi generali. legge del 18 aprile 1975 n.110.

SIG710-3

Questa mitragliatrice progettata alla metà degli anni 50, molto complessa in fase di realizzazione infatti i primi modelli erano totalmente fatti a mano ; molto aggiornata come costruzione tanto che si possono trovare pezzi in lamiera stampata con caratteristiche strutturali molto simili all’MG42, a parte il sistema di scatto che è praticamente lo stesso; una curiosità interessante è che le prime versioni erano in pratica Sturmgewer57 con un abito diverso ma rimane sempre una delle armi automatiche più avanzate di quei tempi. Parlando del suo funzionamento che in pratica si presentava in tre pezzi, il primo era la testa dell’otturatore e gli altri due erano i rulli di bloccaggio collegati telescopicamente; l’otturatore in testa conteneva nell’insieme l’estrattore a molla che estraeva il bossolo verso il basso. La mitragliatrice era raffreddata ad aria, il nastro brandeggiabile era sulla sinistra della carcassa dell’arma e cambiando il sistema di alimentazione funzionava a ciclo continuo. Quest’arma fu prodotta per brevissimo tempo perché i costi di produzione erano molto alti e poco sostenibili.

pps-41

Questo fucile mitragliatore molto simile come conformazione al Thompson Americano è l’alternativa meno costosa del PPD-40(che la sigla sta per PISTOLET PULMET DEGTJAREVA), il progettista non è lo stesso della versione meno costosa e lo scopo della nascita di quest’arma; è la grande richiesta che ci fu durante la seconda guerra mondiale, l’arma è composta da 87 componenti assemblati tra cui alcuni in acciaio stampato( come tutti i catenacci come lui d’altronde); il suo funzionamento è a massa battente a otturatore aperto, una particolarità di questo fucile mitragliatore è il selettore di tiro che è posto davanti alla leva di scatto proprio messo all’interno del ponticello; oltre a questo c’è un atra particolarità che poi alla fine è un pregio che è il rateo di fuoco devastante di circa 1000 colpi al minuto. L’arma è camerata per la munizione 7,62x25mm anche denominata calibro 30 e divenne famosa perché veniva camerata anche nella pistola semiautomatica TT33 di cui TT è anche una denominazione della cartuccia.

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